Patricio, il giovane messicano

 

Patricio, un giovane ragazzo messicano, si trova in un momento difficile della sua carriera.

Dopo essere approdato in un’importante azienda tecnologica di Città del Messico, a Patricio sembra essersi smorzata la sua innata vena creativa. 

Una sera però, mentre si trova solo nella sua cameretta, decide di aprire un libro che lo aveva accompagnato durante la propria infanzia.

Cosa accadrà da lì in poi?

Ce la farà il giovane Patricio a ritrovare la creatività d’un tempo?

Scopriamolo ora, immergendoci nella sua storia. 

 

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Patricio, il giovane messicano

Patricio è un giovane ragazzo messicano che lavora come designer presso una nota azienda tecnologica a Città del Messico.


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Patricio, fin dalla tenera età, ha sempre avuto una grande passione per l’arte e per tutto ciò che ruotava attorno al mondo degli Dèi e delle Dee.

Amava trascorrere i pomeriggi immergendosi nelle storie del popolo atzeco, babilonese ed egiziano.

Ad incuriosirlo però, non era tanto il popolo abitante quelle terre, bensì delle particolari tipologie di monumenti: le piramidi.

Gli anni passano e il giovane Patricio, dopo aver frequentato l’Università di arte, architettura e design, trova lavoro in un'importante azienda tecnologica messicana.

Data la forte espansione che l’azienda sta vivendo, Patricio si trova ben presto inondato di importanti responsabilità. Responsabilità che, però, sembrano smorzare la sua innata vena creativa.

 

 

 

 

 

«Mi sento svogliato.» pensò un giorno il ragazzo con un velo di tristezza. «È come se avessi perso tutta la mia creatività.»

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Una sera però, accadde qualcosa.

Patricio, da ormai qualche anno, era abituato a concludere la giornata leggendo qualche pagina di romanzo.

Tuttavia, quella sera, nostalgico dei libri sulla storia degli antichi egizi che leggeva da bambino, prese dalla sua piccola libreria un libro che lo aveva accompagnato durante tutta l’infanzia. 

 

 

 

 

 


«È una vita che non prendo in mano questo libro.» disse il ragazzo con un velo di nostalgia. «Ricordo ancora quando lo sfogliavo insieme a nonna Nydia!» 

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Era un libro illustrativo.

Un libro contenente le immagini e le leggende delle più affascinanti piramidi al mondo.

Ad un certo punto, mentre lo stava sfogliando, il suo sguardo si soffermò su una pagina.  

Raffigurate vi erano una serie di piramidi.

Piramidi che però non si trovano in Egitto.

E nemmeno in Babilonia.

Le piramidi raffigurate si trovavano in Messico, a meno di un'ora dalla casa di Patricio. 

 

  

 

 

 

«Com’è possibile che non ne sapessi nulla? Per quale motivo nonna Nydia non me ne ha mai parlato?»

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Per anni aveva sfogliato quel libro senza accorgersi che fra le più importanti piramidi al mondo non vi erano solamente quelle egizie.

Fra le tante vi era una piramide famosa in tutto il pianeta per il fatto di trovarsi in un luogo mistico, enigmatico.

La piramide si chiamava Piramide del Sole, e si trovava a Teotihuacan, in quella che veniva chiamata “Città degli dèi e degli enigmi insoluti”. 

 

 

 

 

 


«Teotihuacan si trova a pochi chilometri da qui!» esclamò il giovane messicano.

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Patricio, sorpreso di quella scoperta, iniziò la lettura della leggenda associata alla Piramide del Sole.

Ad un certo punto, mentre era immerso nella lettura, la sua attenzione andò su alcune frasi. 

 




 

 

“Il nome “Piramide del Sole” venne dato dagli antichi Atzechi per ricordare i raggi del sole che la colpiscono nel primo giorno del mese.

Il primo giorno di ogni mese, infatti, il Sole messicano scaglia tre dei suoi splendidi raggi in cima alla piramide, dando vita a tre Dee.

Le Dee possono essere incontrate solamente dalla persona che arriva per prima in cima alla Piramide del Sole nel primo giorno del mese.

Il loro scopo è quello di riportare alla luce il genio creativo della prima persona che sarà andata a trovarle.”


 

 

 

 


«Ehi, ma oggi è l’ultimo giorno di settembre!» esclamò il giovane messicano, staccando gli occhi dal libro e portandoli al piccolo calendario cartaceo posizionato sul suo comodino. 

Creatività e problem solving: come coltivare il pensiero creativo



 

Patricio rimase immobile per qualche secondo.

Iniziò a pensare alle sue attuali difficoltà nell'esprimere la sua innata vena creativa.

Si ricordò della creatività che lo aveva caratterizzato nei primi vent’anni di vita.

Allo stesso tempo, iniziò a pensare alle difficoltà che stava avendo in quel periodo nel potersi esprimere al lavoro.


 

 



 

«Questo deve essere uno dei tanti segnali della vita. Non è un caso se dopo tanti anni ho ripreso in mano il libro proprio oggi.» disse a bassa voce il ragazzo.

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Patricio guardò l’orologio che teneva al polso.

Erano le ore 22:00. 

 

 

 

 

 

«Se domani mi sveglio presto potrei essere il primo ad arrivare a Teotihuacan.

In questo modo, i raggi che colpiranno la Piramide del Sole daranno vita a tre Dee, e io sarò il primo a ricevere i loro consigli». 

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Detto fatto, Patricio sistemò la stanza e si infilò immediatamente a letto.

All’indomani la sveglia suonò di buon ora. Prese un zainetto, lo caricò in macchina e si diresse verso il monumento ultramillenario.

Dopo poco meno di due ore, Patricio arrivò in quel di Teotihuacan.

Ore 6:10. 

Il giorno stava pian piano prendendo il posto alla fitta notte.

Davanti a lui però, nessuna piramide.

Il giovane messicano parcheggiò la macchina in un luogo protetto e, proprio in quel momento, intravide arrivare un’altra macchina. 

 

 

 

 

 

 

«Chi sarà mai a quest’ora?» si chiese perplesso il giovane messicano.

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Patricio uscì dalla macchina e, immediatamente, anche l’uomo alla guida dell’altra auto uscì dalla sua vettura.

L’uomo, alto e ben messo, si avvicinò al ragazzo con passo felpato.

Non appena si trovò a qualche metro da Patricio prese parola. 

 

 

 

 

 

«Buongiorno ragazzo, cosa ti porta qui a quest’ora?» 

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«Buongiorno signore,» rispose Patricio, «sono alla ricerca della Piramide del Sole. Saprebbe aiutarmi per caso?» 

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«Ragazzo, per quale strano motivo vorresti dirigerti verso la tanto temuta Piramide del Sole?» 

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«Ho letto una leggenda a suo riguardo e avrei il desiderio di salirci proprio oggi.» 

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«Ascolta ragazzo,» ribatté l’uomo, «la Piramide del Sole è un luogo enigmatico. È molto meglio starci alla larga.

Molte persone ci hanno lasciato le penne provando a salirci. Te lo sconsiglio vivamente. Torna a casa che è meglio». 

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L’uomo non finì nemmeno il discorso che immediatamente voltò le spalle al ragazzo e si diresse nuovamente verso la sua auto.

Patricio, deluso e sconfortato dalle parole dell’uomo, salì in macchina e iniziò a pensare. 

 

 

 

 

 


«E se l’uomo avesse ragione? E se dovesse accadermi qualcosa?»

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Patricio rimase fermo in macchina per qualche minuto finché, ad un certo punto, non vide l’auto dell’uomo accendersi.





 

 

 

«Dove si dirigerà?» si chiese incuriosito il giovane.

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Così, curioso di dove potesse andare l’uomo a quell’ora, accese la macchina e lo seguì a debita distanza. 

L’uomo imboccò una via.

Una via strana.

Il giovane messicano lo seguì.





 

 

 

«Per quale motivo sta continuamente cambiando direzione?» pensò dubbioso Patricio, vedendo l’auto dell’uomo entrare in stradine strette e isolate.

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I minuti passarono.

In Patricio iniziò a farsi viva una sensazione di incertezza.

Incertezza e un velo di timore.

Ad un certo punto, mentre stava riflettendo sullo strano comportamento dell’uomo, non poté credere ai suoi occhi.





 

 

 

«Ma quella è la Piramide del Sole!» esclamò il ragazzo, vedendola a qualche centinaio di metri da lui.

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Dopo i primi attimi di stupore, Patricio iniziò a riflettere.





 

 

 

«Per quale motivo quell’uomo è venuto sin qui a quest’ora? 

Perché mi ha consigliato di starmene alla larga da questa piramide, nonostante lui ora si trovi a qualche centinaio di metri da me? 

E se lo avesse fatto appositamente per essere la prima persona ad arrivare in cima alla Piramide e incontrare le tre Dee?»

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Proprio in quel momento l’auto dell’uomo si fermò.

Lo strano signore uscì di fretta dalla macchina e corse a più non posso verso i primi scalini della Piramide.


 

 

 


 

«No, non è possibile!» esclamò ad alta voce il ragazzo. «Non posso credere che mi abbia ingannato in questo modo!»

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Sentendosi preso in giro, Patricio uscì dalla macchina e si preparò per raggiungere l’uomo.

Prima di partire però, si ricordò di una frase letta la sera prima sul libro.

“La salita verso la cima della piramide non deve essere sottovalutata. I suoi 243 scalini potrebbero tagliare le gambe anche alle persone più allenate.”

Così, vedendo l’uomo partito a una velocità folle, Patricio decise di affrontare la salita ad un'andatura un po’ meno veloce, ma costante.

Patricio si allacciò le scarpe e partì.

Il Sole stava per sorgere e i suoi raggi avrebbero colpito la cima della Piramide da lì a pochi minuti.

Patricio mantenne un'andatura costante per tutti i primi cento scalini.

L’uomo, però, sembrava non cedere.

Il ragazzo proseguì.

Uno scalino alla volta. 

 

 

 

 

 


«Ce la devo fare!» pensò il ragazzo, puntando l’uomo davanti a lui. 

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Ad un certo punto, l’uomo che fino a quel momento sembrava non aver accusato minimamente la fatica, iniziò a calare il suo ritmo.

Il ritmo cala.

Cala.

Cala sempre più.

Finché, dopo qualche minuto di corsa esagerata, l’uomo non cadde a terra esausto.

Patricio lo raggiunse in pochi secondi.





 

 

 

«Porti rispetto per i più giovani!» esclamò il ragazzo, superando l’uomo e dirigendosi in solitaria verso la cima della piramide. 

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Finalmente, dopo 243 scalini, i piedi di Patricio toccarono la punta più alta della Piramide del Sole.







 

 

«Ce l’ho fatta!» esclamò entusiasta il giovane messicano. 

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Soddisfatto per essere giunto in cima alla piramide si guardò attorno.






 

 

«Dove sono le Dee?» si chiese Patricio, notando solamente qualche vecchia pietra portava dal vento. 

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Delle tre Dee non vi era traccia.

Il giovane si sedette per riprendere fiato e ne approfittò per ammirare la vista mozzafiato dal punto più alto della piramide.

Ma, proprio in quel momento, il sole appena sorto - che negli ultimi minuti era stato coperto da una morbida nuvola biancastra -, lanciò tre dei suoi meravigliosi raggi sulla cima della piramide. E, come per magia, i tre raggi diedero vita a tre splendide Dee.

 




 

 

 

«Wow!» esclamò il giovane messicano, incredulo di ciò che i suoi occhi stavano ammirando. 

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Davanti a lui vi erano tre Dee. Tre Dee distanziate l’un l’altra da una decina di metri.

Patricio non poteva crederci.

La leggenda del libro si era tramutata in realtà.

Così, ancora abbagliato dai raggi del sole e dalle tre splendide Dee, non perse tempo e si diresse verso la prima Dea, alla sua sinistra.





 

 

 

«Buongiorno signora.»

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«Buongiorno ragazzo, sono felice di vederti qui. Qual è il tuo nome?»

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«Il mio nome è Patricio.» rispose un po’ intimorito il giovane messicano.

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«Piacere di conoscerti, Patricio. Il mio nome è Raquel, e sono qui per aiutarti».

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«Ne sono lusingato, Dea Raquel. In che modo potrà aiutarmi?»

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«Se ti trovi qui in questo momento,» proseguì la Dea, «significa che senti il desiderio di capire come coltivare il tuo genio creativo. 

Ciò che faremo io - e le altre due Dee - sarà offrirti tre segreti per stimolare maggiormente la parte destra del tuo cervello».

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«La parte destra? Per quale motivo dovrei sviluppare maggiormente una parte del cervello rispetto all’altra?» chiese il ragazzo.

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«Il motivo è molto semplice, Patricio. La parte sinistra del tuo cervello, molto probabilmente, è già abbastanza sviluppata.

Se ti trovi qui è perché la parte destra ha bisogno di essere stimolata maggiormente.

La parte destra del tuo cervello, caro ragazzo, è la parte deputata alla creatività».

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Il ragazzo fece cenno con la testa di aver capito e fece proseguire la Dea.

 

 

 

 

 

 

«Ora, io e le altre due Dee ti offriremo tre segreti. Tre segreti che portano con sé tre parole magiche. Esse cominciano con le iniziali dei nostri nomi.

Prima però, vorrei assicurarmi che tu sia pronto a ricevere i nostri consigli. Per questo motivo ti chiedo: sei disposto a mettere in pratica i consigli che ti offriremo?» 

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«Sì, certo che sì!» esclamò il giovane messicano. 

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«Ottimo, possiamo partire! Il segreto che io personalmente voglio trasmetterti, caro Patricio, è il segreto del Riordino».

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«Signora, cosa intende con la parola Riordino?» domandò incuriosito il ragazzo.

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«Ti faccio subito una domanda,» replicò la Dea, «preferisci abitare in una casa ordinata o in una casa disordinata?»

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«Beh, preferirei di gran lunga vivere in una casa ordinata.»

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«Bene, come la maggior parte delle persone preferirebbe avere una casa sempre ben ordinata, allo stesso modo il tuo cervello funzionerà meglio se verrà mantenuto continuamente in ordine. 

Le mille attività che fai durante la giornata ti portano inevitabilmente a creare un po’ di confusione nel tuo cervello, portando di conseguenza del caos al suo interno.

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Anche se a volte il disordine presente in casa potrebbe innescare la tua creatività, questo non vale se la confusione si trova nel tuo cervello.

O meglio, dalla confusione può sicuramente nascere creatività, ma per farla nascere c’è prima bisogno di fare ordine fra tutto il caos che vige nella tua testa».

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«Capisco ciò che mi sta dicendo. In quest'ultimo periodo sono accadute tante cose nella mia vita. Cose che hanno portato a spegnere la mia creatività.» 

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«Non temere ragazzo, ora capiamo come riaccenderla. Ti faccio subito una domanda: ti è mai successo di arrivare a metà giornata - o al termine di essa - e di avere la testa piena zeppa di pensieri?» 

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«Oh sì, ultimamente mi succede molto spesso.» 

Creatività e problem solving: come coltivare il pensiero creativo 

 

 

«Bene, un modo per riordinare la tua mente è quello di prendere il tuo diario personale e trascrivere tutto ciò a cui stai pensando in quel momento.»  

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«Mi sta dicendo che devo trascrivere ogni mio pensiero?» 

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«Sì ragazzo, la creatività non può nascere in un habitat confusionario.» 

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«Quindi, cosa dovrei fare?» 

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«È semplice: non dovrai farai altro che trascrivere tutto ciò che ti viene in mente sul tuo diario e organizzare in modo lineare i tuoi pensieri. 

Il fatto di trascrivere nero su bianco i tuoi pensieri, ti permetterà, prima di tutto, di notarli con i tuoi occhi. E, successivamente, ti aiuterà a vederli in modo più limpido e organizzato.   

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Il modo in cui li andrai a riorganizzare sul tuo diario sarà il nuovo modo in cui la tua mente tenderà a immagazzinarli.

Alcuni di questi pensieri potresti cancellarli. Altri, invece, li andrai semplicemente a ordinare. 

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Ecco che con una mente più libera e organizzata potrai far funzionare meglio il tuo cervello, specialmente il suo emisfero destro». 

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«D’accordo signora, farò come mi ha consigliato. Mi prenderò del tempo per riordinare costantemente i miei pensieri. 

Oltre a ciò, c’è qualcos’altro che devo fare?» chiese il giovane messicano. 

Creatività e problem solving: come coltivare il pensiero creativo 

 

 


«Nient’altro Patricio. Solo riordinare.» rispose la Dea. 

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Patricio non fece in tempo a ringraziarla che quasi per magia Dea Raquel scomparve dal nulla.

Davanti a lui, ora, vi erano solamente due Dee.

Nel frattempo, il sole messicano aveva iniziato ad illuminare l'intera area delle piramidi e, in compagnia a un leggero venticello, faceva sembrare a Patricio di essere parte della leggenda letta la sera prima.

Il giovane messicano si incamminò verso la seconda Dea.

 

 

  

 

 

«Buongiorno signora.» 

Creatività e problem solving: come coltivare il pensiero creativo

 

  

«Ciao Patricio, il mio nome è Rebeca.»

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«Buongiorno Dea Rebeca.» rispose il ragazzo un po’ emozionato. «La Dea Raquel mi ha offerto il primo segreto per coltivare la mia creatività.

Ha per caso anche lei un segreto da offrirmi?»

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«Assolutamente sì, ragazzo. Anche il mio consiglio inizia con la lettera R, e anch’esso ha l’obiettivo di sviluppare la parte destra del tuo cervello.»

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«Fantastico! Sono tutt’orecchi.»

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«Il segreto che voglio offrirti,» proseguì la Dea, «è il segreto del Riposo

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«Riposo? Cosa c'entra il riposo con la mia creatività?» chiese stranito il giovane messicano.

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«Vedi ragazzo, si crede spesso che il sonno sia una perdita di tempo. 

Leggiamo di grandi uomini e donne della storia che dormivano poche ore a notte, e crediamo che quella sia la soluzione al successo. 

La realtà però è ben diversa. Anche i grandi eroi e le grandi eroine della storia dormivano a lungo.

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Essi, infatti, dedicavano solamente alcuni periodi della loro vita a dormire poche ore. 

Questi periodi combaciavano con le finestre temporali nelle quali dovevano essere estremamente produttivi e dovevano lavorare sodo. 

Ciò che però dimentichiamo è che prima di tali periodi di produttività, essi rimanevano ore e ore a dormire per far germogliare la loro vena creativa.»

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«Davvero? Non lo sapevo.» ammise il ragazzo.

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«Sì Patricio, davvero. Vi sono prove che Leonardo Da Vinci e Albert Einstein dormivano poche ore a notte solamente in alcuni periodi. Periodi che nascevano solamente dopo aver trascorso del tempo a riposarsi e a far nascere nuove idee.

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Lo stesso Steve Jobs lavorava sodo giorno e notte.

Ricordiamoci però che il suo periodo di massima creatività è avvenuto in India, quando ha staccato la spina dalla frenesia e ha passato gran parte del suo tempo a dormire e rilassarsi. 

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Quindi,» continuò la Dea, «se il tuo obiettivo, in questo momento, è quello di rafforzare il cervello per stimolare la creatività, ricordati che il riposo è un’arma vincente.»

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«Wow! È per questo motivo che i bambini sono così creativi?» chiese Patricio, portando per un attimo alla mente la sua cuginetta Monica.

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«Esattamente!» rispose la Dea. «Essi, dormendo oltre otto ore al giorno, stimolano maggiormente l’emisfero destro del cervello.

Di conseguenza, sono molto più creativi degli adulti.

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Ricordati inoltre che durante il sonno il cervello continua a funzionare. 

Esso, mentre dormiamo, ha l’obiettivo di riorganizzare il tutto. 

Se lo interrompiamo durante la riorganizzazione rischiamo di mantenere il caos al suo interno». 

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«Mi sta quindi dicendo che se voglio coltivare la mia creatività devo riposare di più?» 

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«Sì, e non solo. Ricordati che prima della quantità viene la qualità.

Fai in modo che il tuo sonno sia regolare per tutta la notte. Non sempre andare a dormire tardi è la soluzione alla creatività.» 

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Le parole della Dea si interruppero e, con delicatezza, scomparve anch’ella dalla sommità della Piramide. 

Il ragazzo, incredulo di ciò che gli stava accadendo in quella strana giornata, spostò subito gli occhi sulla terza Dea. 




 

 

 

«Patricio, siamo rimasti solo io e te!» esclamò la Dea, non appena notò di essere osservata dal giovane messicano.

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«Buongiorno signora, piacere di conoscerla.» disse il ragazzo, avvicinandosi alla Dea.

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«Il piacere è mio. Il mio nome è Reyna.» 

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«Ha anche lei un consiglio per me?»

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«Sì, ragazzo. Tuttavia, prima di poter offrirti il terzo segreto ho bisogno che tu mi ripeta le due parole che hai scoperto sin qui.» 

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«Intende i consigli che mi hanno offerto Dea Raquel e Dea Rebeca?» 

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«Sì, esatto. Quali sono le due parole che porterai con te da adesso in poi?» 

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«Riordino e Riposo!» esclamò il giovane in modo deciso. 

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«Bene, mi fa piacere che tu abbia già interiorizzato i primi due segreti. Immagino ti farà piacere conoscere il terzo.» 

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«Sì, sono curioso!» 

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«Il segreto che voglio offrirti inizia anch’esso con la lettera R, e si basa sulla parola Rilassamento.»  

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«Signora, non mi dica che dovrò nuovamente dormire.» disse stranito il ragazzo. 

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«No, non preoccuparti. Il segreto che poco fa ti ha offerto Dea Rebeca si basava sul sonno e sul riposo. 

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Il mio segreto, invece, è quello di aggiungere delle pause di relax nelle tue giornate.» 

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«Quindi non dovrò dormire? Dovrò solamente rilassarmi?» chiese conferma il giovane messicano.  

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«Esattamente. Dimmi un po’ Patricio, ti è mai successo di avere una particolare idea proprio nei momenti di totale rilassamento? Magari scherzando fra amici, oppure nel bel mezzo di una passeggiata o semplicemente sdraiato sul tuo giardino di casa.»   

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«Sì signora, mi è già successo, anche se devo ammetterle che nell’ultimo periodo non ho avuto molto tempo per rilassarmi.» 

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«Bene ragazzo, sappi che è proprio questo il motivo per il quale la tua vena creativa sembra scomparsa.

Non prendendoti dei momenti per rilassarti non stai permettendo al tuo cervello di creare.» 

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«Quindi, cosa mi consiglia di fare?» chiese il ragazzo, intrepido di conoscere il terzo segreto. 

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«Un ottimo modo per rilassarsi,» proseguì la Dea, «è sicuramente quello di praticare della camminata. Della camminata lenta.  

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I grandi personaggi della storia ci hanno raccontano quanto le camminate siano state per loro fonte di grande ispirazione.

Queste camminate, ancor meglio se svolte in mezzo alla natura, fungono da meditazione attiva.» 

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«Mi sta dicendo che può essere considerata una sorta di mindfulness?» 

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«Sì, proprio così. Il fatto di mantenere lo stesso identico ritmo durante tutta la camminata, ci immette in un flusso meditativo nel quale diamo maggior spazio all’emisfero destro del nostro cervello.

La natura inoltre, con i suoi colori, i suoi profumi e i suoi suoni, va proprio a toccare le nostre emozioni più profonde. 

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Questo fa di conseguenza innescare un vero e proprio allenamento per l’emisfero destro del cervello.» 

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«Wow, è magnifico!» esclamò il giovane messicano.

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«Sì, è magnifico ragazzo! Detto ciò, se vuoi sperimentare la camminata come stimolo per il tuo cervello, ti basterà camminare in modo molto lento e rilassato.»

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«Signora, avrei una domanda: dovrò camminare normalmente o esiste un metodo specifico?»

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«Sì, se vuoi fare in modo che la camminata abbia un maggior effetto, puoi utilizzare il metodo di noi Dee. 

Inizialmente, dovrai concentrarti sul tuo modo di appoggiare il piede a terra.  

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Dovrai percepire come il tallone toccherà il terreno prima della punta.

Dovrai poi percepire se ad appoggiarsi al terreno sarà prima il lato destro o il lato sinistro dei tuoi piedi.

Insomma, durante i primi minuti della camminata cercherai di percepire tutto il tuo corpo, come se stessi facendo una sorta di scansione corporea. 

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Ascolterai i suoni che normalmente non faresti attenzione ad ascoltare.

Annuserai i profumi che normalmente non faresti attenzione ad annusare.

Guarderai le immagini che normalmente non faresti attenzione a vedere.

E infine, sentirai le sensazioni e le emozioni che normalmente non faresti attenzione a vivere.

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Una volta fatto ciò, ti lascerai semplicemente trasportare dalla camminata, senza forzarti nell’avere nuove idee.

Le idee, infatti, nasceranno dal momento in cui darai massima libertà al tuo cervello.»

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«Signora, in sostanza si tratta di un’attività di consapevolezza. Dico bene?» 

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«Sì, dici bene, Patricio.» 

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«Wow! Non vedo l’ora di immergermi nella natura e sperimentare questo terzo segreto!»

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«Sì ragazzo, sperimenta, sperimenta.»

«È tutta una questione di sperimentazione.

Sperimentando, sperimenterai».

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Le parole di Dea Reyna si congelarono e, come Dea Raquel e Dea Rebeca, anch’ella svanì nel nulla.

Patricio rimase solo in cima alla Piramide.

Il sole alto nel cielo venne per un attimo coperto da una nuvola di colore rosaceo e, proprio da quella piccola e soffice nuvola, il ragazzo vide scendere un bigliettino.

Patricio lo prese al volo prima che tocchi terra, e lo lesse a bassa voce.






 

 

“Riordinare, riposare, rilassarsi: le idee non vanno chiamate, le idee vanno attratte.”

Creatività e problem solving: come coltivare il pensiero creativo

 



 

 

 

Conclusione

Ora, il giovane Patricio, grazie ai segreti offerti dalle tre Dee della Piramide del Sole, sa come ridare vita alla sua innata creatività.

Grazie al primo segreto, ha capito essere necessario riordinare continuamente la propria vita e il proprio cervello.

Grazie al secondo segreto, si è reso conto che il sonno non è una perdita di tempo, ma anzi è un vero e proprio allenamento per la parte destra del proprio cervello.

Infine, grazie al terzo segreto, ha compreso che la sua vera creatività sorgerà solamente prendendosi delle parentesi di tempo per potersi rilassare.

D’ora in poi, attraverso il riordino, il riposo e il rilassamento, il giovane messicano non dovrà più andare in cerca di nuove idee. Saranno le idee ad essere attratte da lui.

In Messico tornerà a brillare l’unicità di Patricio.


Soft skills, creatività e pensiero creativo - Come coltivare il lato creativo

 

  

 

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