Jeremy, il giovane peruviano.

 

Intro

Jeremy, un giovane ingegnere peruviano, si trova in un’importante fase della sua carriera. A Jeremy le viene proposto di diventare il responsabile del suo team di lavoro.

Il giovane decide di accettare l’incarico, ma qualcosa di inaspettato accade nella sua vita.

Riuscirà Jeremy ad affrontare questo suo periodo transitorio? 

Ma soprattutto, quale viaggio dovrà percorrere per avere il successo che merita?

Scopriamolo ora, immergendoci nella sua storia.



 


 

 

 

Luna Moonly

 

 

 

Jeremy: l'ingegnere peruviano e il suo cambio di ruolo in azienda.

Jeremy è un giovane ragazzo peruviano che da qualche anno svolge il lavoro di ingegnere nella città di Cusco, ex capitale dell’impero inca.





 

Jeremy è il classico ragazzo sudamericano: sorridente, gioioso e amante della vita.

Ha da sempre avuto una grande passione per l’ingegneria, tanto che all’età di 25 anni, dopo anni di studi e lavoretti qua e là, riesce finalmente a coronare il suo sogno: lavorare in azienda come ingegnere.






 

I primi anni in azienda vanno a gonfie vele. 

La sua capacità di adattarsi alle varie situazioni gli permette fin da subito di ottenere ottimi risultati.

La sua solarità diventa ben presto contagiosa all’interno del suo team di lavoro, e il clima lavorativo, anche grazie a Jeremy, si fa più piacevole e meno teso.

Insomma, per Jeremy tutto sembrava andare per il verso giusto.

Una mattina però, alle ore 7:00 in punto, ricevette una mail dalla sua responsabile.



 

 


«Ciao Jeremy, avrei bisogno di parlarti urgentemente. Puoi venire tra un'ora nel mio ufficio?»


 

 



Il giovane Jeremy, che in quel momento si era appena svegliato, lesse la mail, e vista l’urgenza si fiondò in ufficio per parlare con Ana, la sua responsabile.

 

 

 




 

Dopo meno di un'ora bussò all’ufficio.

«Ciao Ana, posso entrare?» chiese Jeremy vedendo la porta dell’ufficio aperta.


 




«Ciao Jeremy, certo entra pure.»


 




«Di cosa volevi parlarmi?» chiese il ragazzo con un velo di curiosità misto a preoccupazione.


 



 

«Innanzitutto ti ringrazio per essere qui.» rispose la donna. 

«Sarò molto breve: vedendo gli importanti risultati che stai conseguendo abbiamo pensato di darti una maggior responsabilità all’interno dell’azienda.

Sono ormai cinque anni che svolgi lo stesso lavoro, e hai portato dei risultati davvero invidiabili.

Per questo motivo, fra due settimane non sarò più io la tua responsabile. Il responsabile del tuo team sarai tu.»



 



 

Il ragazzo, che tutto si sarebbe aspettato tranne che un aumento così improvviso delle proprie responsabilità, per un attimo non seppe cosa rispondere.

Dopo qualche secondo di silenzio, Ana proseguì: «Jeremy, te la senti? È qualcosa che credi di poter realizzare?

Io sono certa che tu abbia tutte le potenzialità per fare questo passo. Ora devi dirmi tu se credi di essere all’altezza.»


 

 

 


Il ragazzo ancora un po’ stordito dalla notizia annuì con il capo, e senza riflettere a fondo, le rispose: «Sì, credo di essere all’altezza. Grazie Ana per l’opportunità che mi state dando.»


 



 

«Bene,» rispose Ana «ti piacerà sapere che il tuo nuovo lavoro inizierà fra sole due settimane. Hai due settimane di tempo per prepararti al meglio.»




 

 

 

 

La donna salutò Jeremy complimentandosi per la sua scelta e lo lasciò proseguire nella sua giornata lavorativa.

Jeremy lasciò l’ufficio di Ana e si diresse verso la macchinetta del caffè.

Nuovi pensieri iniziarono a balenargli in testa: «Sono davvero all’altezza della responsabilità che mi è stata data? Ho tutte le competenze necessarie per soddisfare le esigenze dell’azienda? Mi merito questo ruolo?»


 

 

 

I pensieri rimasero ben saldi nella testa di Jeremy per un bel po’ di giorni, finché le sue ultime due settimane da ingegnere non terminarono.

Il giorno tanto atteso, e allo stesso tempo temuto, arrivò ben presto.

«Da oggi, sei capo ingegnere!» le annunciò Ana davanti al suo team di lavoro.

«Complimenti per tutto il lavoro svolto sin qui, e congratulazioni per le responsabilità che hai deciso di prenderti. Sono sicura che sarai un ottimo Leader.»

 

 

 

 


I colleghi si complimentarono con il ragazzo, e Jeremy, un po’ preoccupato si mise subito al lavoro.

 






Le settimane passarono in fretta, e Jeremy sembrava non essere più lo stesso. 

Qualcosa sembrava frenarlo. 

I risultati non erano quelli attesi, e Ana, che si stava occupando della transizione del ruolo di Jeremy, intercettò che qualcosa non stava funzionando.


 

 


Così un giorno, mentre si trovavano entrambi al ristorante dell’azienda, Ana chiese al ragazzo: «Jeremy, come ti stai trovando con il nuovo lavoro?»



 

 

 


«Sento una forte responsabilità, Ana.» rispose il ragazzo. 

«Onestamente non credo di essere all’altezza di questo ruolo. I risultati sperati sembrano non arrivare, e non so proprio da che parte sbattere la testa.»


 



 

«Ti capisco Jeremy. Cos’è cambiato secondo te rispetto a qualche mese fa?» chiese Ana.




 

 


«Non saprei Ana. Fino a poche settimane fa ero sicuro di me stesso e riuscivo a portare a casa i risultati ambiti. Ora invece sento di non essere in grado di stare al passo con le richieste dell’azienda.»



 

 



«Continua Jeremy, dimmi cosa stai provando.» le chiese gentilmente Ana.


 



 

«Davvero Ana, non saprei. A dirti la verità non so nemmeno se merito un lavoro con una così alta responsabilità.»


 



 

 

«Ok, Jeremy. Forse ho capito cosa c’è che non va.»

 

 



 

«Davvero Ana? Cosa c’è che non va in me?» chiese il ragazzo incuriosito.



 

 

 


«No Jeremy, non c’è nulla che non va in te. Semplicemente c’è qualcosa che non va. Tu vai già bene così come sei. Devi semplicemente fare il salto di qualità.»



 

 



 

«Cosa intendi Ana? Mi potresti aiutare?»



 

 

 


«Non sono io la persona giusta per te. Ma posso indicarti la strada.» disse Ana con un mezzo sorriso.


 

 



«D’accordo, sono tutt’orecchi.»


 




«Jeremy, la conosci la leggenda dell’Imperatore Pachacuti?»


 



 

«Intendi il fondatore dell’impero Inca?»


 



 

«Sì, proprio lui. Conosci una sua leggenda?»


 




 

«No Ana, so solo che è vissuto attorno al 1400 e che è stato un personaggio molto importante per il nostro Paese.»


 

 



«Esatto Jeremy, l'Imperatore Pachacuti è nato proprio nella città in cui ci troviamo ora io e te.

È nato nel 1418 e se ne andato dal nostro pianeta nel 1471, poco prima che Cristoforo Colombo scoprisse l’America.»



 

 



«D’accordo Ana, ti ricordo che il mio lavoro riguarda l’ingegneria non la storia. Dove mi vuoi portare?»



 

 

 


«Come ben sai» proseguì Ana «a pochi chilometri da qui si trova il Machu Picchu, una delle sette meraviglie del mondo.

Ciò che però forse non sai è che esso risale al 1450, proprio quando l’Imperatore Pachacuti aveva circa la tua età, 30 anni.»



 

 

 

 

«Cosa mi vuoi dire con questo?» chiese il ragazzo confuso.


 



 

«Una leggenda narra che a costruire il Machu Picchu sia stato proprio l’imperatore Pachacuti, e che dopo la sua morte, esso vi faccia ritorno una volta al mese durante la notte di luna piena.»

 

 





 

 

«Ana, mi vuoi dire che nonostante sia morto, ritorna in vita durante la notte di luna piena?» chiese il ragazzo incredulo.


 

 



«Proprio così ragazzo. Nel sito archeologico di Machu Picchu vi è una sua statua che lo rappresenta. Essa, nella serata di luna piena, prende vita.

E vuoi sapere la bella notizia?»



 

 



«Sì, qual è la bella notizia?»



 

 



 

«La bella notizia è che il giorno di luna piena è proprio oggi. Se parti ora, potrai conoscerlo.»

 

 



 

«D’accordo Ana, ma cosa c’entra l’imperatore con il mio problema al lavoro?» chiese il ragazzo.



 

 

 



«Vedi Jeremy, lui è stato uno degli imperatori più influenti della nostra civiltà. 

È riuscito a ottenere dei risultati che nessuno si sarebbe mai immaginato. 

Ha saputo prendersi delle responsabilità che pochi uomini della storia hanno avuto il coraggio di prendersi. 

I suoi segreti stanno in una formula magica. Una formula che questa sera, se parti ora, potrà offrirti.»


 




«Voglio fidarmi di te Ana. Dici che vi saranno altri giovani come me ad ascoltarlo?»



 

 

 

 

«No, Jeremy. Questa leggenda la conoscono in pochi. Credo proprio che ti troverai solo con lui.»



 

 

 

 

La donna concluse velocemente il piatto di ceviche che aveva ordinato e lasciò il ragazzo solo.

Jeremy un po’ confuso si alzò dal tavolo e si diresse nel suo ufficio.

«Devo decidere ora!» disse tra sé e sé. «Vado o non vado?»





 

Jeremy rimase qualche minuto a riflettere guardando fuori dalla finestra.

Il cielo peruviano era limpido e le campane della Cattedrale di Cusco suonarono proprio in quel momento le tre del pomeriggio.

 


 



 

«Ok, ho deciso.» esclamò il ragazzo dentro di sé. 

«Parto!»


 




Il ragazzo lasciò l’ufficio, prese lo zaino, entrò in macchina e si diresse verso il Machu Picchu, che in lingua peruviana significa “Vecchia Montagna”.

 

 



 

Dopo nemmeno due ore di viaggio, Jeremy arrivò a destinazione e con sua meraviglia non vide alcuna persona.

«Strano che non c’è nessuno.» disse il ragazzo tra sé e sé.


 



 

Jeremy si diresse subito verso la statua dell’imperatore Pachacuti, situata proprio all’inizio del sito archeologico.

Una scritta “Benvenuti a Machu Picchu” era posizionata sotto ai suoi piedi.

 

 

 

 

 


Provò a parlare alla statua, ma essa non pronunciò parola.

Vedendo quindi la statua immobile decise di entrare nel sito archeologico e di visitare il luogo.


 

 



Il cielo azzurro sopra la sua testa stava pian piano prendendo il posto a un manto più scuro.

Il sole era ormai tramontato da circa un’ora, e un leggero venticello iniziò ad accarezzare il viso del ragazzo.

Ad un certo punto, mentre stava camminando lungo le vie del sito archeologico, vide qualcosa.

 

 

 

 


Dalla montagna che si trovava alla sua destra sbucò una piccola luce.

Era una prima fetta di luna.



 

 

 


Stupito dalla delicatezza con la quale la luna si era fatta viva nel cielo peruviano, rimase ad ammirarla man mano che essa si faceva sempre più spazio in mezzo al cielo. 

E proprio nel momento in cui la luna si fece piena e dominante nel cielo buio sopra i suoi occhi, uno strano rumore provenì dall’alto.

 

 

 

 

 

«Questo deve essere l’imperatore!» esclamò il ragazzo.


 



 

Immediatamente corse nuovamente all’ingresso del Macchu Picchu, dove vi era la statua dell’imperatore.

La sua corsa si fece sempre più affannosa finché ad un certo punto non arrivò davanti alla statua.

La statua però, era scomparsa.


 




 

Al suo posto vi era un uomo.

Era l’Imperatore Pachacuti in persona.

 


 

 




Jeremy non poteva credere ai suoi occhi.

Ciò che credeva impossibile, diventò presto la realtà.

Dopo pochi istanti, l’Imperatore pronunciò le sue prime parole: «Buonasera ragazzo.»

 

 

 

 


«Buonasera Imperatore.» rispose il ragazzo intimorito.





 

«Cosa ci fai qui a quest’ora?» chiese l’Imperatore con voce calda e profonda.





 

«Una persona mi ha detto che sarebbe comparso proprio oggi, e che allo stesso tempo mi avrebbe saputo aiutare.» rispose il ragazzo con voce tremante.





 

«Interessante sapere che qualcuno conosca la leggenda della luna piena. Qual è il tuo nome?


 



 

«Mi chiamo Jeremy, e vengo da Cusco.»





 

«Proprio nel luogo in cui sono nato io molti secoli fa!» esclamò l’Imperatore. «Ora, dimmi un po’: in cosa dovrei aiutarti?»





 

«Vede Imperatore, mi trovo in una situazione lavorativa molto particolare.

Fino a qualche settimana fa tutto stava andando per il meglio. Ora che però le mie responsabilità sono aumentate sto facendo fatica a conseguire i risultati che l’azienda ha fissato per me.»

 

 



 

«Capisco ragazzo. Mi stai forse dicendo che è avvenuto un importante cambiamento nella tua vita?»




 

 

«Sì, corretto Imperatore. Un cambiamento che non mi sarei mai aspettato, e che soprattutto non credo di essere in grado di affrontare.»





 

«Ragazzo,» continuò l’Imperatore «cos’altro credi?»



 

 

 


«Bè, come dicevo alla mia responsabile, credo di non essere all’altezza di questo ruolo.

Credo che mi manchino le competenze necessarie per potermi prendere tutte queste responsabilità, e di conseguenza mi sento incapace.

Inoltre credo di non meritare un ruolo di questo tipo.»


 

 



«Tu credi di non essere all’altezza.» rispose l’Imperatore. «Inoltre credi di non essere né capace né meritevole.

Ciò che però davvero importa, non è ciò in cui credi oggi, bensì ciò in cui vorrai credere da adesso in poi.»


 




 

Il ragazzo rimase in silenzio e lasciò proseguire l’Imperatore.

«Lo vedi questo luogo?» disse l’uomo indicando l’immensa gola di Picchu.

Tutto questo è stato conquistato da me all’età di 22 anni. 

Ora ti chiedo: secondo te, è normale che un ragazzo di 22 anni possa sentirsi non all’altezza di una conquista di questo tipo?





 

«Sì è normale, Imperatore.»





 

 

«Bene, eppure ci sono riuscito.

Negli anni successivi, dopo aver conquistato questa gola, ho costruito tutto ciò che vedi qui. Avevo circa 30 anni.

Detto ciò, ti chiedo: è normale che un ragazzo di 30 anni non si senta capace e meritevole di costruire tutto ciò che i tuoi occhi stanno ammirando?»



 

 



 

«Sì, è normale.»


 



 

«Ciò che voglio dirti, caro Jeremy, è che i pensieri che frullano nella tua testa sono più che normali.

Ciò che posso offrirti è una formula segreta. La stessa formula che mi ha aiutato in tutti i periodi di forte cambiamento che ho vissuto nella vita.»


 



 

«Sì, la mia responsabile mi ha accennato della sua formula segreta. Sarebbe così gentile da condividerla con me? chiese il ragazzo.


 



 

«Volentieri Jeremy. Vedi, i risultati che otteniamo nella vita sono fortemente influenzati dai pensieri che abbiamo nella nostra mente.

In poche parole, chi diventiamo dipende da ciò che pensiamo. Alla base però dei nostri pensieri vi sono le nostre convinzioni.»


 

 



«Convinzioni? Cosa sono le convinzioni?» chiese il ragazzo.


 



 

«Le convinzioni sono ciò in cui ognuno di noi crede fermamente. Esistono convinzioni che ti fanno diventare più forte e convinzioni che invece di indeboliscono.

Poca fa mi hai detto che credi di non essere all’altezza del tuo nuovo lavoro, dico bene?»



 

 

 

 

«Sì, Imperatore.»



 

 

 


«Ecco, questa è una convinzione che non fa altro che indebolirti. Scommetto che fino a qualche mese fa non avevi questa convinzione, dico bene?


 

 



«Sì, dice bene. Ho iniziato a credere di non essere all’altezza proprio il giorno in cui la mia responsabile mi ha proposto il nuovo lavoro.»


 



 

«Come immaginavo ragazzo. Inoltre, se non sbaglio, credi di non avere tutte le competenze necessarie per svolgere il tuo ruolo, corretto?


 



 

«Sì esatto.»


 



 

«E credi anche di non meritarti un ruolo di così alta responsabilità, ho capito bene?»

 

 

 

 


«Sì, proprio così.»


 



 

«Bene, sappi che tutte queste sono solamente convinzioni che partono dalla tua testa.

Ad esempio, il fatto che tu faccia fatica a ottenere i risultati ambiti dall’azienda, non sta a significare che tu sia incapace.

Nel tuo caso, hai tutte le capacità di cui hai bisogno. 


 

 



Il problema che dobbiamo risolvere sta nelle tue convinzioni.

Dal momento in cui avrai eliminato le convinzioni sarai in grado di ottenere i risultati ambiti.»





 

«D’accordo Imperatore, ma come faccio a eliminare le mie convinzioni?»





 

«Per eliminarle, bisogna prima riconoscerle.» rispose l’Imperatore. «Vedo che tieni uno zaino lì con te. Tieni per caso un diario al suo interno?»


 



 

«Sì, lo tengo sempre con me.»



 

 

 

 

«Bene, estrailo pure dal tuo zaino.

Sulla prima pagina vuota scrivi questa domanda: “Quali sono le frasi che tendo a utilizzare spesso riguardo il mio lavoro, e che rischiano di indebolirmi?”»


 



 

Il ragazzo aprì il diario, prese la penna e scrisse la domanda che l’Imperatore gli aveva appena dettato.

«Ok Imperatore, ho scritto la domanda. Ora cosa faccio?»






 

 

«Ora ti prenderai 30 minuti di tempo e scriverei le principali frasi che utilizzi durante il giorno, e che credi rischiano di indebolirti.

In poche parole dovrai rispondere alla domanda che hai appena scritto sul tuo diario.»



 

 

 



L’Imperatore smise di parlare e lasciò il ragazzo riflettere tra sé e sé.

La luna era ormai alta nel cielo e un’infinità di stelle tenevano compagnia al ragazzo e all’Imperatore.


 




 

«Ho concluso!» disse il ragazzo dopo una mezz’oretta.





 

 

«Bene, dimmi un po' ciò che hai scritto.» chiese gentilmente l’Imperatore.




 

 

«Ho identificato tre principali frasi che tendono a ridurre la mia motivazione e immettermi in uno stato d’animo negativo. Le tre frasi sono le seguenti:

  • “Credo di non essere all’altezza del mio nuovo ruolo.”
  • “Credo di non avere le competenze per portare avanti il mio nuovo lavoro, sentendomi di conseguenza incapace.”
  • “Credo di non meritarmi questo ruolo.”

 


 

 

 


«Ottimo lavoro.» rispose l’Imperatore.

«Vedo che hai identificato tre convinzioni che nelle ultime settimane ti hanno limitato, e che da oggi ridurranno il suo impatto su di te.

Ora ti faccio una domanda: cosa dovrebbe accadere nella tua vita affinché tu ti possa sentire all’altezza del tuo ruolo?





 

«In che senso, Imperatore?» chiese il ragazzo.



 

 

 


«Te lo spiego subito.» rispose l’Imperatore. «Immagina di proiettarti nel futuro e di vedere “Jeremy del Futuro” che si sente all’altezza del suo nuovo ruolo.

Prova a immaginarlo ora. 


 



 

Se ti va, chiudi gli occhi ora, e immaginalo.

Quando lo hai immaginato dimmi “ok”.





 

 

Il ragazzo chiuse gli occhi e dopo pochi minuti disse: «Ok Imperatore, sto immaginando Jeremy del Futuro.»




 

 

«Bene, ora ti chiedo: cosa dovrà fare Jeremy del Passato per diventare come Jeremy del Futuro? In poche parole: come è riuscito Jeremy del Futuro a sentirsi all’altezza?»




 

 

Il ragazzo si prese del tempo per riflettere, e rispose: «Credo che Jeremy del Passato debba gratificarsi maggiormente per tutto ciò che svolge quotidianamente.

Inoltre, credo che debba trascorrere più tempo con i suoi colleghi così da poter migliorare le sue capacità manageriali e sentirsi di conseguenza più all’altezza del suo ruolo.» 


 




 

«Fantastico ragazzo.» rispose l’Imperatore. 

Ora, mentre i tuoi occhi rimangono chiusi e tu ti senti sempre più rilassato, ti faccio una seconda domanda: cosa ha fatto Jeremy del Passato per avere tutte le competenze necessarie per portare avanti il suo lavoro?





 

In sostanza, come fa ora Jeremy del Futuro ad avere tutte quelle competenze necessarie che invece Jeremy del Passato non aveva?»

 




 

Il ragazzo si prese qualche minuto di tempo, e poi rispose: «Mi sembra di percepire che Jeremy del Futuro abbia spostato gran parte della sua formazione, da aspetti più tecnici e ingegneristici ad aspetti più centrati sulla leadership. 

Credo che per sentirsi più competente, Jeremy del Futuro abbia sviluppato tutte quelle competenze che gli mancavano.»





 

«Capisco ragazzo. E dimmi un po’: quali sono le competenze che prima non aveva e che ora invece ha?»





 

«Credo siano un mix di competenze.» rispose il ragazzo con voce calma e rilassata. «Tutte competenze necessarie per gestire al meglio non solamente la parte tecnica del suo lavoro, ma anche la parte relazionale con i suoi colleghi.»


 



 

«D’accordo ragazzo. Mi stai dicendo quindi che Jeremy del Futuro ha acquisito una serie di competenze che fino a qualche mese fa non riteneva fondamentali, corretto?»





 

«Sì, corretto Imperatore.» rispose il ragazzo mantenendo sempre gli occhi chiusi.


 

 



«Ottimo. Ora ti faccio un’ultima domanda, caro ragazzo: cos'è dovuto succedere a Jeremy del Futuro per sentirsi meritevole del suo ruolo?

Se non sbaglio Jeremy del Passato credeva di non meritarsi il ruolo che gli era stato da poco assegnato, corretto?»





 

«Sì, corretto.» 


 



 

«Ok, quindi dimmi: cosa ha fatto Jeremy del Futuro per sentirsi meritevole?»


 



 

Il ragazzo rimase qualche minuto in silenzio.

La risposta all’ultima domanda posta dall'Imperatore sembrava non arrivare, finché ad un certo punto il ragazzo rispose: «Jeremy del Passato deve essere meno perfezionista.»





 

«Interessante come risposta, caro ragazzo. Cosa intendi con “essere meno perfezionista”?»

 

 

 


«Credo che Jeremy del Passato non riusciva a sentirsi meritevole perché voleva sembrare perfetto agli occhi degli altri.» proseguì il ragazzo. 

«Questa sua volontà di sentirsi perfetto lo faceva vivere frustrato. Di conseguenza, non vedendosi perfetto, credeva di non essere meritevole di quel nuovo ruolo.»




 

 

«Ora mi è molto più chiaro.» disse l’Imperatore. «Davvero molto interessante ciò che mi stai dicendo, non trovi Jeremy?»





 

«Sì, molto interessante.» rispose il ragazzo.


 



«Bene.» proseguì l’imperatore. «Le mie domande sono concluse. Hai fatto un ottimo lavoro interiore.

Quando vorrai, con tutta calma, potrai riaprire gli occhi.

Riaprendoli starai meglio.»


 

 



Il ragazzo si prese qualche secondo, e delicatamente riaprì gli occhi.

Davanti a lui vi era nuovamente l’Imperatore, che questa volta sfoggiava un dolce sorriso.

«Sei stato molto bravo, Jeremy. Come ti senti?» chiese l'Imperatore.





 

«Bene. Un po’ stranito, ma bene.» rispose il ragazzo.




 

 

 

Ottimo, mi fa piacere che tu ti senta bene. Vedo che tieni ancora con te il tuo diario. Aprilo pure.»





 

Il ragazzo aprì il diario.





 

«Ora caro Jeremy,» proseguì l’Imperatore «vorrei che portassi nero su bianco ciò che hai immaginato mentre avevi gli occhi chiusi. 

Ti farò le stesse domande che ti ho posto prima. Tu non dovrai fare altro che trascrivere ciò che secondo te è funzionale fare per debellare le convinzioni che ti limitano.





 

Le tre domande alle quali risponderai nei prossimi 30 minuti sono le seguenti.

Prima domanda: "Cosa mi prometto di fare, da adesso in poi, per sentirmi più all’altezza del mio ruolo?"


 



 

Seconda domanda: "Cosa mi prometto di fare, da adesso in poi, per sentirmi più capace nel mio ruolo?"





 

Terza domanda: "Cosa mi prometto di fare, da adesso in poi, per sentirmi più meritevole del mio ruolo?"»

 




 

Il ragazzo si sedette su un sasso posizionato lì vicino e iniziò a riflettere su ciò che aveva immaginato nei minuti precedenti.

Una volta riportato alla mente i suoi pensieri, prese la penna in mano e scrisse le risposte alle tre domande. 

«Ho finito!» esclamò il ragazzo dopo una mezz'oretta.

«Vuole che le legga ciò che ho scritto?» chiese all'Imperatore.


 



 

«Oh sì, molto volentieri.» rispose l’Imperatore. «Partiamo con la prima domanda riguardo la tua ormai vecchia convinzione di non sentirti all’altezza.

Raccontami: cosa farai da adesso in poi per ridurre sempre più questa tua convinzione?» 


 

 

 


Il ragazzo iniziò a leggere ciò che aveva scritto sul suo diario personale.

«Prometto a me stesso di gratificarmi giornalmente del lavoro che svolgo con tanta passione ogni giorno. Allo stesso tempo prometto a me stesso di acquisire tutte le capacità manageriali che mi avranno aiutato a sentirmi all’altezza del mio ruolo.»




 

«Eccezionale ragazzo.» rispose l’Imperatore. «Dimmi ora cosa ti prometti di fare per sentirti più competente nel tuo ruolo, e quindi più capace».


 



 

Il ragazzo tornò a leggere le frasi scritte sul suo diario.

«Per sentirmi più competente e capace prometto a me stesso di investire due ore alla settimana per la mia formazione legata a tutte le competenze che in questo momento mi mancano. In particolare, prometto di dedicare del tempo per capire come diventare più empatico con i miei colleghi.»





 

«Benissimo Jeremy. Ora dimmi cosa farai per sentirti più meritevole.» chiese l’Imperatore.

 

 



 

«Per sentirmi meritevole» continuò a leggere il ragazzo «inizierò a puntare all’eccellenza, e non più alla perfezione. Questo mi aiuterà a sentirmi più meritevole del mio ruolo.»


 

 



«Complimenti ragazzo,» rispose l’Imperatore «hai fatto davvero un ottimo lavoro. Sei d’accordo con me?»





 

«Sì, sono fiero di me.»


 

 



«Esatto, sii fiero di te stesso. Questa è un’ottima convinzione che potrai portare con te da questo nostro incontro.»



 



 

«Intende il fatto di sentirsi fieri di se stessi?» chiese il ragazzo un po’ emozionato.





 

«Sì esatto, il sentirsi fieri di se stessi. Questa diventerà la tua nuova convinzione che ti accompagnerà nel lungo cammino che ti aspetta nei prossimi mesi. 

Oltre a mettere in pratica ciò che hai appena scritto sul tuo diario, sii fiero di te stesso, Jeremy.»


 



 

«D’accordo Imperatore. Posso chiederle un’ultima cosa?»




 

 

«Sì certo.» rispose l’Imperatore.


 



 

«Qual era la formula segreta che doveva dirmi?»


 

 

 


In quel preciso momento, una nuvola grigia coprì la luna alta nel cielo.

 


 

 

 



La poca luce che illuminava la Vecchia Montagna si spense tutto d’un tratto.





 

 

 

E quasi per incanto, l’Imperatore scomparve, diventando nuovamente una statua.

 



 

 

 

«Imperatore! Imperatore!» esclamò il ragazzo.




 

 

Niente da fare, l’Imperatore era scomparso insieme alla luna. 

Il ragazzo non poteva credere ai suoi occhi.

Le sarebbero bastati qualche secondo in più per ottenere la formula segreta.

Il ragazzo dispiaciuto, chinò lo sguardo e proprio mentre i suoi occhi puntarono le sue scarpe, vide una pergamena ai suoi piedi.


 



 

La colse, e la lesse.


 

 

Le tue convinzioni danno vita ai tuoi pensieri.

I tuoi pensieri danno vita alle tue emozioni.

Le tue emozioni danno vita ai tuoi comportamenti.

I tuoi comportamenti danno vita ai tuoi risultati.

I tuoi risultati danno vita alle tue convinzioni.


Dal momento in cui otterrai i primi risultati, le tue nuove convinzioni potenzianti si faranno vive.


Ricordati:

Sei all’altezza.

Sei capace.

Te lo meriti.


Buon viaggio.

- Imperatore Pachacuti.







Leggendo quelle parole, Jeremy, capì.










Conclusione

In questo episodio abbiamo scoperto la storia di Jeremy, un giovane ingegnere peruviano alle prese con un importante cambio di ruolo.





 

Date le sue nuove responsabilità, Jeremy inizia a sentirsi non all’altezza, incapace e immeritevole.

Questo lo porta immediatamente a non ottenere i risultati che l’azienda aveva fissato per lui.






 

Grazie all’incontro con l’Imperatore Pachacuti scopre che a frenarlo non è ciò che è, bensì ciò che crede di essere.

Ora non farà altro che mettere in pratica ciò che ha scritto sul suo diario così da sentirsi una persona all’altezza, capace e meritevole.



 

 



Questo gli permetterà di debellare le convinzioni che lo limitavano.

Di conseguenza lo aiuterà a ottenere i risultati tanto ambiti.



 

 


Ora, anche noi, abbiamo uno strumento pratico per eliminare le convinzioni che bloccano i nostri risultati.

Ci basterà identificare le convinzioni che ci limitano, e chiederci: "cosa dovrà accadere affinché queste convinzioni non facciano più parte della mia vita?"





 

Una volta capito, non faremo altro che compiere le azioni che solo noi, nel nostro interno, sappiamo essere funzionali per migliorare ed evolvere.

 

 

 

 

Tutto ciò sentendoci delle persone all’altezza, capaci e meritevoli.



 

 



 

E sì, anche fieri di chi siamo nel profondo.

 


 

 

    

Congratulazioni per aver terminato questo episodio.

Se ti va, condividi ora questo episodio con le 3 persone che sai già ne avranno beneficiato.

In questo modo avrai aiutato altre persone come te a esaltare la propria unicità.

Tutto questo per ridonare dignità all'essere umano.

 

Grazie, e a presto.

Moonly Editorial Team

 

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