HR e Burnout: il problema sembra essere la stanchezza decisionale

Burnout: una semplice parola di 7 lettere che si sta diffondendo in egual misura del virus che ha trasformato le nostre vite nelle ultime settimane.

Molte persone sono costrette a lavorare tra le mura di casa, dove si annidano ogni giorno le stesse domande: mi sono lavato le mani a sufficienza? Potrò più abbracciare i miei amici? Quando potrò ritornare a vivere la vita che vivevo fino a qualche mese fa? Posso tenere la mano a mio figlio? Dovrei disinfettare la spesa? E i vestiti?

Per non parlare dei social media, dei giornali e della televisione. Le persone sono continuamente bombardate di informazioni contrapposte: il virus esiste? O è un’invenzione pilotata dalla case farmaceutiche? A ottobre tornerà una nuova ondata? Saremo pronti per affrontarla?

In poche parole, le persone si stanno esaurendo sempre più, e il rischio di burnout per i lavoratori non è mai stato così alto.

Non è il classico burnout

Solitamente quando pensiamo al burnout, pensiamo al lavoro continuativo di 10-12 ore, magari davanti al pc e in videoconferenza. Secondo gli esperi però, in un periodo di crisi come questo, il burnout nasce da un problema ben diverso: la stanchezza decisionale.

Questa stanchezza nasce proprio dalla difficoltà nel prendere decisioni. Ma perché in questo periodo è così difficile decidere?

Semplicemente perché le notizie cambiano di ora in ora, e non avendo mai provato una tale esperienza il nostro cervello cerca di adattarsi ad ogni notizia, cosa che naturalmente è improponibile da svolgere.

Vivendo tutto il giorno davanti al computer, abbiamo i notiziari a qualche centimetro dai nostri occhi e possiamo verificare tutte le ultime news. Queste però cambiano frequentemente e il nostro cervello va in tilt, non sapendo quale potrebbe essere la scelta giusta da prendere in questo momento storico.

Tutti noi ci rendiamo conto di essere in un periodo delicato, e sapendo le conseguenze che tutto ciò potrebbe portare, siamo attenti a fare la cosa giusta nel momento giusto. Il problema è che la “cosa giusta” in questo periodo è difficile comprendere quale sia.

In altre parole, la pandemia di Covid-19 ci sta costringendo ad affrontare rapidamente decisioni difficili in un contesto nuovo e a volte inquietante.

Le preoccupazioni sono all’ordine del giorno, e possono oscillare da “come posso essere d’aiuto ai miei figli?” a “riuscirò ad andare a fare la spesa oggi?” a “avrò ancora un lavoro in futuro?”

È proprio in questo momento che entra in gioco la figura più importante per i lavoratori: il responsabile delle risorse umane.

Tutti coloro che lavorano nel mondo HR hanno un ruolo fondamentale in questo periodo, e tutto ciò che hanno studiato, imparato e appreso negli ultimi anni deve essere trasmesso da qui ai prossimi 6-12 mesi. Il benessere del proprio team diventa l'unica arma possibile. 

Hobby e benessere

Lotte Dyrbye, un medico della Mayo Clinic, una delle più grandi istituzioni di ricerca medica negli Stati Uniti sul burnout e il benessere è molto chiaro: i nostri collaboratori hanno bisogno di due aspetti, hobby e benessere. Non bastano i soli hobby, e non basta nemmeno il solo benessere. C’è bisogno di un mix d’entrambi.

Ciò significa che se le persone amano stare ore a guardare le serie tv di Netflix è giusto che lo facciano, ma è altrettanto giusto che si prendano cura del proprio benessere, con della meditazione, con dell’attività fisica e con una sana alimentazione.

Sarò proprio il mix perfetto di hobby e benessere a permettere ai lavoratori di non entrare nel circolo di burnout.

È inutile dirlo, tutti coloro che lavorano nel mondo HR hanno un ruolo fondamentale in questo periodo di post-pandemia. Non solo devono occuparsi del proprio lavoro e del proprio benessere, ma devono anche gestire il lavoro e il benessere dei proprio talenti in azienda. Una volta fatto, saranno autonomi e il burnout sarà solamente un vecchio ricordo.

Il nostro consiglio è quello di portare questo messaggio a tutto il tuo team, assicurandoti che nella loro vita lavorativa, oltre al lavoro, vi sia una parte di hobby e una parte di benessere. Ricordati: non lo stai facendo solo per loro, lo stai facendo anche per la tua azienda. 

Il tuo ruolo come HR non è mai stato così determinante. 

- Team Moonly