Feydra, la giovane ateniese.

 

Feydra, una giovane ragazza ateniese, sta vivendo un problema con i suoi colleghi di lavoro.

Nonostante il suo animo solare e scherzoso, non riesce a entrare in feeling con alcune persone del suo team.

Un giorno però, fuori dall’azienda per cui lavora, incontra un mendicante.

Cosa accadrà da lì in poi?

Cosa scoprirà la giovane ragazza riguardo la cultura ateniese?

In che modo Feydra migliorerà la sua comunicazione?

Scopriamolo ora, immegendoci nella sua storia.



 

 

_

Feydra, la giovane ragazza ateniese.

Feydra è una giovane ragazza ateniese nata ad Atene, nel quartiere di Plaka.


 



 

Figlia di padre greco e madre spagnola, Feydra è una ragazza raggiante, allegra e con una forte passione per la vita.

Ama interfacciarsi con la gente, scherzare e creare forti amicizie.


 



Il suo atteggiamento estroverso le fa presto trovare lavoro.

Grazie a una serie di circostanze, Feydra entra a far parte dell’assistenza clienti di un’importante multinazionale nel settore della grande distribuzione, proprio ad Atene.

 

 

 


Dopo qualche mese dal suo ingresso in azienda però, Feydra si accorge che qualcosa non sta funzionando. 

Il suo atteggiamento radioso e solare sembra non piacere a tutti.

Feydra, per sua indole, vorrebbe andare d’accordo con tutti i suoi colleghi. 

Con alcuni di essi riesce a creare un forte legame. Con altri invece, sembra proprio che il rapporto non si voglia creare.


 

 


Feydra inizia così a sentirsi meno stimolata e meno coinvolta all’interno dell’azienda.

Un giorno però, accade qualcosa.

Erano le sei di sera e Feydra aveva da poco concluso il suo turno lavorativo.



 



 

Uscì dall’azienda, e proprio lì, in piedi, vi era un uomo.

Era un mendicante.


 

 



«Ragazza, avrebbe qualche spicciolo per me?» chiese l’uomo.


 

 



«Tenga signore.» disse la ragazza porgendole qualche moneta che teneva nella borsetta.


 



 

«Lo sa ragazza, lei è una brava persona. È da un po’ di settimane che la vedo entrare ogni giorno in azienda. Non l’ho mai vista arrivare in ritardo.»


 



 

«La ringrazio buon uomo.»



 

 

 


Il mendicante infilò la sua mano nella tasca dei pantaloni ed estrasse un bigliettino.

«Tenga ragazza, questo è per lei. È il mio modo di ringraziarla per le monete che mi ha offerto.»



 

 

 

 

L’uomo si alzò, e si allontanò portando con sé il lenzuolo che lo aveva avvolto fino a quel momento.

La ragazza prese il bigliettino, e lo lesse.

Solamente due parole vi erano scritte: “Ascoltando, comunicherai.”




 

Incuriosita da quelle parole provò chiedere spiegazione al mendicante, ma il signore era ormai scomparso tra la folla.

Feydra quindi, entrò in macchina e si diresse a casa.

 

 




 

 

Per tutta la sera pensò a quelle parole.

Il giorno dopo, come sua consuetudine, si diresse nuovamente al lavoro.

«Chissà se quell’uomo sarà ancora lì. Chissà cosa voleva dirmi con quel bigliettino.» pensò tra sé e sé.

La ragazza arrivò al parcheggio dell’azienda. 

Parcheggiò la macchina nel suo solito posto e si diresse verso l’ingresso.

 


 

 


Dell’uomo, non vi era traccia.

Al suo posto però, vi era un cartello.

 



 

 



Le parole erano coperte da un lenzuolo.

Feydra prese il lenzuolo e lo appoggiò a terra così da poter leggere le parole.

“Il Partenone ospita questa sera il Maestro Risto.”

 






La ragazza riposizionò il lenzuolo sopra il cartello, ed entrò in azienda.

«Chi sarà questo Maestro Risto?» iniziò a chiedersi.

«È da qualche anno che non faccio visita al Partenone. Potrei andarci proprio questa sera!»

 

 

 

 


Per tutta la giornata, pensò e ripensò a quella frase.

Alle ore sei in punto, uscì dall’ufficio.

Il cartello era sparito.

Nemmeno l’uomo che il giorno prima l’aveva fermata, era presente.


 



 

«Questo deve essere uno dei tanti segnali della vita.» pensò tra sé e sé.

«Il Partenone dista circa un’ora di camminata da qui. Se parto ora sarò lì quando il sole sarà da poco tramontato.»




 

 

La ragazza non ci penso due volte. Prese la sua borsetta e si incammino verso l’antico Tempio greco.

Erano ormai diversi anni che i suoi piedi non toccavano quelle strade.

Dopo poco meno di un’ora i suoi occhi lo intravidero.

«Eccolo lì. Dovrebbe essere lui! Quello dovrebbe essere il Partenone.»



 



 

La ragazza aumentò il ritmo, e, non appena si trovò a qualche passo dal primo gradino del Tempio vide un uomo girato di spalle.

 


 

 

 

Con un po’ di timore, si avvicinò senza farsi vedere.

«Sarà lui il Maestro Risto?» si chiese incerta.

Non fece in tempo a riflettere che l’uomo, senza voltarsi, pronunciò le sue prime parole.

«Buonasera ragazza, mi fa piacere vederti qui.»



 

 



«Buongiorno signore. Come ha fatto a vedermi?


 

 



«L’ascolto è più forte della vista, cara ragazza.» replicò l’uomo voltandosi verso Feydra.




 

La ragazza si paralizzò per qualche attimo.

Dopo poco, proseguì: «Posso chiederle il suo nome?»


 




«Vuoi sapere il mio nome, cara ragazza. In realtà, ciò che credi di non sapere, conosci già molto bene.

Io sono il Maestro Risto.»


 



 

«Ah, quindi è lei il Maestro indicato sul cartello situato al di fuori dell’azienda per cui lavoro?»




 

 

«Cartelli come quello che hai visto ce ne sono centinaia. Solo pochi però sacrificano il proprio tempo nel sollevare il lenzuolo dal cartello.»


 



 

La ragazza rimase ferma immobile, e lasciò che le parole del Maestro ricominciassero a farsi vive.

«Cara ragazza, posso conoscere il tuo nome?»

 



 

«Mi chiamo Feydra.»


 



 

«Bene Feydra, lascia che ti faccia una domanda: per quale motivo ti trovi qui?»


 



 

«Ho letto il cartello, e mi ha incuriosita.»


 

 

 

«Ti ha incuriosita, tu dici. Pensa ora al reale motivo per cui sei qui.»


 



Feydra iniziò a pensare.

«Sì, ha ragione, Maestro. Il vero motivo non è il cartello.

A incuriosirmi, prima di tutto, è stato un bigliettino ricevuto da un umile mendicante.»


 



 

«Cosa narrava quel bigliettino?» chiese il Maestro.


 

 


«Il bigliettino conteneva solamente due parole: “ascoltando, comunicherai.”».




 

 

«Interessante. Cosa credi vogliano trasmetterti queste due parole, cara ragazza?»


 



 

«Non saprei, Maestro.»

 

 



 

«Fra poco saprai, Feydra.

Ora dimmi un po’: c’è per caso qualcosa che non sta andando al lavoro? Il mio sesto senso mi dice che qualcosa ti sta turbando.»


 



 

La ragazza si prese qualche secondo per riflettere.

«Sì, qualcosa che mi turba c’è.»




 

«Raccontami ragazza.»




 

 

«D’accordo. Il problema che sto vivendo riguarda la comunicazione con i miei colleghi. 

Nonostante il mio atteggiamento solare e aperto al dialogo, faccio fatica a entrare in sintonia con alcuni di loro. 

Con alcune persone riesco ad avere un ottimo rapporto. Con altre invece non riesco proprio a creare feeling.»





 

«Vediamo se ho capito.» intervenne il Maestro.

«Mi stai dicendo che con alcuni tuoi colleghi fai più fatica a entrare in sintonia, corretto?»

 



 

«Sì, corretto.»


 



 

«Bene. Ora dimmi: ciò che accade con i tuoi colleghi, accade anche all’esterno dell’azienda?»


 



 

La ragazza rifletté per qualche istante.

«Sì, in effetti sì. Con alcune persone riesco a creare un ottimo feeling. Con altre invece, faccio più fatica.»


 



 

«Ok, benissimo Feydra. Ora mi è tutto molto chiaro.


 

 

Ti anticipo subito una cosa: è assolutamente normale riuscire a creare un maggior feeling con alcune persone, e meno con altre. 

Per questo motivo, non devi assolutamente darti delle colpe.

Tu vai già bene così come sei.

Devi semplicemente capire come migliorare la tua comunicazione.»





 

«In che senso “migliorare la mia comunicazione”?»



 

 


«Vedi cara ragazza, il nostro splendido pianeta è caratterizzato da diverse tipologie di persone. 

Ci sono persone più introverse, e persone più estroverse. 

Persone più cupe, e persone più solari. 

Persone più razionali, e persone più emotive.

Ciò non significa che ci siano persone migliori o peggiori.

Significa piuttosto che dobbiamo imparare ad interfacciarci con la diversità delle persone.



 

 


«Maestro, ma se tutti noi siamo diversi, come potrò imparare a interfacciarmi con tutti?»




 

«Ragazza, ora ti spiego. Tutti noi siamo persone diverse e uniche, certo. 

Allo stesso tempo, devi sapere che esistono cinque grandi tipologie di persone.

Qui ad Atene li chiamiamo “i cinque comunicatori.”


 



Ogni persona che popola il nostro pianeta tende ad atteggiarsi come una di queste cinque tipologie.

Dal momento in cui scoprirai come atteggiarti con esse, saprai come interfacciarti con il mondo intero.




 

«Davvero?» chiese la ragazza stupita.




 

«Sì, davvero. Come ben sai, saper comunicare con efficacia non è un gioco da ragazzi. Soprattutto se le persone con le quali abbiamo a che fare sono diverse fra loro.

Per questo motivo, dobbiamo comprendere come interagire con l’unicità delle persone che ci circondano, e adottare con esse una comunicazione ad hoc.

E tutto parte dall’ascolto.»

 




 

«Dall’ascolto?» chiese stupita la ragazza.

 



 

«Sì cara Feydra. Se vuoi comunicare, devi saper ascoltare. 

Ascoltando, comunicherai.»

 



 

«Maestro Risto, mi potrebbe aiutare?»




 

«Certo, molto volentieri. Ti racconterò di cinque persone. Cinque persone che rappresentano le cinque tipologie di comunicatori. Ti va?»

 

 

 

 

«Assolutamente sì.» rispose la ragazza.

 



 

«Bene, sediamoci qui.» disse il Maestro indicando una roccia vicino alle colonne portanti del Tempio.


 

 

 

La ragazza si sedette vicino all’uomo e lo lasciò proseguire.

«La prima persona che voglio farti conoscere è Santiago.

Santiago è un giovane ragazzo spagnolo, appartenente alla tipologia dei Benefattori.»

 

 

 

 

«Benefattori? È questa la prima tipologia di comunicatori?»

 



 

«Sì, proprio così ragazza. Santiago è una persona che per sua indole tende a mettere i bisogni degli altri al primo posto.

È una persona amante dell’armonia che si crea quando si sta in gruppo.

Ciò che lo fa stare bene è creare forti relazioni fra le persone, mettendo esse al centro di tutto.

 




 

Questo suo atteggiamento lo trasferisce sia in famiglia, sia con gli amici, sia al lavoro.

In famiglia cerca di mettere le necessità degli altri prima delle sue.

Fra amici si prodiga spesso a dare una mano in caso di aiuto.

Al lavoro si impegna costantemente nel mettere le esigenze dei clienti e dei colleghi prima delle sue.»

 

 

 

 

«Scusi Maestro,» lo interruppe la ragazza «mi ci rivedo molto in Santiago. È possibile?»

 



 

«Certo che è possibile, ragazza. Ad ogni modo, fra poco potrai scoprire a che tipologia appartieni.»

 

 



 

«D’accordo, prosegua pure Maestro.»

 

 


 

«Santiago tuttavia» proseguì il Maestro «vive un piccolo problema: essendo particolarmente benevolo, fatica a far sentire la propria voce.


 

 

 

È come se le sue parole facessero difficoltà a essere ascoltate.

In sostanza è come se le persone a fianco a lui non dessero particolare importanza a quella che è la sua opinione.


 

 

 

Santiago, in quanto Benefattore, avrebbe molte idee e molte iniziative da proporre.

Purtroppo però, queste iniziative non hanno quasi mai un pubblico che le ascolti.»

 

 

 

 

«Capisco Maestro. Avrei una domanda da farle: come dovrei comportarmi con una persona come Santiago?»

 



 

«Se vogliamo avere una comunicazione efficace con Santiago» proseguì il Maestro «dobbiamo innanzitutto rassicurarlo dicendogli che le sue opinioni sono importanti.

Inoltre, dovremo fargli capire che siamo disposti ad ascoltarlo.»

 

 

 


«Per quale motivo?» chiese Feydra.

 


 

 

«Il motivo è molto semplice: Santiago è una persona particolarmente emotiva.

Questo suo tratto lo porta a essere molto abile nel captare quando qualcuno non lo stia realmente ascoltando.

Di conseguenza, non sentendosi ascoltato, crederà che le sue opinioni non abbiano valore agli occhi della società.

 

 

 



Inoltre, vedendo che nessuno gli sta dando le attenzione che merita, Santiago si sentirà sempre meno spronato nel far uscire la propria voce.

Così facendo, avremo perso l’opportunità di accogliere nuove idee e nuove iniziative da una mentalità brillante come la sua.»

 

 

 


«Capisco Maestro. Cosa potrei fare fin da subito per migliore la comunicazione con Santiago?»

 

 

 

 

«Ciò che farai, cara ragazza, sarà rimarcare a Santiago il fatto che le sue idee sono ben accolte e ben apprezzate.

 

 



 

Dando a Santiago la possibilità di parlare e di essere ascoltato in modo attivo, stiamo dando ad esso la possibilità di esprimere se stesso e di diventare parte attiva della comunicazione.

Questo ci porterà, inevitabilmente, a migliorare la comunicazione con lui.»

 

 

 


«Ok, mi è tutto molto chiaro. I consigli che mi ha appena dato mi saranno utili con tutte le persone che appartengono alla categoria dei Benefattori. Dico bene?»

 



 

«Sì, dici bene ragazza.

 

 

 

 

Ora che abbiamo incontrato Santiago, è arrivato il momento di interfacciarci con Kelly.

 



 

 

«Kelly? Ho una cara amica che si chiama Kelly. A che tipologia di comunicatori appartiene?» chiese la ragazza.

 

 

 


«Kelly è una ragazza statunitense, appartenente alla tipologia degli Innovatori.


 

 


Kelly è una persona che sta letteralmente un passo avanti agli altri.

Ha un'incredibile capacità di sfornare nuove idee futuristiche.

Idee che potrebbero portare al mondo una forte spinta innovativa.»

 

 



 

«Wow! Immagino sia una persona molto creativa.»

 

 



 

«Sì, proprio così. Kelly ha uno stampo creativo da quando ha messo piede sul nostro pianeta.

Già da quando era piccola non faceva altro che ipotizzare nuovi modi per realizzare le cose.

La sua mente, tuttora, è sempre proiettata al futuro.

 

 




È come se il presente le andasse stretto, e vorrebbe poter immergersi immediatamente nel futuro.

Un futuro, possibilmente creato anche grazie alle sue invenzioni.

 

 

 


«Maestro, mi verrebbe da dire che Kelly abbia una mentalità fuori dagli schemi. Me lo conferma?»


 

 


«Sì, proprio così Feydra. Questo suo mindset le permette di dare continuamente vita a una serie di idee e innovazioni che le altre persone fanno molta fatica a comprendere.

Ed è proprio da questa incomprensione che nascono i primi problemi per Kelly.

 

 

 


«Problemi? Che tipo di problemi?»

 

 

 


«Vedi ragazza, se da un lato la sua indole creativa è sbalorditiva, d’altro lato la maggior parte delle persone non riesce quasi mai a comprendere i suoi progetti.

Questo, fa vivere a Kelly dei continui alti e bassi emotivi.»

 

 



 

«Poverina.» replicò la ragazza a bassa voce.

 

 



 

«Già, poverina. Ora lascia che ti faccia una domanda: secondo te, qual è l’emozione che Kelly prova ogni volta che si vede chiudere la porta in faccia?

Che emozioni proverà ogni volta che le sue idee innovative non verranno comprese?

 

 



«Rabbia?» propose la ragazza.

 



 

«Non proprio.»


 

 


«Delusione?»


 

 

 

«Ci siamo quasi ragazza.»

 

 

 

 

«Ce l’ho: frustrazione!» esclamò Freyda convinta della sua risposta.

 

 

 


«Esatto, proprio lei. La tanto temuta frustrazione. 


 

 


La frustrazione che prova Kelly, nasce proprio quando la soddisfazione dei suoi bisogni viene impedita a causa di quella porta in faccia.

Insomma, la vita di Kelly non è una vita facile.

 

 



 

Inoltre Kelly, lavorando come libera professionista, ha la possibilità di entrare in contatto con diverse realtà aziendali. Questo la porta a vivere il lavoro con stati d'animo altalenanti.

 

 

 


Essa infatti, si sente estremamente entusiasta ogni volta che le si presente la possibilità di lavorare in aziende nelle quali la creatività viene apprezzata e accolta.

D’altro lato, si sente perennemente frustrata ogni volta che deve lavorare in aziende dove i troppi paletti frenano la sua vena creativa.»

 

 

 

 

«D’accordo Maestro. Mi saprebbe dire come dovrei interagire con una persona come Kelly?»

 

 

 

 

«Tu come interagiresti con lei?» chiese il Maestro. «Che atteggiamento avresti nei confronti di Kelly?»

 

 

 


Feydra si prese del tempo per riflettere.

«Forse dovrei sforzarmi di accettare le sue idee.»

 



 

«Mi piace la tua risposta. Partiamo subito da un concetto: avere a che fare con persone di questo tipo non è cosa semplice.

O meglio: tutto dipende dalla nostra capacità di comprendere l’innovazione.

 

 

 



Se amiamo l’innovazione e le idee creative, non avremo alcun problema a interagire con Kelly.

Se al contrario tendiamo ad essere restii al cambiamento, il nostro sforzo per interagire con Kelly dovrà essere maggiore.

 

 

 


«Quindi Maestro? Come dovrei approcciarmi con Kelly?»

 

 

 


«Per approcciarci a Kelly in modo funzionale dovremo innanzitutto sforzarci di accettare le sue idee, senza scartarle immediatamente.

 

 

 


A volte infatti, il nostro impulso potrebbe essere quello di vedere le sue idee come qualcosa di folle ed esagerato.

Il nostro sforzo dovrà concentrarsi proprio qui: accettare le sue idee e valutarle di conseguenza.

 

 

 

 

«Scusi Maestro, cosa accadrà se non ci sforzeremo di accettare le sue idee?»

 



 

«Ottima domanda ragazza. Se Kelly percepirà che le sue idee non vengono accolte, la sua creatività, pian piano, si scioglierà.

In sostanza, il nostro comportamento rischierà di spegnere la sua indole creativa.»

 



 

Il Maestro si prese qualche secondo di pausa.

«Feydra, la vedi questa piantina?» chiese l’uomo indicando un piccola pianta ai loro piedi.

 



 

«Sì, la vedo.» rispose la ragazza.

 

 

 


«Ricordati Feydra: la creatività è come una pianta. Essa cresce, se il terreno nella quale è piantata permette ad essa di crescere.»

 



 

Il Maestro non aggiunse altra parola, e alzò lo sguardo.

Il sole era da poco tramontato e un colore rosaceo caratterizzava il cielo ateniese.

«Maestro,» intervenne la ragazza «sono curiosa di scoprire la terza tipologia di comunicatori.»

 



 

«La terza tipologia è una tipologia molto particolare.» replicò l’uomo ridonando i suoi occhi alla ragazza.

«Dimmi un po’ Feydra: la conosci l’Italia?»

 



 

«Maestro, sta scherzando? Chi non conosce l’Italia?»

 



 

 

«Hai ragione ragazza. Come ben sai, noi greci siamo molto simili agli italiani. Sai cosa ci contraddistingue?»

 

 

 

 

 

«La nostra cultura! La nostra forte tradizione!» esclamò Feydra.

 

 

 

 

«Esatto, proprio così. La terza tipologia di comunicatori sono proprio i Tradizionalisti. Fra di essi vi è l’italiano Luca.»

 

 

 


«Luca? Interessante. Mi racconti un po’ di lui, Maestro.»

 



 

«Luca, da buon italiano, ha la tradizione impregnata nelle vene.

Esso è l’esatto opposto di Kelly. 

A Luca, l’innovazione non interessa. Preferisce rimanere radicato alla sua tradizione e ai valori sui quali essa si fonda.

 

 

 


Luca ha un animo più conservatore, e tende a rimanere ancorato alla tradizione.

È la classica persona che riesce sempre a trovare dei validi motivi per rimanere fermo nella situazione in cui si trova.

In poche parole, Luca ama fondare la propria vita sui principi che hanno da sempre caratterizzato la società.

 




 

«Un po’ come noi greci. Dico bene?»

 



 

«Sì, proprio così. Luca, a differenza di Kelly che ha una mentalità orientata al futuro, non fa alcuna difficoltà a godersi il presente.

Riuscendo a vivere il presente, riesce anche a evitarsi tutta la frustrazione che purtroppo Kelly vive quotidianamente.

 




 

Inoltre, Luca è molto più razionale di Kelly.

Esso infatti, concentrandosi molto sul momento presente riesce a prendere decisioni più ponderate e razionali.»

 

 

 

 

«Immagino che anche per Luca vi sia qualche piccolo problema.» affermò la ragazza.

 

 

 

 

«Sì Feydra, anche per Luca gli aspetti meno positivi non mancano.

Se da un lato essere un Tradizionalista gli sta permettendo di compiere meno azioni impulsive e rischiose, d’altro lato Luca rischia continuamente di rimanere un passo indietro all’innovazione.

 

 

 

 

Inoltre, essendo restio al cambiamento, viene spesso disprezzato dalle persone con animo innovativo.

Luca infatti, viene spesso visto come una persona noiosa e antipatica.

Una persona che in qualche modo vuole remare contro l’innovazione.»

 

 

 

 

«Immagino che soffra per come viene visto dalla società odierna. Non è vero?»

 



 

«Sì, proprio così ragazza. Luca, essendo particolarmente emotivo, soffre molto di questa etichetta che viene a lui appiccicata in fronte. 

 



 

E sai qual è il guaio?» proseguì il Maestro.

 

 

 

 

«No, qual è il guaio?»

 



 

«Il guaio è che Luca, pur di non soffrire, cerca di cambiare atteggiamento diventando meno razionale e meno pignolo.

Facendo così però, stiamo perdendo l’unicità di Luca.

 



 

Se il suo talento è quello di mantenerci radicati al presente è bene dare a lui la possibilità di esprimersi.

Luca non vuole fare altro che esprimere i suoi quesiti, i suoi dubbi, le sue domande.

Vuole semplicemente esprimere la sua vena tradizionalista e critica.»

 

 

 

 

«Ok Maestro. Come dovrei comunicare in modo efficace con Luca?»

 

 

 

 

«Feydra, come ben sai, il fatto che Luca tenda a criticare le nuove idee non è un problema.

La critica fa parte del processo di evoluzione.

 

 

 


Detto ciò, quando sentiremo Luca criticare qualche idea, la prima cosa che dovremo fare sarà quella di accogliere la critica. Dovremo infatti ricordarci che il suo comportamento è in buona fede.

Ciò che faremo sarà accogliere la sua razionalità e valutarla secondo tutte le sue sfaccettature.»

 

 

 


«Ora che ci penso» rispose la ragazza «è proprio con persone simili a Luca che tendo a entrare in conflitto. 

Nonostante queste persone siano simili a me, vedendole criticare, tendo spesso a non comprenderle.

D'ora in poi dovrò ricordarmi che la critica può essere vista come qualcosa di funzionale.»

 

 

 


«Sì, è proprio questo ciò che dovrai ricordarti, cara ragazza.»

 

 

 


Il Maestro interruppe nuovamente il discorso e lasciò che la ragazza metabolizzi quanto appena detto.

Dopo qualche minuto di silenzio, proseguì: «Ragazza, la conosci Ruth?»

 

 

 


«Ruth? Se non sbaglio è un nome tipico del Sud America.»

 

 



 

«Sì, proprio così. Ruth è una giovane peruviana appartenente alla tipologia dei Collaboratori.»

 

 



 

«È questa la quarta tipologia di comunicatori?» chiese Feydra.

 

 



 

«Sì, esatto. Finora abbiamo scoperto Santiago, Kelly e Luca. Essi appartengono rispettivamente alle tipologie dei Benefattori, degli Innovatori e dei Tradizionalisti.

Ora è il momento di scoprire Ruth, la Collaboratrice.»

 

 

 



«Qualcosa mi dice che Ruth abbia qualche tratto simile al mio.» disse la ragazza.

 



 

«Sì. Ruth, da buona sudamericana, ama creare connessioni fra le persone e mantenere ben salde le relazioni acquisite. Un po’ come te.

Ruth è la classica persona che non appena si presenta l’occasione di organizzare degli eventi, delle feste o delle semplici attività si propone per collaborare.

 

 



In quanto appartenente alla tipologia dei Collaboratori, svolge un lavoro molto in linea con la sua indole.

Essa infatti è addetta alle pubbliche relazioni per un’importante azienda nel campo del beauty.

Ruth adora stringere forti legami con le persone. Questo è ciò che la rende soddisfatta del proprio lavoro.

 

 

 


«Ok Maestro. Veniamo ora ai tasti un po’ più dolenti. Quali sono i problemi che vive Ruth?»

 

 

 


«Sì, hai detto bene. Anche Ruth vive qualche problema.

Se da un lato essa è spesso circondata da tante persone, dall’altro lato tende a non avere nessuno, o quasi, che tenga veramente a lei.

Potrà sembrarti strano, ma Ruth, nonostante sia circondata da tanta gente, molto spesso non ha un’amica o un amico al quale affidarsi nei momenti di difficoltà.»

 

 

 


«Per quale strano motivo?» chiese Feydra.

 

 

 


«Il motivo è molto semplice. Tutti noi, vedendo Ruth circondata da tante persone, crediamo che essa non abbia bisogno di una persona che le stia accanto.

Dopotutto, per quale motivo dovrebbe avere bisogno proprio del nostro sostegno?


 



 

«Mah Maestro, se tutti noi iniziamo a pensarla in questo modo lasceremo Ruth da sola.»

 

 

 



«Sì ragazza, è proprio questo il problema.

Detto ciò, ti chiedo: secondo te, cosa dovremmo fare per comunicare in modo efficace con Ruth? 

Tu, come ti approcceresti con lei?

In che modo daresti ad essa la possibilità di esaltare la propria unicità?»

 

 

 

 

«Maestro, non saprei proprio.»

 

 

 


«Lascia che ti spieghi. Per comunicare in modo efficace con lei, dovremo prima di tutto eliminare dalla nostra mente la convinzione che essa non abbia bisogno di una spalla sulla quale appoggiarsi nei momenti difficili.

Il fatto che Ruth sia circondata da tante persone non significa che non abbia bisogno d'aiuto.

 

 



 

In seguito, dovremo renderci conto che, essendo lei circondata spesso da tanta gente, è normale che faccia fatica a capire chi le stia davvero accanto.»

 

 

 

 

Le parole del Maestro Risto si stopparono per qualche istante.

«Feydra, prova per un attimo a chiudere gli occhi.

Una volta che li avrai chiusi, immagina di essere Ruth. Prova ad entrare nei suoi panni.»

 



 

La ragazza chiuse gli occhi e iniziò a immaginare di essere la giovane peruviana.

«Ok, sto immaginando di essere Ruth.» disse la ragazza al Maestro.

 



 

«Bene, ora chiediti: quanto sarebbe difficile comprendere chi mi vuole davvero bene fra tutte le persone che ogni giorno mi contattano e hanno a che fare con me?

 

 

 

 

Te lo ripeto: quanto sarebbe difficile comprendere chi mi vuole davvero bene fra tutte le persone che ogni giorno mi contattano e hanno a che fare con me?»

 

 

 


Il Maestro lasciò la ragazza riflettere.

Dopo qualche minuto, Feydra riaprì gli occhi.

«Maestro, credo proprio che sarebbe difficile per Ruth capire chi le stia davvero vicino.»

 

 

 


«Sì, lo è. Per questo motivo dobbiamo ricordarci che Ruth, in quanto appartenente alla tipologia dei Collaboratori, è molto emotiva.

 

 

 


Quando parliamo con lei dobbiamo assolutamente fare attenzione a possibili critiche o frecciatine contro di essa.

Inizialmente potrebbe non fare caso alle nostre battutine innocue, ma quando Ruth si ritroverà da sola a ripensare a ciò che le abbiamo detto, finirà per starci male emotivamente. 

 

 

 

 

Inoltre, ricordiamoci che Ruth, come il nostro Santiago, dà molta importanza alle parole delle persone.

Per questo motivo, dobbiamo essere molto cauti nel dirle ciò che vogliamo dirle.»

 

 

 


«D’accordo Maestro. Mi verrebbe da dire che il miglior modo per comunicare con Ruth sia quello di farle capire la mia vicinanza a lei. Corretto?»




 

«Sì ragazza. Se c’è una cosa che più di tutte possiamo fare per avere un’ottima comunicazione con Ruth, quella è starle vicino. Starle vicino, e farle capire l’importanza che essa ha nella nostra vita.

Basteranno pochi gesti per farci spiccare fra le tante persone che ogni giorno Ruth è abituata a incontrare.»


 

 


«Ora mi è tutto chiaro. Grazie Maestro.»

 

 

 

 


Nel frattempo, il cielo sopra il Tempio Greco era passato da un rosaceo a un blu notte, quasi nero.

Le stelle iniziavano a farsi posto, e uno spicchio di luna iniziò a intraverdersi alla loro destra.

 

 



 

«Feydra, che ne dici se ti presento Markus?»

 

 

 



«Markus? Chi è costui?»

 



 

«Markus è un giovane ragazzo austriaco, appartenente alla tipologia dei Combattenti.

 

 

 

 

Da buon austriaco, Markus vede la vita come una sfida. Una sfida alla quale, o si vince o si perde.

 

 

 

 

E diciamocelo chiaramente: Markus non è particolarmente amante delle sconfitte.»

 



 

«Scommetto che Markus è una persona molto ambiziosa. A volte anche un po’ troppo… Dico bene?» chiese la ragazza.

 



 

 

«Sì, la comunicazione di Markus è proprio dettata dalla sua fortissima ambizione.

Markus, inoltre, fa molta difficoltà a risolvere i problemi in modo tradizionale.

La sua vuole spesso essere un’azione eroica. Un’azione che possa in qualche modo rivoluzionare la società in cui vive.


 



Questa sua sete di vittoria non è dettata dalla fama, dai soldi o da qualche altro bene materiale.

Quella di Markus è una vera e propria battaglia non violenta.

Una battaglia fondata sui propri valori.»

 

 

 

 

«Sì, conosco persone simili a Markus. 

Devo dirle Maestro che, per quanto mi riguarda, faccio molta fatica a interfacciarmi con loro.»

 



 

«Sì, ti capisco. Interfacciarsi con Markus non è cosa facile. Per nessuno.

Mettere in discussione i suoi piani vorrebbe dire mettere in discussione i suoi valori. E questo potrebbe non andargli a genio.


 

 


Immagina di tornare nel 300 a.c. e di dire ad Alessandro Magno che i piani per le sue future conquiste siano sbagliati. 

Diciamo che potrebbe non prenderla particolarmente bene. Non credi?»

 



 

«Sì, ha pienamente ragione.»

 



 

«Detto ciò,» proseguì il Maestro «per Markus la vita è un vero e proprio duello: chi vince prende tutto.»


 

 


«Maestro, sbaglio o il suo comportamento è simile a quello dell’Innovatrice Kelly?»

 



 

«Non sbagli, cara Feydra. Tuttavia, Markus ha uno stile un po’ più dominante.

Lui non ha una visione futuristica come Kelly.

Preferisce piuttosto mettere in atto, fin da subito, tutto ciò che è necessario per raggiungere i propri obiettivi.

 



 

Markus è la classica persona che è disposta a calpestare se stesso pur di vincere.

Esso infatti rinuncia ai propri hobby, alle proprie vacanze e a volte anche alle proprie relazioni, pur di raggiungere la vetta.»

 

 

 

 

«Immagino che anche lui viva qualche problema.» replicò la ragazza.

 

 

 

 

«Sì, esatto. Avendo una mentalità molto focalizzata sull’obiettivo, Markus tende a correre con i paraocchi.

Così facendo, tende a non accorgersi di ciò che stia accadendo all'esterno di esso.»

 

 

 

 

«Un po’ come un cavaliere durante una gara di cavalli. Dico bene?» propose la ragazza.


 

 


«Sì, esattamente. Markus si comporta proprio come un cavaliere: si focalizza solamente su se stesso senza guardare in faccia gli altri concorrenti.» 

Inoltre, senza accorgersene, Markus si sta pian piano trovando sempre più solo. Solo, senza dei veri amici che lo sostengano.»

 

 

 

 

«Ok Maestro. Posso chiederle quale sia il miglior modo per comunicare con un tipetto come Markus? Credo proprio che non sia facile interagire con lui.» 

 



 

«Con Markus» rispose il Maestro «dovremo impegnarci a non utilizzare mai, o quasi mai, frasi come:

  • Devi fare questo!
  • Fai così!
  • Visto che tutti si comportano in quel modo anche tu dovresti farlo!

 

Queste frasi, se utilizzate con Markus, non avranno molto successo.»

 

 



 

«Per quale motivo?» chiese la ragazza incuriosita.

 

 



 

«Il motivo è molto semplice: con queste frasi stiamo dando a Markus dei veri e propri ordini.

Markus, in quanto Combattente, vuole invece sentirsi libero di scegliere.

 



 

Per questo motivo, le frasi che andremo a utilizzare con lui saranno: 

  • Io ti consiglierei di fare così, ma vedi tu. Sei tu a scegliere.
  • Quel professionista ti consiglierebbe di agire in questo modo, ma rimani tu il decisore finale.
  • Nonostante questa possa essere la scelta più funzionale, sei sempre tu la persona che sa quale sia la decisione migliore.

 

Utilizzando queste frasi, possiamo influenzare Markus nel prendere una specifica decisione, facendogli però percepire che la scelta è nelle sue mani.»

 

 

 


«Wow! In sostanza dobbiamo fargli percepire la sensazione di libertà. Corretto?»

 

 

 



«Sì, il miglior modo per comunicare con Markus è proprio quello di non mettere davanti a lui alcun paletto.

Riusciremo a comunicare in modo efficace con lui solamente se si sentirà libero di potersi esprimere in base ai suoi valori.

Una volta che si sentirà libero, sarà più facile per noi poterlo influenzare.»

 

 

 

 

Il Maestro stoppò le sue parole.

La ragazza alzò gli occhi al cielo e si lasciò trasportare dal suono della notte.

Dopo qualche minuto chiese al Maestro: «Sarei curiosa di scoprire a che tipologia appartengo.»

 



 

«La tua curiosità ha molto senso.» replicò il Maestro che anch’egli stava ammirando la luna alta nel cielo.

 

 

 

 

«Secondo me Maestro, io sono come Santiago, il Benefattore.»

 



 

«Tu credi di essere come Santiago. E che ne dici di Luca, il Tradizionalista?»

 



 

 

«Bè sì, in parte sono simile anche all’italiano Luca.»

 



 

«Vedi ragazza, nessuno di noi appartiene al 100% a una sola tipologia. L’errore che non dobbiamo commettere è quello di identificarci come appartenenti a una sola ed esclusiva tipologia.

Sia tu, che i tuoi colleghi, avete una predominanza in una delle cinque tipologie.

Predominanza, però, non significa “esclusività”.

 



 

 

Per questo motivo, voglio proporti un esercizio. 

L’esercizio ha l’obiettivo di conoscere la tipologia comunicativa che maggiormente rispecchia il tuo modo di atteggiarti.

Riuscendo a capire la tua tipologia comunicativa, ti sarà molto più semplice captare la tipologia appartenente ai tuoi futuri interlocutori. Compresi i tuoi colleghi.

Ti va di esercitarti?»

 

 



«Sì, volentieri Maestro. Cosa devo fare?»

 



 

 

«Tieni! Questa è una pergamena ateniese. Ti servirà per svolgere l’esercizio.» disse il Maestro porgendole una pergamena nuova di zecca.

 



 

 

«La ringrazio Maestro.» esclamò la ragazza emozionata.

 



 

«Non ringraziare me. Ringrazia Atene.»

 

 

 


La ragazza aprì la pergamena: «Maestro, ma è vuota!»

 



 

 

«Tutto ciò che è vuoto, può essere riempito, cara ragazza.

Ora, ti chiedo gentilmente di raffigurare un cerchio. 

Una volta che lo avrai raffigurato dovrai dividerlo in cinque fette, come se fosse una sorta torta.

Le cinque fette dovranno corrispondere alle cinque tipologie di comunicatori che abbiamo scoperto poco fa.

 



 

Ti ricordo che le cinque tipologie sono Il Benefattore, L’Innovatore, Il Tradizionalista, Il Collaboratore e Il Combattente.

 

 

 


«D’accordo Maestro. Mi basterà dividere il cerchio in cinque fette uguali, corretto?

 



 

«Attenzione ragazza: le cinque fette, non dovranno avere la stessa grandezza.

La loro grandezza dipenderà da quanto tu ti senti appartenente alle cinque tipologie. 

 

 



Dobbiamo infatti ricordarci che nessuno di noi appartiene al 100% a una sola tipologia.

La nostra è semplicemente una predominanza in una delle cinque tipologie.

 



 

«Mi farebbe un esempio, Maestro?»

 



 

 

«Certo. Prendiamo l’esempio di Kelly, la nostra Innovatrice.

La sua torta potrebbe essere caratterizzato da queste fette:

  • Benefattrice: 5% della torta.
  • Innovatrice: 60% della torta.
  • Tradizionalista: 5% della torta.
  • Collaboratrice: 10% della torta.
  • Combattente: 20% della torta.

 


 

 

 

Kelly, come già sai, appartiene appunto alla tipologia degli Innovatori. La sua predominanza spicca nella seconda delle cinque tipologie.

 



 

 

Quindi, cara ragazza, crea ora la tua torta.»

 

 

 

 

La ragazza si prese qualche minuto per riflettere, e per raffigurare il cerchio e le cinque fette.

«Ecco fatto Maestro. Questa è la mia torta.» disse la ragazza facendo vedere al Maestro Risto l’immagine da lei raffigurata.

 

 



 

«Ragazza, la mia vista non è delle migliori. Raccontami un po’ cos’hai raffigurato.»

 



 

«Ho fatto come mi ha detto lei. Ho raffigurato un cerchio e l’ho diviso in cinque fette.

Le cinque fette sono le seguenti:

  • Benefattrice: 50% della torta.
  • Innovatrice: 5% della torta.
  • Tradizionalista: 25% della torta.
  • Collaboratrice: 20% della torta.
  • Combattente: 0% della torta.

 




 

Detto ciò,» proseguì la ragazza «mi verrebbe da dire che la mia predominanza ricade sul comportamento dei Benefattori.»


 

 


«Ottimo lavoro ragazza. Davvero complimenti!»

 



 

«La ringrazio Maestro. Avrei però un’ultima domanda: come farò da ora in poi a comunicare meglio con i miei colleghi?»


 

 

 

«La risposta sta nel bigliettino che hai ricevuto ieri dal mendicante.»

 



 

«In che senso?» chiese la ragazza perplessa.

 



 

«Ragazza, quali parole caratterizzavano il bigliettino?»

 



 

«Ascoltando, comunicherai.»

 



 

«Esatto. Se vorrai comunicare al meglio con i tuoi colleghi, dovrai prima di tutto ascoltarli. Li ascolterai con le orecchie, con gli occhi e soprattutto con il cuore.

 



 

Ascoltandoli, riuscirai a comprendere a che tipologia di comunicatori appartengono.

 



 

Ascoltandoli, riuscirai a capire come interfacciarti con loro.

 

 

 

 

Ascoltandoli, comunicherai.»

 

 

 

 

Il Maestro fermò dolcemente le sue parole. E con la stessa dolcezza, scomparve fra le colonne portanti del Tempio alle loro spalle.

 



 

Lì, davanti alla ragazza, rimase solamente il suo lenzuolo.

Dopo qualche attimo di stupore, Feydra, lo alzò.

Al di sotto di esso vi era un bigliettino.

Esso narrava: 

«Ascoltando, comunicherai.

Un saluto dal Maestro Risto. 

Dal greco “colui che sa ascoltare”.

 

 

 

 

La giovane Feydra, grazie a quell'incontro, capì.






 

 

Conclusione

In questo episodio abbiamo scoperto la storia di Feydra, una giovane ateniese che all’inizio della sua carriera lavorativa si rende conto di quanto sia difficile comunicare con i propri colleghi.

Grazie all’incontro con il Maestro Risto, la ragazza scopre le cinque tipologie di comunicatori, secondo la cultura ateniese.

 



 

Esse sono:

  • Santiago, Il Benefattore.
  • Kelly, L’Innovatrice.
  • Luca, Il Tradizionalista.
  • Ruth, La Collaboratrice.
  • Markus, Il Combattente.


 

 


Ora, anche noi, possiamo identificare la tipologia di comunicatore che maggiormente ci rispecchia.

Allo stesso tempo, possiamo scoprire la tipologia che rispecchia i nostri colleghi, i nostri amici e i nostri conoscenti.




 

Questo ci permetterà di comunicare in modo più efficace loro.




 

 

“Ascoltando, comunicheremo.”





 

“Ascoltando, comunicherai.”




 

 

 

Congratulazioni per aver terminato questo episodio.

Se ti va, condividi ora questo episodio con le 3 persone che sai già ne avranno beneficiato.

In questo modo avrai aiutato altre persone come te a esaltare la propria unicità.

Tutto questo per ridonare dignità all'essere umano.

 

Grazie, e a presto.

Moonly Editorial Team

 

_

Tutti i nostri episodi sono realizzati dal nostro Team editoriale di Psicologi, Psicoterapeuti e Business coach.

© RIPRODUZIONE RISERVATA