Upskilling e Reskilling: le Soft skills al centro del successo.

  

Siamo entrati nell’area dell’Upskilling e del Reskilling, e questo si sa.

Ma cosa dobbiamo fare affinché quest’importante investimento (in termini di tempo e soldi) non diventi un costo?

 

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In questo articolo risponderemo alle seguenti domande:
  1. Che cosa sono l’Upskilling e il Reskilling?
  2. Che differenza c'è fra l'Upskilling e il Reskilling?
  3. Qual è il ruolo strategico dietro le attività di Upskilling e di Reskilling?
  4. Qual è la singola attività che avrà reso più efficienti le attività di Upskilling e Reskilling in azienda?
  5. Su cosa prestano maggior attenzione le aziende più innovative e in forte crescita?
  6. Da dove è bene iniziare per implementare l’Upskilling e il Reskilling in ottica "smart working"?
  7. Su cosa non è necessario focalizzarsi nell’implementazione delle attività di Upskilling e Reskilling in azienda?
  8. Perché le soft skills sono più importanti delle competenze tecniche?
  9. Qual è un esercizio pratico che può semplificare l’implementazione di un Upskilling/Reskilling efficace?

 

 

 

luna moonly

 

 

 

 

 

Come sempre, massima trasparenza.

 

Moonly

 

  • L’articolo che stai per leggere prende spunto dal video che vedi qui sopra, approfondendolo ancor di più.
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Prima di iniziare

Prima di iniziare la lettura di questo articolo ti invito a ottimizzare il tuo tempo scaricando il nostro Moonly PLAYBOOK: il manuale strategico da leggere in 1 minuto.

Scaricandolo ora:

  • avrai condensate tutte le strategie pratiche che tratteremo in questo articolo, senza correre il pericolo di dimenticartele per strada;
  • potrai tenere sempre con te le strategie pratiche da applicare in azienda senza dover prendere appunti altrove;
  • potrai condividere tutte le strategie direttamente con i tuoi colleghi, senza rischiare di dimenticarti ciò che avrai letto.

 

 

Upskilling e reskilling: playbook

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Ora, possiamo iniziare.

Buon apprendimento. 

 

 

 

Il ruolo strategico dell'Upskilling e del Reskilling.

Il fatto che l’Upskilling e il Reskilling siano diventate due attività fondamentali in azienda non è certo una novità.

Ciò che però poche volte viene preso in considerazione è il rapporto investimento/beneficio che ogni collaboratore avrà da queste attività.

In base alla modalità che viene utilizzata per approcciare l’Upskilling e il Reskilling il risultato può essere differente.


Queste due parole (Upskilling e Reskilling) possono diventare:

  • un costo a lungo termine, se ci focalizziamo su alcune attività (le vedremo fra poco);
  • un investimento a lungo termine, se ci focalizziamo su altre attività (le vedremo fra poco).


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Che cosa sono l’Upskilling e il Reskilling?

Prima di addentrarci in quella che è la singola strategia da adottare per rendere il tutto un investimento e non un costo, diamo una breve definizione a queste due parole tanto gettonate in questo periodo: Upskilling e Reskilling.


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Che cos’è l’Upskilling?

L’Upskilling può essere visto come un upgrade lato “competenze” che viene attivato per tutte quelle persone in azienda che hanno bisogno di innovare il proprio lavoro, mantenendo lo stesso ruolo.


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Immagina Arianna, un’addetta al customer service di un e-commerce.

Arianna avrà continuamente bisogno di nuove competenze tecniche per rimanere al passo con l'evoluzione in atto. 


Ciò significa che:

  • dovrà conoscere in modo sempre più approfondito l’utilizzo di software specifici per il Customer Service (es. Zendesk, Intercom, Customerly);
  • dovrà avere dimestichezza con il CRM dell’azienda (es. Keap, SalesforceHubspot);
  • dovrà essere in grado di realizzare in modo rapido dei brevi video tutorial da inviare ai visitatori del sito per spiegare come svolgere delle attività critiche (es. Screencastify, Vimeo);
  • dovrà monitorare le necessità delle persone e salvarle in un database (es. Airtable);
  • dovrà, dove possibile, raccogliere delle video-testimonianze di clienti soddisfatti, così da utilizzarle sui social network. (es. Videoask)

Insomma, Arianna, rispetto a qualche anno fa avrà diverse cose da fare.

Alcune attività sono state automatizzate, e così Arianna ha più tempo per sviluppare nuove competenze tecniche (hard skills).


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Arianna sta quindi facendo un upgrade del suo ruolo in azienda.

Lei è sempre l’addetta al Customer Service, ma lo farà stando continuamente al passo con l’innovazione in atto.





Che cos’è il Reskilling?

Il Reskilling, a differenza dell’Upskilling dove il ruolo rimane lo stesso, prevede invece l’apprendimento (e l’applicazione) di nuove competenze per svolgere un ruolo diverso.


Immagina Jasmine, una commessa di un negozio d’abbigliamento. 

A causa della trasformazione digitale in atto, la sua azienda (es. Zara) sta spostando gran parte della sua attività dall’offline all’online. 

 

Trasformazione digitale, upskilling e reskilling 

 

Cosa significa ciò?

Semplicemente l’azienda ha deciso di eliminare quasi tutti i negozi fisici e di spostare il 90% delle vendite sul canale digitale (e-commerce).

A Jasmine viene quindi chiesto di svolgere un ruolo simile, ma diverso.

Non farà più la commessa all’interno del negozio. 

Si occuperà invece di Customer Service sull’e-commerce (insieme ad Arianna).


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Jasmine, che prima era abituata a svolgere un determinato lavoro (sempre a contatto con le persone, scambiare quattro chiacchiere con la signora Maria, e ricevere energia dal contatto umano) si trova da un momento all’altro nel buio della sua cameretta davanti a un PC.

 

Abitudine contatto umano al lavoro

 

Jasmine, come Arianna:

  • dovrà conoscere in modo approfondito l’utilizzo di software specifici per il Customer Service; 
  • dovrà avere dimestichezza con il CRM dell’azienda;
  • dovrà essere in grado di realizzare in modo rapido dei brevi video tutorial da inviare ai visitatori del sito per spiegare come fare delle attività critiche;
  • dovrà monitorare le necessità delle persone e salvarle in un database;
  • dovrà, dove possibile, raccogliere delle video-testimonianze di clienti soddisfatti, così da utilizzarle sui social network.

Anche Jasmine, da qui ai prossimi mesi, ha un bel po’ di lavoro da fare. 

Ti riporto questo esempio non per gioco. 

Avendo negli anni lavorato in modo individuale con manager di Calzedonia (e avendo mantenuto i rapporti con loro) posso assicurarti che questo è ciò che è esattamente accaduto nel settore dell’abbigliamento negli ultimi mesi.

L’Upskilling e il Reskilling però non sono necessari solamente in questo settore.

Ogni settore - dalle telecomunicazioni, alle banche, alle aziende farmaceutiche, al turismo, ai servizi, all’automotive, alle aziende tecnologiche - deve adottare il mindset dell’Upskilling e del Reskilling.


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L’errore più frequente nelle attività di Upskilling e Reskilling.

Abbiamo capito che sia Arianna che Jasmine dovranno attuare un importante cambiamento adeguandosi a quella che è l’innovazione.

Entrambe infatti dovranno apprendere tutte le competenze tecniche (hard skills) necessarie per rimanere sul mercato del lavoro.

L’errore che più di frequente colpisce le aziende (e che di conseguenza porta le attività di Upskilling e Reskilling a diventare un costo e non un investimento) è il fatto di concentrarsi solamente sulle Hard skills.


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L’affermazione che ora potrebbe nascere in te è la seguente:

“Certo Matteo, siamo nell’era dell’innovazione (nell’era delle competenze tecniche), quali altre competenze dovrebbero adottare i miei collaboratori? 

Se i miei collaboratori devono imparare a costruire e mantenere un e-commerce sono obbligato/a a portare nuove competenze tecniche/digitali in azienda!”


Affermazione corretta.

Permettimi ora di farti ragionare.

Se ti chiedessi: 

  • le persone, come stanno prendendo questo cambio improvviso di competenze?
  • sono in grado di gestire il cambiamento
  • sono riuscite a essere flessibili in tempi brevi? E se sì, lo hanno fatto mantenendo un ottimo stato psicologico?
  • sono felici che il contatto umano si sia leggermente perso?
  • quanto tempo hanno impiegato (o stanno impiegando) per riadattarsi?


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Bene, ora che hai risposto dentro di te a queste domande, potrebbe sorgere in te un’altra affermazione.

“Onestamente non è un problema se la gestione del cambiamento non è stata rapida. 

Non importa se i miei collaboratori impiegheranno un po’ più di tempo per riadattarsi

Non è un danno se peccano di flessibilità

Una volta che questo forte cambiamento sarà avvenuto tutto tornerà alla normalità.”

 

Upskilling e reskilling sono la nuova normalità

 

 

Ottimo.

Mi permetto di risponderti facendoti altre domande:

  • credi davvero che il cambiamento in atto sarà l’ultimo dei prossimi anni?
  • credi davvero che nei prossimi 12-24 mesi non vi saranno altri cambiamenti?
  • credi davvero che fra qualche mese le persone non dovranno rivivere nuove situazioni di difficoltà? (Non intendo un’altra pandemia, intendo le continue competenze tecniche in arrivo).


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Cosa voglio dirti con tutto ciò?

Immagina Fabio, un pilota d’aerei.

Fabio ha un problema: è spesso stanco e mentre lavora tende ad addormentarsi.

Potrebbe sembrare un problema questo.

In realtà non lo è.

O meglio, lo è in parte.

Il copilota è sempre presente, e una volta impostata la rotta l’aereo va in semi-autonomia (ho lavorato con piloti di Air Dolomiti e Cargo, quindi posso confermarti che è così).

Nonostante questo mezzo-problema, Fabio continua ad acquisire competenze tecniche su tutto ciò che riguarda il suo lavoro e non presta attenzione al suo livello di energia e alla sua continua spossatezza. 


Dopotutto, perché dovrebbe farlo?

Sono sufficienti le competenze tecniche. 

Corretto?

Non del tutto.



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Un bel giorno, succede un problema: il copilota si sente male, alcune funzionalità dell’aereo iniziano a non funzionare e il nostro Fabio si addormenta.

Il finale lo faccio decidere a te.

Se solo Fabio avesse prestato attenzione anche alle competenze un po’ più soft sarebbe riuscito ad affrontare il cambiamento improvviso in modo vigile e puntuale. 

Così non è stato, purtroppo.

Le competenze tecniche non sono state sufficienti.


Cosa voglio dirti con ciò?

Se non vuoi rischiare di far diventare l’attività di Upskilling e Reskilling un vero e proprio costo nel lungo periodo, è necessario puntare anche (soprattutto in una prima fase) sulle soft skills.




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Le soft skills sono quelle “competenze attitudinali” che avranno permesso ai tuoi collaboratori di adattarsi meglio ai continui cambiamenti in atto.

Le soft skills sono quelle competenze che avrebbero permesso al pilota di salvarsi, grazie alla maggior energia, produttività, rispetto verso i passeggeri, tempestività.

Le soft skills sono quelle competenze che avranno permesso ad Arianna e a Jasmine di continuare a innovare, senza sentire il peso del cambiamento in atto.

 

Innovazione per attivare l'upskilling e il reskilling in modo efficace

 

Quindi, la singola strategia per trasformare le attività di Upskilling e Reskilling in un investimento a lungo termine è quella di focalizzarsi già ora su quelle che sono le soft skills.

Quelle che vengono comunemente chiamate “competenze trasversali” e che, grazie alla loro “trasversalità”, saranno servite ad ogni tuo collaboratore in qualsiasi ruolo aziendale essi si trovino.



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Soft skills nella fase di Upskilling e Reskilling: i 3 principali vantaggi.

Abbiamo quindi capito che un’implementazione efficiente in termini di Upskilling e Reskilling non può passare solo attraverso le competenze tecniche.

C’è bisogno anche delle competenze più soft.

Vediamo quindi quali sono i 3 principali vantaggi che i tuoi collaboratori (e di conseguenza la tua azienda) vivranno grazie a questa implementazione.


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Primo vantaggio: adattamento al cambiamento

Lo abbiamo già anticipato precedentemente.

Il cambiamento che un tempo avveniva in 20 anni, oggi avviene in meno di 2 anni. 

Questo significa che tutte le competenze tecniche che normalmente si dovevano acquisire ogni anno, oggi bisogna acquisirle a cadenza mensile.


Tutto ciò porterà i tuoi collaboratori davanti a un bivio:

  • o si sentiranno psicologicamente frustrati, stressati e incapaci di adattarsi alle continue piccole rivoluzioni;
  • oppure vivranno il cambiamento come una continua sfida facendoli sentire più motivati e più stimolati dall’innovazione.


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L’implementazione delle soft skills permetterà appunto di prendere la seconda strada, facendo diventare il cambiamento un’opportunità di crescita e un piacevole stimolo.

Le soft skills, una volta installate, hanno infatti il pregio di portarci lì dove sarebbe impossibile arrivare per il 90% delle persone.

Per “installate” non significa che è sufficiente un microchip o un corso di formazione teorico.

Le soft skills si studiano sì, ma poi si devono applicare nella vita di tutti i giorni. 



16-mettere-in-pratica-le-soft-skills-al-lavoro




È un percorso di crescita interiore che avrà permesso ai tuoi collaboratori di accettare maggiormente il cambiamento e di essere più rapidi nel prendere decisioni importanti.

Anche questo, non te lo dico per sentito dire.

Se da un lato le competenze tecniche e la tecnologia non hanno mai caratterizzato la mia vita (fino a maggio 2013 il mio cellulare fu un nokia da 29,90€), ho avuto la fortuna di vivere i miei primi 19 anni in mezzo alle Dolomiti.


Questo mi ha dato 3 grandi vantaggi:

  1. Ho potuto stare a contatto con la natura, e di conseguenza ho compreso il rispetto verso il creato e verso ciò che ci ruota attorno. 
  2. Ho potuto praticare molti sport, fra cui lo sci di fondo a livello agonistico (uno degli sport più duri e completi in assoluto).
  3. Ho vissuto in una cultura sociale e familiare molto basata su “valori e principi” e poco sulle competenze tecniche (i miei nonni sono arrivati al massimo alle scuole elementari, i miei genitori alle scuole medie. C’era bisogno di lavorare, quindi non hanno avuto il privilegio di proseguire gli studi).


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Tutto ciò, mi ha permesso di arrivare all’età di 19 anni avendo installate la gran parte delle soft skills fondamentali per il mondo del lavoro.

Certo, non essendomi potuto permettere l’iscrizione all'università mi mancavano tutte le competenze tecniche.

Quando però hai le competenze soft, le competenze tecniche arrivano. 

E se non arrivano, le fai arrivare.

In un modo o nell’altro.

Il modo lo trovi.

Naturalmente, se i tuoi collaboratori non hanno avuto questa “fortuna”, non significa che sia impossibile trasferire loro le soft skills che si apprendono in mezzo alla natura, facendo sport o vivendo in una cultura basata su valori e principi.

Gli strumenti ci sono.

L’importante, come sempre, è mixare la teoria con della pratica immediata (vedi micro-learning).



Esercizi di upskilling e reskilling

 

Attenzione: a questo punto della lettura, avendo parlato di micro-learning, ti invito a guardare il video che trovi qui sotto. 

Ti avrà fatto riflettere sul concetto di "Learning method", e di quanto sia fondamentale implementare tre fasi nella tua esperienza di apprendimento.

Le tre fasi sono:

  1. Conoscere
  2. Applicare
  3. Insegnare

 

Nel video troverai tutto.

 

 

  

 

Ora che hai visto il video, puoi implementare la strategia che abbiamo trattato guardando il video qui sotto. 

Ti aiuterà a rendere l'apprendimento aziendale più "condiviso".

 

 



 

Bene, continuiamo.

Questo vi aiuterà a rendere i vostri collaboratori

  • più capaci nell’adattarsi al cambiamento;
  • più rapidi nell’adattarsi al cambiamento;
  • più efficaci nell’adattarsi al cambiamento.


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Di conseguenza riuscirete a:

  • rendere l’azienda più efficiente;
  • portare più innovazione in azienda in tempi rapidi;
  • staccarvi dalla concorrenza (grazie alle vostre persone).




 

Secondo vantaggio: autonomia e indipendenza

Se c’è una singola chiave che permetterà alle aziende di essere più efficienti da qui ai prossimi 10 anni, quella sarà proprio “rendere le persone più autonome e indipendenti.”


Questo per 2 motivi:

  • le persone che si sentono più autonome e indipendenti rimangono fidelizzate all’azienda (quindi, riduzione dei costi legati al turnover)
  • le persone che lavorano in modo autonomo e indipendente hanno bisogno di meno manager (meno costi), e i pochi manager (Leader) faranno finalmente ciò che hanno sempre voluto e dovuto fare (Coach).


19-soft-skills-e-autonomia-e-indipendenza-nella-fase-di-upskilling-e-reskilling




Portare le soft skills in azienda durante la fase di Upskilling e Reskilling aiuterà infatti i vostri collaboratori a diventare:

  • più autonomi;
  • più capaci di prendere decisioni importanti;
  • più capaci di gestire al meglio il proprio tempo;
  • più rispettosi del tempo delle altre persone;
  • più focalizzati sul fare ciò che davvero conta, eliminando la gran parte delle attività che non stanno portando valore in quel momento.

 

Naturalmente è necessario capire come portare maggior autonomia all'interno dei team aziendali.

 

Per iniziare a fare ciò, ti consiglio di guardare il video che trovi qui sotto.

Ti aiuterà a risolvere il problema del "non sapere come portare autonomia in azienda".

 

 

 

Qui trovi l'articolo completo.

 

 

 

Spero che le strategie appena viste ti siano state d'aiuto.

Nel caso in azienda utilizzaste già delle metodologie per rendere le persone autonome (come ad esempio l'Agile Working), qui sotto trovi un modo per implementarlo in modo efficiente.

 

 

 

 

  

Ricordati che l’indipendenza, insieme alla libertà e alla realizzazione, sono le 3 leve primarie della motivazione delle persone.

La motivazione delle persone è legata alla fidelizzazione.

La fidelizzazione è legata al turnover.

Il turnover è legato ai costi.

I costi sono legati alla vita o alla morte di un’azienda.

Di conseguenza, a ritroso, la vita o la morte di un’azienda è anche basata sull’indipendenza che le persone vivono.

Fino a qualche anno fa no.

Ora però sì.



20-soft-skills-e-upskilling-e-reskilling



A dire ciò non sono io, bensì le più innovative aziende al mondo.

Collaborando con una serie di aziende posso assicurarti che anche in Italia, fra qualche mese/anno (in realtà il trend è già iniziato), non si farà altro che parlare di autonomia e indipendenza.

Ricordati di questo articolo quando queste parole (autonomia e indipendenza) si sentiranno ovunque. 

Chi prima innova, prima vince. 

21-innovazione-e-upskilling-efficace






Terzo vantaggio: crescita rapida e stimoli di crescita

Le aziende vogliono crescere, e questo si sa.

Di conseguenza le aziende vogliono:

  • persone che crescano rapidamente;
  • persone che siano stimolate dalla volontà di crescere.


22-crescita-aziendale-grazie-alle-soft-skills




L’implementazione delle soft skills avrà permesso proprio questo.

Mi spiego meglio.

 

Partiamo dal primo punto: crescita rapida.

Per far sì che le persone all’interno dell’azienda crescano rapidamente è necessario che alla base vi sia una forte struttura di soft skills. 

Più questa struttura sarà forte, più riusciranno a crescere rapidamente.


23-crescita-rapida-con-upskilling-e-reskilling



Ti faccio un esempio.

Immagina Luigi, una persona con poche soft skills (capacità di adattamento, produttività, precisione, perseveranza, determinazione) che deve imparare come si creano delle campagna marketing utilizzando Google. 

Luigi ha una minima esperienza sul campo, ma c’è ancora tanto da imparare.

Ora immagina Cristiano Ronaldo.

Lui non sa nulla di campagne marketing. 

Non sa nulla di "digitale" e di come si installano i pixel e tutti i tecnicismi vari.

Ti faccio ora una domanda: “secondo te, a parità di tempo investito nell’imparare, chi riuscirà ad apprendere più velocemente?”

Esatto, Cristiano Ronaldo.

Per quale motivo?

Semplicemente perché ha tutte quelle soft skills che Luigi non ha. 

Ecco che Cristiano Ronaldo - grazie alla sua perseveranza, alla sua motivazione, alla sua produttività, alla sua determinazione, alla sua gestione dell’energia e dello stress, alla sua resilienza - riuscirà a crescere più rapidamente.

Di conseguenza farà crescere più velocemente l’azienda per cui lavora.

 

 

Bene, passiamo ora al secondo punto: stimoli di crescita.

24-come-stimolare-le-persone-in-azienda



Immagina sempre il nostro Luigi. 

Abbiamo detto che lui ha poche competenze trasversali.

Luigi:

  • sa di non essere produttivo;
  • sa di non essere perseverante;
  • sa di essere stressato;
  • sa di avere poca energia;
  • sa (o gli viene spiegato) di non essere empatico.


Dall’altra parte abbiamo un’altra persona. 

Il suo nome è Luna.

Luna:

  • sa di essere produttiva;
  • sa di essere perseverante;
  • sa di saper gestire al meglio le condizioni stressanti;
  • sa di essere una persona energica;
  • sa di essere una persona empatica (e le persone glielo confermano).



25-luigi-e-luna-a-confronto-sulle-soft-skills




Secondo te, chi delle due persone sarà più stimolata a fare la differenza e a crescere, proprio grazie alle sue abilità?

Probabilmente Luna.

A meno che non si dia la possibilità a Luigi di:

  • diventare una persona più produttiva;
  • diventare una persona più perseverante;
  • diventare una persona abile nel gestire lo stress;
  • diventare una persona energica;
  • diventare una persona empatica.


Come vedi:

  • il cambiamento profondo parte sempre dalle soft skills;
  • la crescita rapida parte sempre dalle soft skills;
  • gli stimoli di crescita partono sempre dalle soft skills.


Come puoi vedere nel video qui sotto, la crescita è una delle leve maggiormente utilizzate dalle aziende più innovative al mondo.

Loro hanno capito che la People Motivation si basa su 3 pilastri fondamentali, uno dei quali è proprio la crescita.

Nel video li trattiamo tutti e tre.

 

 

 

 

 

 

 

Quali sono le 3 soft skills chiave nelle attività di Upskilling e Reskilling?

Prima di concludere questo articolo ti voglio lasciare con un piccolo esercizio.

Un esercizio che ti porterà a porti una semplicissima domanda.

La domanda che ti porrai è la seguente:

Quali sono le 3 soft skills chiave per quella competenza tecnica?

 

 

Quali sono le tre soft skills più importanti



Ora ti spiego.

Le soft skills sono tantissime, e sicuramente sono tutte molto importanti.

Il rischio, a questo punto della lettura, è quello di farti paralizzare dalle troppe cose da fare.

Come sempre, la bravura di ogni professionista, sta nel semplificare il complesso.

Per questo motivo l’esercizio che ti propongo è il seguente.

  1. Prendi un foglio, o un documento vuoto sul tuo computer, e scrivi qual è il ruolo del collaboratore che dovrà effettuare un’importante attività di upskilling o reskilling.
  2. A questo punto chiediti: “quali sono le 3 soft skills chiave che gli avranno permesso di performare al meglio?”


Esercizio di upskilling reskilling e soft skills




Facciamo un esempio per quanto riguarda Arianna e Jasmine, le nostre due addette al Customer Service.


Oltre ad attivare percorsi di Upskilling e Reskilling “tecnici” legati a:

  • conoscenza del software per il Customer service;
  • conoscenza del CRM (i due potrebbero essere lo stesso software);
  • capacità di fare, registrare, editare e pubblicare video-tutorial;
  • utilizzo di un database;
  • utilizzo dei social network;

quali sono le 3 soft skills più importanti che Arianna e Jasmine dovranno integrare nella propria attività professionale (e nella propria vita)?



Le 3 soft skills potrebbero essere:

  • Empatia
  • Perseveranza
  • Ordine


Pratica di upskilling e reskilling in azienda tramite soft skills





Arianna e Jasmine, infatti, dovranno:

  1. Mantenere familiarità con i clienti tramite un nuovo modo di “essere empatici”. Dietro a uno schermo, non è come guardare la persona negli occhi.
  2. Essere perseveranti nell’affrontare tutti i tecnicismi e tutti i software da dover imparare a utilizzare (non facile per una commessa abituata al rapporto umano).
  3. Mantenere in ordine il CRM affinché tutte le commesse possano comprendere a primo impatto quali siano le esigenze dei vari clienti.

 

 

I tre fattori dell'upskilling e reskilling

 

Questo è un esempio, naturalmente.

Tutto dipende dal ruolo che le persone della tua azienda dovranno effettivamente svolgere.

Detto ciò, ti ripeto la domanda: 

Quali sono le 3 soft skills chiave per quella competenza tecnica?

Una volta che avrai risposto a questa domanda, non farai altro che focalizzarti esclusivamente sulle 3 soft skills identificate.

Se le persone richiederanno più competenze sarai ben felice di offrirgliele, magari attuando quello che è lo Shared Learning (visto nei video precedenti) oppure il Weekly Coaching che ti propongo qui sotto.

È un'attività di Coaching molto basilare che potrai implementare in autonomia nei tuoi team di lavoro.

 

 

 

 

Bene, come ti ho appena detto in video, quello che vedi qui sotto è il metodo grazie al quale potrai implementare la strategia.

Guarda pure ora il video qui sotto.

 

 

 




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Prima di concludere

Prima di passare alla parte conclusiva di questo articolo ti invito a scaricare il nostro Moonly PLAYBOOK, il manuale strategico da leggere in 1 minuto

Scaricandolo ora:

  • avrai cristallizzate tutte le strategie pratiche che abbiamo trattato in questo articolo, senza correre il pericolo di dimenticartele;
  • potrai tenere sempre con te le strategie pratiche da applicare in azienda, senza dover tornare nuovamente in questo articolo per rileggerle;
  • potrai condividere le strategie appena apprese direttamente con i tuoi colleghi, senza rischiare di dimenticarti ciò che hai appena letto.

 

 

Upskilling e reskilling: playbook

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Conclusione

Anche questo Moonly BLOG sta volgendo al termine.

Durante la lettura abbiamo capito che:

  • l’attività di Upskilling e Reskilling sta avvolgendo la maggior parte delle aziende, soprattutto le aziende più innovative;
  • le competenze tecniche (hard skills) sono fondamentali;
  • le competenze trasversali (soft skills) lo sono ancor di più.


Abbiamo inoltre capito che, i tre vantaggi che le soft skills avranno portato nella vostra azienda sono:

  • adattamento al cambiamento;
  • autonomia e indipendenza
  • crescita rapida e stimoli di crescita.


Infine hai svolto un esercizio che:

  • ti ha reso/a consapevole dei ruoli aziendali che necessitano in modo urgente dell’Upskilling e del Reskilling;
  • ti ha fatto comprendere quali sono le 3 soft skills che è necessario implementare in base ai ruoli identificati;
  • ti ha fatto capire su cosa è bene focalizzarsi, e su cosa invece non vale la pena portare la tua attenzione.

Congratulazioni per essere arrivato/a al termine di questa lettura.

Sentiti libero/a di condividere ora il link a questo blog con tutte le persone che sai già potranno beneficiare di questa lettura.

A presto.

Ciao.

 

 

 

 

 

 

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