Carmen, la giovane portoricana.

 

Carmen, una giovane portoricana, sente la necessità di gestire al meglio le proprie emozioni.

Il suo lavoro la sta portando a vivere dei forti alti e bassi emotivi, e questo non le fa affrontare la vita come vorrebbe.

Fortunatamente un giorno, incontra un famoso marinaio.

Quali consigli offrirà l’uomo alla giovane ragazza?

E soprattutto, quale sarà la scelta che Carmen dovrà compiere a un certo punto del suo percorso?

Scopriamolo ora, immergendoci nella sua storia.

 

 

 

 

 

 

 

Carmen, la giovane portoricana.

Carmen è una giovane ragazza portoricana nata nel quartiere di El Cinco a San Juan, capitale del Porto Rico.

 

 

 

 

Trasferitasi all’età di 20 anni nel quartiere più popolato della città, Caimito, la ragazza inizia a lavorare presso uno dei più importanti ospedali della capitale.

 

 

 

 

Carmen è una persona molto dolce, premurosa e particolarmente emotiva. 

Ha da sempre sentito la vocazione di voler aiutare il prossimo.

Il lavoro presso l’ospedale le fa dare ogni giorno un senso profondo alla propria vita.

 

 

 

 

Dopo i primi anni di lavoro però, inizia a rendersi conto che qualcosa in lei non sta funzionando.

Da ormai qualche mese, Carmen sente la difficoltà nel gestire le proprie emozioni.

È come se non riuscisse a controllare i propri stati d’animo.

E quel che è peggio è che non si fida raccontare a nessuno questo suo problema.

 

 

 

 

Le settimane passano e quello che inizialmente poteva sembrare un aspetto di poco conto, diventa per la povera ragazza una fonte di forte stress.

Così, un giorno, durante un meeting aziendale, Carmen decise che era il momento di fare qualcosa.

«Leira, vorrei parlarti.» disse la ragazza alla sua responsabile.

 

 

  

 

«Certo, dimmi tutto.» rispose Leira che dal tono di voce di Carmen aveva già intuito che c’era qualcosa che non stava andando.

 

 

 

 

«Vedi Leira» iniziò la ragazza «sto facendo molta fatica a gestire le mie emozioni al lavoro. È come se non riuscissi a governare i miei stati d’animo.

I rapporti con i nostri clienti e con i miei colleghi sono fantastici, ma a causa della mia emotività non riesco a gestire i miei stati d’animo.»

 

 

 

 

«Carmen, capisco benissimo ciò che mi stai dicendo. Non è facile gestire le proprie emozioni quando si lavora tutto il giorno a tu per tu con le persone. 

Anch’io qualche anno fa ho vissuto un periodo di confusione emotiva.»

 

 

 

 

«Davvero Leira? E come sei riuscita a gestirlo?»

 

 

  

 

«Non ci crederai ma ad aiutarmi è stato un umile marinaio.»

 

 

 

 

 

«Un marinaio? E dove lo hai incontrato?» chiese stupita la ragazza.

 

 

 

 

«Carmen, se ti va posso dirti dove incontrarlo. A un patto però: non devi dirlo a nessuno. Deve rimanere un segreto tra me e te. D’accordo?»

 

 

 

 

«D’accordo Leira, lo sai che di me puoi fidarti.» 

 

 

 

 

«Bene. Il marinaio è il signor Delmar e lo potrai trovare lungo la famosa Flamenco Beach, nella nostra splendida isola caraibica di Culebra, a 40 minuti di aereo da qui.»

 

 

 

 

«D’accordo Leira, ma come farò a riconoscerlo fra le tante persone che vi saranno lungo la spiaggia?» chiese la ragazza.

 

 

 

 

«A caratterizzare il signor Delmar» proseguì Leira «vi sono tre aspetti: il suo cappello con raffigurata un’ancora, la sua folta barba e il suo viso particolarmente serio. Vedrai che lo riconoscerai subito.»

 

 

 

 

«Speriamo in bene.» rispose un po’ intimorita la ragazza.

 

 

 

 

 

«Carmen, la speranza non è sufficiente. Prenditi un giorno di relax e vai a conoscerlo. Ne sarà valsa la pena.» concluse la sua responsabile.

 

 

 

 

Leira salutò Carmen e si diresse verso il suo ufficio.

In quel momento erano da poco passate le due del pomeriggio e la giovane ragazza iniziò a riflettere sul da farsi.

«Domani ho il mio giorno libero. Potrei approfittarne per andare a conoscere il signor Delmar!» esclamò tra sé e sé.

 

 

 

 

Carmen rimase qualche ora con il dubbio se andare o non andare. Se cogliere o non cogliere quell’occasione.

Dopo qualche ora di riflessione decise: «Non ce la faccio più a rimanere in questa condizione. Sono ormai mesi che le cose non stanno funzionando. Domani prenderò l’aereo e andrò a conoscere il marinaio!» esclamò tra sé e sé.

 

 

 

 

Con quella decisione Carmen concluse la sua giornata.

Il mattino seguente si alzò di buonora. Prese uno zainetto e si diresse all’aeroporto di San Juan.

 

 

 

 

 

Non appena arrivò all’aeroporto, un uomo la fermò e le disse: «Signorina, dove sta andando di bello a quest’ora?» 

 

 

 

 

 

«Sono diretta a Flamenco beach, caro signore. Mi scusi ma sono in ritardo. Le auguro una buona giornata!» rispose la ragazza in modo gentile, e deciso.

 

 

 

 

 

La ragazza salutò l’uomo e corse in fretta al check in dell’aereo.

«Benvenuta a bordo.» disse la hostess con tono gentile.

 

 

 

 

La ragazza saluto la hostess e prese posto vicino al finestrino.

«Chissà se riuscirò a incontrare il signor Delmar.» iniziò a pensare tra sé e sé.

 

 

 

 

L’aereo decollò, e dopo poco più di mezz’ora preparò già il carrello per l’atterraggio.

«Stiamo atterrando.» avvisò la hostess alle persone a bordo.

 

 

 

 

Gli occhi di Carmen erano proiettati fuori dal finestrino.

Sotto di lei vi era un luogo paradisiaco. Una delle spiagge più belle e famose al mondo. 

La sabbia era di un incantevole bianco avorio. Le acque erano di un magnifico verde turchese. E il sole era da poco sorto.

 

 

 

 

«Siamo arrivati!» proclamò la hostess. «Potete scendere.»

 

 

 

 

Carmen, con la sua dolcezza, lasciò scendere gli altri passeggeri e uscì dall’aereo per ultima.

«La ringrazio. Buon lavoro.» disse la ragazza alla hostess.

 

 

 

 

«Buon proseguimento di giornata.» rispose la hostess con un sorriso.

 

 

 

 

 

Carmen, una volta scesa dall’aereo, si guardò attorno e si diresse immediatamente verso la spiaggia.

«Scusi signore,» disse la ragazza a un uomo del posto «posso chiederle indicazioni per la spiaggia principale?»

 

 

 

 

«Prosegua dritta e la troverà.» rispose l’uomo.

 

 

 

 

La ragazza fece quanto consigliato dall’uomo, e dopo pochi minuti vide il cartello “Benvenuti a Flamenco Beach”.

 

 

 

 

 

All’isola di Culebra erano le sette del mattino e i primi gabbiani iniziavano a volare sopra la testa della ragazza.

Davanti a lei non vi era anima viva, se non un uomo.

L’uomo era di spalle e si trovava a qualche decina di metri dalla ragazza.

Vicino a lui vi era una barca parcheggiata sulla spiaggia, ben lontana dall’acqua.

 

 

 

 

La ragazza si fermò qualche istante e lo guardò per bene.

In quel momento le vennero in mente le parole di Leira: “A caratterizzare il signor Delmar vi sono tre aspetti: il suo cappello con raffigurata un’ancora, la sua folta barba e il suo viso particolarmente serio.”

 

 

 

 

La ragazza si avvicinò lentamente all’uomo.

«Sì, dovrebbe essere lui!» esclamò la ragazza felice, e allo stesso tempo intimorita.

 

 

 

 

Carmen si prese coraggio e si avvicinò con cautela.

«Buongiorno, posso disturbarla?» chiese la ragazza con voce vibrante.

 

 

 

 

«Buongiorno cara ragazza. Il tuo non è un disturbo per me.» rispose l’uomo mantenendo la pipa in bocca.

 

 

 

 

«Lei dovrebbe essere il famoso signor Delmar. Dico bene?

 

 

 

 

«Sì sono io. Cosa posso fare per te?»

 

 

 

 

«Mi manda dai lei la mia amica Leira. Mi ha detto che potrà aiutarmi a gestire al meglio le mie emozioni.»

 

 

 

 

«Così le ha detto la sua amica Leira?» chiese il marinaio «Le ha detto che la potrò aiutare?»

 

 

 

 

«Sì signore, così mi ha detto.»

 

 

 

 

 

«Bene ragazza, vorrà dire che potrò aiutarti. Dimmi un po’: qual è il tuo nome?»

 

 

 

 

«Il mio nome è Carmen.»

 

 

 

 

«Ok Carmen, sediamoci qui sul bordo della barca e raccontami cosa c’è che non va.»

 

 

 

 

La ragazza si sedette sul bordo della barca insieme al marinaio, e iniziò a raccontare.

«Da ormai qualche mese faccio fatica a gestire le mie emozioni. È come se non riuscissi a governarle. E tutto questo mi fa vivere dei continui alti e bassi emotivi.»

 

 

 

 

«Mi stai forse dicendo che non ti senti in pieno controllo delle tue emozioni? Dico bene?» chiese il marinaio.

 

 

 

 

«Sì, proprio così.» confermò la ragazza. «È come se in alcuni momenti perdessi il controllo della mia parte emotiva.»

 

 

 

 

«D’accordo ragazza, non preoccuparti. Non importa ciò che fino ad ora hai perso. L’importante è ciò che da adesso in poi riacquisirai.»

 

 

 

 

Il marinaio interruppe le sue parole per qualche istante.

Prese un bastone di legno che teneva a portata di mano, e lo offrì alla ragazza.

 

 

 

 

 

«Tieni ragazza.» disse l’uomo porgendole il bastone.

 

 

 

 

 

«La ringrazio signore, ma cosa me ne faccio di questo bastone?»

 

 

 

 

«Immagino che tu voglia capire come gestire le tue emozioni per migliorare la tua qualità di vita. È così?» chiese il marinaio.

 

 

 

 

 

«Sì signore, è così.»

 

 

 

 

«Bene, con il bastone che ti ho appena offerto ti chiedo di disegnare un grande cerchio sulla sabbia. Disegnalo ora. Non chiederti il perché. Poi capirai.»

 

 

 

 

Carmen, un po’ stranita, si alzò in piedi e iniziò a raffigurare il cerchio a pochi metri dalla barca su cui si trovavano.

 

 

 

 

«Ecco qui signore. Ho fatto come mi ha chiesto.» esclamò la ragazza dopo qualche minuto.

 

 

 

 

 

«Ottimo lavoro Carmen.» rispose il signor Delmar non aggiungendo altre parole.

 

 

 

 

 

«Ora cosa devo fare?» chiese la ragazza.

 

 

 

 

«Le vedi quelle conchiglie laggiù?» domandò il marinaio indicandole alla ragazza. «Ti chiedo gentilmente di prenderne cinque e di posizionarle all’interno del tuo cerchio.»

 

 

 

 

 

La ragazza annuì con il capo e andò a prendere le conchiglie che si trovavano a pochi metri dal mare.

Le conchiglie erano centinaia, ed erano una più bella dell’altra.

 

 

 

 

Carmen scelse con molta cura le cinque conchiglie da portare con sé, e ritornò di corsa dal marinaio.

 

 

 

 

«Ho scelto queste cinque!» esclamò la ragazza.

 

 

 

 

 

«Ben fatto.» rispose il marinaio. «Ora posizionale nel tuo cerchio.»

 

 

 

 

La ragazza le appoggiò delicatamente sulla sabbia contenuta nel cerchio, e attese che il marinaio le dica cosa fare.

 

 

 

 

«Bene, vedo che hai posizionato le cinque conchiglie nel tuo cerchio.

Posso chiederti per quale motivo hai scelto proprio quelle cinque conchiglie?» chiese l’uomo.

 

 

 

 

 

«Mi piacevano le loro forme. Tutto qui.» rispose la ragazza.

 

 

 

 

«Tutto qui, tu dici.» replicò l’uomo.

«La tua è stata una decisione importante, cara Carmen. Hai deciso di focalizzarti su queste cinque conchiglie.» affermò il marinaio guardando con i suoi occhi le conchiglie presenti nel cerchio.

 

 

 

 

 

Focalizzandoti su queste cinque, hai automaticamente deciso di non focalizzarti sulle altre centinaia di conchiglie. Dico bene?» chiese l’uomo.

 

 

 

 

«Sì esatto. Ho voluto concentrarmi solamente su queste cinque conchiglie.» rispose Carmen.

 

 

 

 

«Ora lascia che ti faccia una domanda, cara ragazza: ti senti maggiormente in controllo di queste cinque conchiglie o delle altre centinaia di conchiglie che si trovano laggiù?

 

 

 

 

La ragazza si prese qualche secondo per riflettere, e poi rispose: «Sento di avere un maggior controllo su queste cinque conchiglie, signore.»

 

 

 

 

 

«D’accordo. Ora dimmi: per quale motivo senti un maggior controllo?»

 

 

 

 

«Bè perché le altre conchiglie si trovano lontane da me.» rispose la ragazza.

 

 

 

 

«Proprio così. Esse si trovano lontane da te. È difficile avere il controllo di ciò che si trova lontano.» rispose il marinaio.

 

 

 

 

 

Per qualche minuto le parole di entrambi si congelarono.

Solamente il suono delle onde del mare teneva compagnia alle loro orecchie.

Dopo qualche minuto, il marinaio riprese la parola.

«Vedi cara ragazza, le conchiglie del mare sono come gli avvenimenti della nostra vita. Ci sono avvenimenti che sono sotto il nostro pieno controllo e avvenimenti che invece non lo sono. 

 

 

 

 

Tutto sta nell’identificare quale conchiglia si trova nel tuo cerchio e quale invece si trova al di fuori di esso.»

 

 

 

 

«Cosa intende signore? Potrebbe essere più chiaro?» chiese cortesemente Carmen.

 

 

 

 

«Certo ragazza. Dimmi un po’: il rispetto che hai verso i tuoi colleghi è sotto il tuo pieno controllo?»

 

 

 

 

«Certo che sì.» rispose la ragazza.

 

 

 

 

«Il fatto di lavorare con determinazione è sotto il tuo pieno controllo?» chiese nuovamente il marinaio.

 

 

 

 

«Sì signore.» confermò la ragazza.

 

 

 

 

«E il mantenimento della tua salute psico-fisica è sotto il tuo pieno controllo?»

 

 

 

 

«Sì, anche questo è sotto il mio pieno controllo.» confermò la ragazza.

 

 

 

 

«Bene Carmen. Come mi hai appena confermato, tutte queste sono attività che si trovano all’interno del tuo cerchio.

Sono attività che tu puoi controllare. Di conseguenza puoi controllare le emozioni che esse generano. Me lo confermi?»

 

 

 

 

«Sì, credo proprio di sì.» rispose la ragazza. «Essendo avvenimenti sotto il mio controllo sono io che decido cosa fare e cosa non fare.

Di conseguenza è sotto la mia responsabilità il modo in cui vivo questi avvenimenti.»

 

 

 

 

«Proprio così ragazza. Ora ti chiedo: il fatto che un tuo collega o un tuo cliente ti manchi di rispetto è sotto il tuo controllo?

 

 

 

 

«Purtroppo no, signore.»

 

 

 

 

«Ok. E il fatto che scoppi una guerra o una pandemia è sotto il tuo controllo?»

 

 

 

 

«No signore, non è sotto il mio controllo.» confermò la ragazza.

 

 

 

 

Il marinaio si prese qualche secondo per riflettere.

Dopo alcuni istanti proseguì: «Cara ragazza, ci sono degli avvenimenti nella vita che si trovano al di fuori del tuo cerchio.

Trovandosi al di fuori di esso, non ha senso darsi delle colpe o entrare in uno stato d’animo negativo.

Condividi con me?»

 

 

 

 

«Sì condivido signore. Mi potrebbe gentilmente fare qualche esempio?»

 

 

 

 

«Certo ragazza. Immagina che un tuo collega, o un tuo cliente, si arrabbi con te senza alcun reale motivo.

La sua arrabbiatura non deve farti sentirti in colpa per ciò che lui sta facendo. 

Se il tuo comportamento è stato corretto nei suoi confronti, non c’è motivo per il quale tu ti debba sentire responsabile di quell’arrabbiatura.

 

 

 

 

La responsabilità non ricade su di te, cara Carmen. Non meriti di entrare in uno stato d’animo negativo.

 

 

 

 

Ciò che è sotto la tua responsabilità è solamente il modo con il quale reagirai a quel suo comportamento.»

 

 

 

 

«Capisco signore.» rispose la ragazza «Il mio unico problema sta nel fatto di essere una persona particolarmente emotiva, e questo mi fa vivere emozioni contrastanti.»

 

 

 

 

«Ragazza, fai attenzione a ciò che dici. Il fatto di essere una persona emotiva è tutto fuorché un problema.

La tua emotività è la tua vera unicità.»

 

 

 

 

Le parole del marinaio si bloccarono.

Un leggero venticello iniziò a farsi vivo.

Le onde del mare iniziarono ad aumentare di poco la loro intensità, e con un movimento dolce e vellutato fecero scomparire le centinaia di conchiglie che Carmen aveva deciso di non cogliere.

 

 

 

 

«Hai visto ragazza?» chiese l’uomo.

 

 

 

 

«No, cosa dovrei vedere?» replicò la ragazza.

 

 

 

 

«Una piccola onda a portato con sé le conchiglie che tu hai deciso di non cogliere.

Esse, non essendo sotto il tuo pieno controllo se ne sono andate senza che tu te ne accorgessi.»

 

 

 

 

«Ha ragione! Non ci sono più!» esclamò la ragazza. «Cosa sta a significare tutto ciò?»

 

 

 

 

«Cara ragazza, significa che non vale la pena concentrarsi su ciò che non si trova sotto il nostro controllo.

È molto meglio focalizzarsi sulle poche cose che si trovano all’interno del nostro cerchio.»

 

 

 

La ragazza annuì con la testa e lasciò proseguire l’uomo.

«Le cinque conchiglie che hai premurosamente selezionato sono ancora lì con te. E lo sai il perché?»

 

 

 

 

«Perché ho deciso di focalizzarmi su di esse. Dico bene?»

 

 

 

 

«Esattamente cara ragazza. Hai deciso di focalizzarti solamente su di esse.

Esse sono sotto il tuo pieno controllo. E anche le emozioni che vivrai grazie a esse saranno sotto il tuo pieno controllo. 

A nulla servirà rammaricarsi per le conchiglie che sono appena state prese dal mare.

Lascia al mare ciò che non controlli. Ci penserà lui.»

 

 

 

 

La ragazza si prese qualche minuto per riflettere su quanto detto dal marinaio.

Davanti a lei vi era il cerchio e le sue cinque conchiglie.

Ad un certo punto riprese la parola: «Posso farle una domanda un po’ critica, signore?»

 

 

 

 

«Nulla è critico se è funzionale.» rispose l’uomo «Ponimi pure la tua domanda.»

 

 

 

 

«Come farò ad applicare tutto ciò nella vita di tutti i giorni? In sostanza, come farò a mettere in pratica ciò che mi sta dicendo?»

 

 

 

 

«Questa è un’ottima domanda, cara ragazza. Per questo motivo ti invito a prestare attenzione alle parole che ora andrò a offrirti.»

 

 

 

 

La ragazza cambiò per un attimo la sua postura e si mise in ascolto dell’uomo.

«Da adesso in poi» iniziò a parlare il marinaio «ogni volta che ti ritroverai in uno stato d’animo negativo ti basterà prendere il tuo diario personale e raffigurare un cerchio.

 

 

 

 

Una volta che lo avrai raffigurato dovrai chiederti: "L’emozione che sto vivendo è nata da un avvenimento che è sotto il mio pieno controllo o da un avvenimento che non posso controllare?"

 

 

 

 

Se la tua mano disegnerà una conchiglia all’interno del cerchio, vorrà dire che quell’avvenimento è sotto il tuo controllo. 

Se invece la disegnerà al di fuori di esso, vorrà dire che l’avvenimento non lo puoi controllare.»

 

 

 

 

 

«D’accordo signore, e poi?» lo interruppe la ragazza.

 

 

 

 

«Se ti accorgerai che le emozioni stanno provenendo dall’esterno non dovrai fare altro che lasciare che tutto scorra, consapevole del fatto che la responsabilità non sta ricadendo su di te.

Il mare porterà via tutto.

 

 

 

 

Se invece ti accorgerai che le emozioni stanno provenendo dall’interno, ti basterà prendere il controllo della situazione e svolgere quell’azione che tu sai andrà a influenzare positivamente il tuo stato d’animo.»

 

 

 

 

«Ok, in sostanza mi sta dicendo che ogni volta che vivrò un’emozione spiacevole dovrò chiedermi se essa proviene da un avvenimento che controllo o che non controllo. Dico bene?» chiese la ragazza.

 

 

 

 

«Sì, dici bene ragazza.» rispose l’uomo.

 

 

 

 

«E mi sta dicendo che se essa proviene da qualcosa che non controllo varrà la pena lasciarla andare, senza crogiolarmi sull’accaduto. Corretto?»

 

 

 

 

«Sì, proprio così.»

 

 

 

 

La ragazza si prese qualche istante per riflettere.

Dopo qualche secondo di silenzio rispose: «Devo dirle signore che a primo impatto potrebbe sembrare un esercizio banale, ma sotto sotto nasconde un grande lavoro interiore.»

 

 

 

 

«Sì ragazza, è dalle banalità che spesso nascono le più grandi opportunità.

Ricordati: focalizzati sulle conchiglie che si trovano nel tuo cerchio. Lascia al mare le conchiglie che non puoi controllare.»

 

 

 

 

Il marinaio concluse il suo discorso. 

Proprio in quel momento, un ragazzo comparve ai loro occhi: «Buongiorno, è lei il famoso signor Delmar?» chiese il ragazzo rivolgendosi al marinaio.

 

 

 

 

Carmen, sentendo quelle parole, capì che il suo turno era terminato.

 

 

 

 

Carmen, ora, ha uno strumento pratico per gestire al meglio le proprie emozioni.

 

 

 

 

 

Conclusione

In questo episodio abbiamo scoperto la storia di Carmen, una giovane portoricana che in un particolare momento della sua vita si rende conto di dover migliorare la gestione delle proprie emozioni.

 

 

 

 

Grazie all’incontro con il signor Delmar, ora Carmen sa come comportarsi di fronte agli alti e bassi emotivi che vive quotidianamente al lavoro.

 

 

 

 

Da ora in poi, se si accorgerà che le emozioni provengono dall’esterno del suo cerchio dovrà semplicemente lasciare che tutto scorra, senza darsi alcuna colpa per l’avvenimento accaduto.

 

 

 

 

Se invece si accorgerà che le emozioni derivano da un avvenimento che rientra nel suo cerchio, dovrà prendere il controllo della situazione svolgendo quell’azione che lei sa andrà a influenzare positivamente il suo stato d’animo.

 

 

 

 

Ora, anche noi, abbiamo uno strumento pratico che ci aiuterà a gestire al meglio le nostre emozioni.

 

 

 

 

Tutto partirà dal comprendere quali conchiglie si trovano nel nostro cerchio, e quali invece lasciar trasportare dalle onde del mare. 

 

 

 

  

Congratulazioni per aver terminato questo episodio.

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Tutto questo per ridonare dignità all'essere umano.

 

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Moonly Editorial Team

 

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