L'autostima può migliorare la condizione lavorativa in azienda?

Un buon livello di autostima può migliorare le condizioni lavorative delle persone che lavorano in azienda? È possibile rendere le persone più felici e allo stesso tempo più produttive insegnando loro alcune strategie per migliorare la propria autostima?

Questa settimana abbiamo deciso di condividere in questo blog un estratto di una delle nostre Audio-Masterclass relative all'aumento dell'autostima. Speriamo possa esserti utile come spunto da offrire ai tuoi talenti.

Buona lettura.

- Team Moonly

 

 

 

"

Bene, in questa seconda puntata affronteremo invece le sette domande dell’autostima.

Quello che farò ora è elencarti sette domande chiave per comprendere il tuo livello di autostima. Il mio consiglio è quello di ascoltarle una prima volta. Una volta ascoltate, ti consiglio di prendere un foglio e di dare un valore da 0 a 10 ad ognuna di queste domande in base al tuo livello di soddisfazione in ognuna di esse.

Zero significa che sei poco soddisfatto di quell’area. Dieci significa invece che sei molto soddisfatto. Facendo così, potrai capire in modo autonomo quali sono le aree sulle quali dovrai portare maggiormente la tua attenzione da qui ai prossimi mesi.

Bene, partiamo quindi con le 7 domande per la comprensione del tuo livello di autostima.

 

Domanda numero 1: ho fiducia nelle mie capacità?

Da bambini avevamo i nostri genitori o i nostri conoscenti che ci spronavano e ci motivavano. Bene, dobbiamo imparare a diventare un buon papà o una buona mamma di noi stessi, credendo fermamente nelle nostre potenzialità. Dobbiamo imparare a motivarci consapevoli che ce la possiamo fare!

Quindi, la prima domanda a cui rispondere è: quanto ho fiducia nelle mia capacità da 0 a 10?

 

 

Domanda numero 2: quanto sono in grado di accettare chi sono e come sono?

Non essere in grado di accettare la propria personalità e il proprio corpo - compresi i difetti e le imperfezioni - bloccherà il nostro livello di autostima. Dobbiamo partire dalla consapevolezza che nessuno è perfetto e nessuno è privo di difetti. 

Quindi impariamo ad accettare, giorno dopo giorno, ogni singolo difetto o imperfezione di noi stessi, consapevoli che essi fanno parte di noi. Ciò non significa che se siamo sempre arrabbiati dobbiamo rimanerlo per tutta la vita. Molti dei difetti e delle imperfezioni che abbiamo possono essere diminuiti e a volte anche eliminati.

Accettarsi non significa dire “basta” al proprio miglioramento. Accettarsi significa comprendere chi siamo e accogliere questa comprensione. Starà a noi valutare se possiamo o meno migliorare quell’eventuale imperfezione caratteriale, fisica, emotiva o altro.

Quindi, la seconda domanda a cui rispondere è: quanto sono in grado di accettare chi sono e come sono da 0 a 10?

  

Domanda numero 3: sono in grado di gestire le mie emozioni?

Ogni attimo della nostra vita è caratterizzato da emozioni: a volte esse sono positive, altre volte invece sono negative. L’errore che potremo compiere è quello di sperare di vivere solamente emozioni positive. Ciò purtroppo non è possibile, soprattutto se dentro di te hai quella voglia di crescere e migliorare.

L’evoluzione personale passa obbligatoriamente attraverso un mix di emozioni positive e negative. La nostra bravura dev’essere quella di saper gestire queste emozioni.

Anche in questo caso, il consiglio più breve ed efficace è quello di accogliere qualsiasi emozione che la vita ti offre, diventando consapevoli che quell’emozione è lì per aiutarci, crescere e migliorare, e non per tarparci le ali.

Quindi, la terza domanda a cui rispondere è: quanto sono in grado di gestire le mie emozioni da 0 a 10?

 

 

Domanda numero 4: sono in grado di gestire il mio tempo?

Il tempo è la risorsa più scarsa che abbiamo e la gestione di essa è strettamente collegata alla stima che abbiamo di noi stessi. Come puoi ben immaginare, diventare succubi del proprio tempo non potrà sicuramente accrescere i tuoi livelli di autostima.

Se lasciamo che sia il tempo a gestire noi stessi ci sentiremo in un vortice che non ci permetterà di conseguire i nostri obiettivi e di conseguenza abbasserà la nostra autostima. Se invece iniziamo a diventare i padroni del nostro tempo ci sentiremo più responsabili delle nostre azioni e più capaci di portare a termine i nostri obiettivi.

Quindi, la quarta a cui rispondere è: quanto riesco a gestire il mio tempo da 0 a 10?

 

  

Domanda numero 5: sono in grado di affermare me stesso davanti agli altri?

Affermare la tua personalità alle altre persone è il risultato dell’accettazione verso te stesso. Se non ti accetti, ti avvilisci, credi di essere immeritevole, incapace o inadeguato, e non potrai mai migliorare la percezione che hai di te.

Ciò che riusciamo a trasferire di noi stessi alle altre persone ha un’importanza enorme per quanto riguarda la nostra autostima.

Immagina di parlare con un amico e di raccontargli il risultato strabiliante che hai ottenuto al lavoro. Questa tua capacità di trasferire un successo all’altra persona ti farà sentire ancora più fiero di te, e molto probabilmente i complimenti che riceverai dall’altra persona accresceranno ancor di più la tua autostima.

Immagina invece di ottenere lo stesso risultato, ma di non esserne fiero e non comunicarlo a nessuno. In questo modo hai impedito a quel successo di renderti una persona più fiera di te, anche se lo avresti meritato.

Quindi, la quinta domanda a cui rispondere è: quanto sono in grado di affermare me stesso davanti agli altri da 0 a 10?

 

 

Domanda numero 6: sono in grado di affrontare i conflitti?

Le relazioni sono alla base della nostra esistenza. Su questo pianeta siamo oltre 7 miliardi e il numero sta aumentando sempre di più. È impensabile vivere una vita senza rapporti con altre persone, e allo stesso modo è impensabile andare sempre d’accordo con tutti.

I conflitti, piccoli o grandi che siano, sono assolutamente normali, sia al lavoro, che in famiglia, che in amicizia. A questo però va aggiunta una precisazione: “ i conflitti fanno parte della quotidianità, ma dobbiamo saperli affrontare”.

Molte persone tendono a scappare davanti ai conflitti. Il loro è un meccanismo di difesa: credono che non affrontandoli il problema si risolverà con il tempo. In realtà accade totalmente l’opposto: più un conflitto viene mantenuto acceso nel tempo più esso avrà difficoltà nell’essere sciolto.

Ora potresti chiederti: “Cosa centrano i conflitti con il livello di autostima?”

Te lo spiego subito: l’autostima è alimentata da tutti i risultati che otteniamo nella vita e da tutte le problematiche che riusciamo a risolvere. Affrontare e superare un conflitto ci renderà più forti e aumenterà la nostra consapevolezza in termini di persone “responsabili e mature”.

Vedendoci come persone più responsabili e mature la nostra stima subirà un impennata positiva che ci porterà ad incrementare la nostra autostima.

Quindi, la sesta domanda da porci è: quanto sono in grado di affrontare i conflitti da 0 a 10?

 

 

Domanda numero 7: sono in grado di accettare la realtà?

Molte persone vivono in un mondo parallelo, dove la realtà prende il posto alla speranza. “Speriamo di trovare un lavoro, speriamo di migliorare fisicamente, speriamo di trovare il partner ideale, speriamo di avere più clienti.”

La speranza però non basta. Ad essa va accompagnata sempre l’azione, e l’azione viene svolta basandosi sulla realtà che ci circonda.

Ciò non significa che dobbiamo smettere di sperare. Significa piuttosto essere estremamente obiettivi su cosa sta accadendo nella nostra vita e in base a questa obiettività basare le nostre azioni e le nostre relative speranze.

Accettare la realtà significa che se in questo momento la mia azienda riesce ad avere 5 nuovi clienti al mese, non posso sperare che con qualche strategia potrò avere 100 clienti al mese nel giro di pochi mesi. Sicuramente potrà essere un'ambizione per il futuro, ma devo essere obiettivo su quelle che sono le mie competenze e le risorse a mia disposizione.

Accettare la realtà significa che se in questo momento peso 100 chili e il mio peso forma è 70 chili, non potrò voler perdere 30 chili in un mese. L’obiettivo di perdere i 30 chili rimarrà lo stesso, ma sarà più intelligente e strategico perdere questi chili in eccesso in 6 mesi, invece che in un solo mese.

Accettare la realtà significa che se in questo momento non ho un lavoro e il mio sogno è diventare Direttore Generale dell’azienda XY, non potrò pensare di rivestire quella carica entro 6 mesi. L’obiettivo anche in questo caso rimane, ma la data di scadenza per raggiungerlo potrà essere entro 8 anni.

Quindi, la settima e ultima domanda da porci è: quanto sono in grado di accettare la realtà?

Bene, a questo punto ti consiglio di prendere un foglio, riascoltare questa puntata e analizzare in modo estremamente sincero il tuo livello attuale di autostima.

Una volta che avrai risposto alle sette domande del test avrai già una chiara idea del tuo livello di autostima, e il passo successivo sarà semplicemente quello di focalizzare le tue forze sulle aree meno performanti, ossia quelle aree che avranno un punteggio inferiore a 6.

Questo test ti consiglio di svolgerlo ogni 2-3 mesi così da verificare in modo continuativo i miglioramenti che avrai ottenuto grazie al lavoro che farai su te stesso.

Anche per questa puntata è tutto. Noi ci vediamo nella prossima puntata dove scopriremo insieme come eliminare la procrastinazione.

Ciao, a presto!

"

 

Estratto di Autostima potenziante, una Masterclass esclusiva in Moonly.