Emozioni al lavoro: come aiutare i propri collaboratori a gestirle.

 

Ognuno di noi vive emozioni al lavoro.

A volte esse possono essere funzionali.

Altre volte invece, rischiano di bloccarci.

La domanda ora è: “c’è un modo per gestire le emozioni al lavoro?”

O ancor meglio: “c’è un modo per aiutare i propri collaboratori a controllare le proprie emozioni?”

 

La risposta è .

E per farlo ci viene incontro il Cerchio del Controllo.

Un esercizio pratico che potrete portare in azienda per far sentire i vostri collaboratori più autonomi nella gestione delle proprie emozioni.

Un esercizio che vi avrà distinto dalla concorrenza, e vi farà notare come un’azienda unica.

Stiamo per iniziare il 24° episodio di Moonly TRAINING.

Partiamo.

 

Come gestire le emozioni al lavoro 

 

 

 

In questo episodio risponderemo alle seguenti domande:

  1. Come gestire le emozioni sul posto di lavoro?
  2. Come aiutare i propri collaboratori a gestire le proprie emozioni?
  3. Perché l’intelligenza emotiva sta scalando così in fretta la classifica delle soft skills più importanti?
  4. Che cos’è il Cerchio del Controllo?
  5. Quali sono le principali emozioni che le persone possono vivere al lavoro?
  6. Qual è un esercizio pratico per gestire le emozioni al lavoro?
  7. In che modo le emozioni possono influenzare le attività lavorative?

  

 

 moonly luna

 

Moonly

 

Come sempre, massima trasparenza.

  • L'episodio che stiamo per iniziare non contiene alcuna pubblicità o link di affiliazione.
  • Abbiamo scelto lo sfondo nero per non stancare i tuoi occhi.
  • Più il luogo nel quale ti trovi è buio migliore sarà la tua esperienza di apprendimento.
  • Ci piacerà leggere il tuo feedback anonimo qui.
  • Se vuoi ottimizzare il tuo tempo puoi scaricare l'estratto dell'episodio qui.
  • La maggior parte degli episodi sono realizzati in collaborazione con il nostro pool di Psicologi, Business Coach e Data Scientist che stanno portando avanti il nostro progetto di Auto-leadership.
  • Se preferisci la modalità "video", qui sotto trovi il video dell'episodio (il testo è più ricco di dettagli).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come gestire le emozioni al lavoro.

Le emozioni al lavoro non mancano.

Qualsiasi persona vive delle emozioni durante il lavoro

Ci sono però volte nelle quali queste emozioni sembrano frenare i propri collaboratori.

Volte nelle quali emozioni spiacevoli finiscono per bloccare letteralmente le persone.

 

Le emozioni sul posto di lavoro possono bloccare 

 

Quello che vedremo in questo episodio è un esercizio (molto semplice ed efficace) per aiutare i vostri collaboratori a gestire al meglio le proprie emozioni.

Un esercizio che potrai sperimentare sulla tua pelle, e poi condividere in azienda. 

 

Emozioni provate sulla propria pelle

 

 

Sappiamo bene quanto l’intelligenza emotiva negli ultimi anni sia diventata una delle soft skills più richieste nel mondo del lavoro.

Secondo una ricerca di LinkedIn, l'intelligenza emotiva è riuscita in pochi anni a meritarsi il 5° posto tra le soft skills.

Superata solamente (per ora) da: 

 

Intelligenza emotiva tra le più importanti soft skills

 

 

Siamo entrati nell’era dell’incertezza e dei cambiamenti improvvisi.

La tecnologia e l’innovazione ci stanno portando a vivere periodi di forte cambiamento.

Di conseguenza anche le emozioni sono sempre più altalenanti.

 

Emozioni altalenanti al lavoro

 

 

Una delle sfide che maggiormente vivranno le aziende nei prossimi anni sarà proprio quella di affrontare il cambiamento con meno conseguenze negative possibili.

Il rapido cambiamento infatti, se da un lato ci porta a innovare e a crescere più velocemente, d’altro lato fa vivere alle persone un’esplosione di emozioni.

 

Emozioni che vengono vissute in azienda

 

 

I nostri nonni non erano abituati a vivere stati d’animo così altalenanti durante una singola giornata.

Essi potevano passare dalla felicità alla rabbia una volta al giorno (a volte una volta alla settimana).

Oggi, nel mondo del lavoro, le persone vivono decine di emozioni in una sola giornata.

Questo sta comportando un aumento dei livelli di stress, ansia, depressione e insonnia.

 

Stress, ansia, depressione e insonnia al lavoro

 

 

Questo vale per qualsiasi figura professionale

Pensiamo ai venditori che si ritrovano ogni ora a vivere momenti di frustrazione.

Oppure pensiamo ai Team Tech che sono continuamente in balia delle piattaforme tecnologiche e devono continuamente risolvere Bug tecnici che sembrano provenire dal nulla.

 

Intelligenza emotiva al lavoro

 

 

 

Anche il Team marketing si ritrova a fronteggiare cambi di algoritmi improvvisi e campagne marketing che da un momento all'altro sembrano non perfomare più come prima.

Oppure pensiamo al Custumer Service che si trova a fronteggiare la rabbia dei clienti.

 

 Intelligenza emotiva al lavoro

 

 

O ancora riflettiamo al Team Finance che si ritrova ogni settimana con nuove leggi e nuove regole che rischiano di scombussolare tutte le proiezioni finanziarie.

E anche chi lavora nell’area HR non è privo di forti cambiamenti e fonti di stress.

Gli HR hanno a che fare con sempre più attività: analisi di dati, campagne di employer branding e people analytics, attività innovative di microlearing, coaching, mentoring.

 

Intelligenza emotiva ed emozioni come controllarle

 

 

Insomma, dalle emozioni altalenanti non ci si scappa.

Prima di approfondire il Cerchio del Controllo vediamo quali sono le 8 principali emozioni che le persone vivono al lavoro (e al di fuori di esso).

 

 

Momento di riflessione: le emozioni che i vostri collaboratori vivono al lavoro possono essere influenzate dalla loro identità?

Al minuto 02:21 (del video che trovi qui sotto) capiamo come alcuni manager tendono a schiacciare l'identità dei propri colleghi. 

 

Qui troverai l'episodio completo.

 

 

 

 

 

Le 8 emozioni primarie

Le emozioni che le persone possono provare sono molteplici.

Negli ultimi anni, diversi studiosi hanno cercato di suddividerle in categorie.

Daniel Goleman, uno dei padri fondatori dell’intelligenza emotiva, nel suo libro “Intelligenza emotiva”, le ha classificate secondo otto grandi emozioni primarie.

Da queste otto emozioni, secondo lui, prendono vita tutte quelle che vengono considerate emozioni secondarie.

 

Le emozioni primarie di Daniel Goleman

 

 

Quindi, prima di analizzare il Cerchio delle Controllo vediamo un breve elenco di quelle che sono le otto emozioni primarie.

 

La prima emozione è la collera.

Essa può dare vita alla furia, allo sdegno, al risentimento, all’ira, all’esasperazione, all’indignazione, all’irritazione, all’acrimonia, all’animosità, al fastidio, all’irritabilità, all’ostilità, all’odio o alla violenza patologica.

 

Gestire l'emozione della collera al lavoro

 


 
La seconda emozione è la tristezza.

Essa può dare vita alla pena, al dolore, alla mancanza d’allegria, alla cupezza, alla malinconia, all’autocommiserazione, alla solitudine, all’abbattimento, alla disperazione o, in casi patologici, alla depressione grave.
 

 

Gestire l'emozione della tristezza al lavoro

 

 


La terza emozione è la paura.

Essa può dare vita all’ansia, al timore, al nervosismo, alla preoccupazione, all’apprensione, alla cautela, all’esitazione, alla tensione, allo spavento, al terrore, alla fobia o al panico.

 

Gestire l'emozione della paura al lavoro

 

 


La quarta emozione è la gioia.

Essa può dare vita alla felicità, al godimento, al sollievo, alla contentezza, alla beatitudine, al diletto, al divertimento, alla fierezza, al piacere sensuale, all’esaltazione, all’estasi, alla gratificazione, alla soddisfazione, all’euforia, al capriccio o, a volte, anche all’entusiasmo maniacale.

 

Gestire l'emozione della gioia in azienda

 

 

 

La quinta emozione è l’amore.

Essa può dare vita all’accettazione, alla benevolenza, alla fiducia, alla gentilezza, all’affinità, alla devozione, all’adorazione, all’infatuazione o all’agape.
 

 

Gestire l'emozione dell'amore al lavoro

 

 


La sesta emozione invece è la sorpresa.

Essa può dare vita allo shock, allo stupore, alla meraviglia o al trasecolamento.
 

 

Gestire l'emozione della sorpresa

 

 


La settima emozione è il disgusto.

Essa può dare vita al disprezzo, allo sdegno, all’aborrimento, all’avversione, alla ripugnanza o allo schifo.

 

Gestire l'emozione del disgusto al lavoro

 

 


 
Infine, l’ottava emozione è la vergogna.

Essa può dare vita al senso di colpa, all’imbarazzo, al rammarico, al rimorso, all’umiliazione, al rimpianto, alla mortificazione, o alla contrizione.
 

 

Gestire l'emozione della vergogna al lavoro

 

 

Queste sono le otto emozioni primarie secondo Daniel Goleman. 

Ora che abbiamo un quadro principale di queste emozioni capiamo che cos’è il Cerchio del Controllo e come potrete implementarlo in azienda.

 

 

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Momento di riflessione: quali sono i 6 blocchi che rischiano di far vivere emozioni spiacevoli ai vostri collaboratori?

Al minuto 01:34 (del video che trovi qui sotto) avrai iniziato a comprendere i 6 blocchi (3 interni + 3 esterni) che bloccano le persone.

 

 

Qui troverai l'episodio completo.

 

 

 

 

 

Il Cerchio del Controllo 

Ora che abbiamo una panoramica generale di quelle che sono le emozioni, vediamo che cos’è il Cerchio del Controllo.

Il Cerchio del Controllo è un esercizio per controllare le proprie emozioni al lavoro. 

È un esercizio che dovrà essere spiegato da parte di ogni Team Leader all’interno del proprio team.

In questo modo le persone capiranno come gestire le proprie emozioni e diventeranno autonome e responsabili nella loro gestione.

 

Intelligenza emotiva, autonomia e responsabilità

 

 

L’esercizio può essere svolto:

  • sia in momenti delicati dal punto di vista emotivo
  • sia come esercizio per fare ordine fra tutte le emozioni che viviamo quotidianamente. 

 

Fare ordine fra tutte le emozioni che si vivono al lavoro

 

 

Prima di tutto la persona prenderà un foglio bianco e raffigurerà un cerchio.

Essendo un esercizio molto visivo è fondamentale che la persona lo raffiguri.

Non è bene svolgere questo esercizio solamente “a mente”.

Ci deve essere una componente visiva.

 

Cerchio del controllo delle emozioni

 

 

Una volta che avrà disegnato il cerchio raffigurerà all’interno di esso dei pallini.

Il numero di pallini non è importante.

L’importante è che dal punto di vista visivo veda dei pallini al suo interno.

 

Controllare le emozioni piacevoli al lavoro

 

 

Ora che ha disegnato questi pallini dovrà prendere un altro foglio.

Il nuovo foglio avrà come titolo “Azioni di cui ho il pieno controllo”.

In questo foglio la persona andrà a fare un elenco di tutte quelle che sono le azioni che svolge quotidianamente, e che sono sotto il suo pieno controllo.

 

Come avere il controllo delle proprie emozioni al lavoro

 

 

Le emozioni che viviamo infatti sono spesso influenzate dalle azioni che facciamo

 

Il venditore chiude una vendita?

Ecco che vivrà un’emozione piacevole.

Il venditore non chiude una vendita?

Ecco che vivrà un’emozione spiacevole.

 

Emozioni piacevoli e spiacevoli

 

 

L’addetta al Customer Service riceve un complimento?

Ecco che vivrà un’emozione piacevole.

La stessa addetta al Customer Service riceve una critica?

Ecco che vivrà un’emozione spiacevole.

 

Emozioni di vario tipo al lavoro

 

 

Detto ciò la persona dovrà scrivere un elenco delle attività/azioni che sono sotto il suo pieno controllo.

Ora ti starai chiedendo: “a cos'è servito l’altro foglio con il cerchio e i pallini al suo interno?”

Te lo spiego subito.

L’esercizio che la persona dovrà svolgere è un esercizio molto riflessivo.

Perciò, potrebbe trovare giovamento nel riflettere sulle azioni sotto il proprio controllo guardando un cerchio con all'interno dei pallini.

 

 

Esercizio intelligenza emotiva 

 

 

Questo l’aiuterà a riflettere su tutte quelle attività che vi sono all’interno del suo cerchio.

Per fare un ottimo lavoro bisognerebbe scrivere le azioni all’interno del cerchio.

Svolgendo però l’esercizio su un semplice foglio A4 potrebbe risultare difficile.

Sarebbe ottimale svolgere questo esercizio su un cartellone.

 

Esercizio pratico gestione delle emozioni

 

 

Detto ciò, facciamo un esempio pratico.

Immagina Luna, un’addetta al Customer Service. 

 

Luna

 

 

Luna, tra le attività sotto il suo pieno controllo scriverà:

  • rispondere in modo educato al cliente
  • organizzare delle VideoCall per effettuare dei micro-sondaggi
  • inviare la newsletter settimanale
  • creare le FAQ per il sito web
  • mantenere ordinato il CRM aziendale

 

Queste sono tutte le attività che Luna svolge e che sono sotto il suo pieno controllo.

 

Avere il controllo delle emozioni

 

 

A questo punto Luna (come i vostri collaboratori) tornerà nel primo foglio (quello con i pallini all’interno del cerchio) e raffigurerà dei pallini all’esterno del cerchio. 

 

Modello per controllare le emozioni negative

 

 

Una volta fatto prenderà un altro foglio ancora e, mentre guarderà il cerchio con i pallini al suo esterno rifletterà su quali sono le attività che non sono sotto il suo controllo.

Il nuovo foglio avrà come titolo “Azioni di cui non ho il pieno controllo” (questo è il terzo foglio).

 

Riflettere sulle emozioni al lavoro

 

 

Luna, una volta riflettuto, inizierà quindi a fare un elenco di tutte quelle che sono le attività che non sono sotto il suo controllo.

Tra le varie attività scriverà:

  • ricevere una critica (o un complimento) da parte di un cliente arrabbiato
  • ricevere una recensione negativa (o positiva) nell’App store aziendale
  • effettuare una VideoCall incompleta a causa del cliente che si è presentato in ritardo
  • essere offesa da colleghi e/o clienti.

 

Le emozioni fuori dal nostro controllo

 

 

Lo so che tutto ciò potrebbe sembrare scontato.

Ma quante volte le persone si fanno influenzare da questi avvenimenti?

La realtà è che Luna (se ha svolto ciò che è di sua piena responsabilità) non può controllare queste azioni.

 

Emozioni che non si possono controllare

 

 

Certo, Luna:

  • potrà migliorare il suo modo di atteggiarsi con il cliente;
  • dovrà fare in modo che la recensione sull’App Store sia positiva;
  • potrà spiegare al cliente che la VideoCall deve essere svolta in orario;
  • dovrà fare in modo di non essere offesa da colleghi e clienti.

 

Ciò però non vuol dire che dovrà rimanere per ore (o per giorni) immersa in delle emozioni spiacevoli.

È inutile provare delusione, tristezza, frustrazione o rabbia per un atteggiamento altrui.

 

Eliminare emozioni negative al lavoro

 

 

Luna, dovrà invece capire che cosa è bene fare affinché quel problema (non totalmente di sua responsabilità) venga in qualche modo risolto.

Luna dovrà comprendere che non ha senso darsi delle colpe, arrabbiarsi o entrare in stati d’animo negativi ogni volta che: 

  • riceve una critica
  • riceve una recensione negativa
  • effettua una VideoCall incompleta (a causa del ritardo del cliente)
  • viene offesa.

 

È il Cerchio del Controllo che parla.

Esso sta dicendo a Luna che tutte queste attività non sono sotto il proprio controllo.

 

Il senso di colpa al lavoro

 

 

Immagina che ora una persona mi offenda per il fatto di aver scritto questo episodio.

Io potrei prendere quell’offesa e, in modo razionale, valutare se c’è del margine di miglioramento da parte mia.

Se però so di essermi comportato in modo etico e di aver dato del vero valore al lettore, non c’è motivo per il quale dovrò provare frustrazione o rabbia.

Siamo in oltre 7 miliardi di persone su questo pianeta.

A qualcuno piacerà il mio modo di scrivere, o sbaglio?

 

Punto di domanda sull'importanza delle emozioni al lavoro

 

 

Ora che i vostri collaboratori avranno identificato le azioni che sono sotto il proprio controllo e le azioni che invece non lo sono (e che li stanno influenzando negativamente) è arrivato il momento del monitoraggio.

 

Monitorare le emozioni che i collaboratori vivono

 

 

Che cos’è il monitoraggio?

È un’attività molto semplice.

La persona dovrà fare una stima dei minuti (o delle ore) che trascorre al giorno facendosi influenzare dalle attività esterne (solamente le attività che innescano emozioni negative).

In questo modo avrà monitorato il tempo che spende ogni giorno in attività che rischiano di farle vivere emozioni spiacevoli.

 

Vivere le emozioni al lavoro

 

 

Attenzione: questo non significa che quelle azioni dovranno essere eliminate.

Tornando all'esempio di Luna, essa (probabilmente) continuerà a:

  • ricevere critiche
  • ricevere recensioni negative
  • effettuare VideoCall incomplete
  • venire offesa.

 

Diventando però consapevole del tempo che spende ogni giorno in queste attività, potrà comprendere come gestire al meglio quel tempo.

 

Come essere consapevoli delle emozioni

 

 

Se ad esempio Luna si rende conto che ogni giorno (dalle 14:00 alle 15:00) controlla le recensioni sull’App Store (o su Google), e sa di entrare in uno stato d’animo negativo, potrebbe decidere di:

  • prendersi 10 minuti (dalle 13:50 alle 14:00) per ascoltarsi un brano musicale che le trasmette felicità;
  • farsi una passeggiata rigenerante al parco dalle 15:00 alle 15:10.

 

Esempio controllo emozioni e intelligenza emotiva

 

 

In questo modo:

  • affronterà quell’attività "emotivamente spiacevole" con uno stato d’animo più funzionale, e risponderà alle recensioni con un tono più solare;
  • al termine dell’attività si scrollerà di dosso le emozioni spiacevoli immergendosi nella natura. In questo modo affronterà le ore successive con la giusta energia (e non rimanendo in uno stato d’animo negativo).

 

Ricordiamoci che il problema non sta nel nel vivere emozioni spiacevoli, bensì:

  • in come affrontiamo quelle emozioni
  • e soprattutto, in come affrontiamo i momenti precedenti e successivi a quell'emozione.

 

Intelligenza emotiva esempio

 

 

Se un venditore si sente frustrato per una mancata vendita non è un problema.

Diventa però un problema se quella frustrazione nasce alle 9:30 del mattino e accompagna la persona fino alle 18:00 di sera.

Detto ciò, il mio consiglio è quello di far svolgere il Cerchio del Controllo ad ogni Team Leader (o manager) della vostra azienda.

A quel punto, una volta che l’avranno sperimentato su di sé, potranno farlo fare ai propri colleghi (=coerenza).

 

Coerenza e intelligenza emotiva

 

 

In questo modo riuscirete a "scalare velocemente" questo esercizio all’interno di tutta l’azienda.

Le persone vi ringrazieranno.

 

 

 

Momento di riflessione: le emozioni dei vostri collaboratori possono essere influenzate dalle proprie convinzioni (bloccanti)?

Al minuto 04:24 (del video che trovi qui sotto) vedremo tutto.

 

Qui troverai l'episodio completo.




 

 

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Prima di concludere l'episodio

Prima di passare alla parte conclusiva di questo episodio ti invito a scaricare il nostro Moonly PLAYBOOK, il manuale strategico da leggere in 1 minuto

Scaricandolo ora:

  • avrai cristallizzate tutte le strategie pratiche che abbiamo trattato in questo episodio, senza correre il pericolo di dimenticartele
  • potrai tenere sempre con te le strategie pratiche da applicare in azienda, senza dover tornare nuovamente in questo episodio per rileggerle;
  • potrai condividere le strategie appena apprese direttamente con i tuoi colleghi, senza rischiare di dimenticarti ciò che hai appena letto. 

 

Playbook -  Emozioni al lavoro

 

 

 

 

 

Conclusioni

Anche questo episodio (come gli altri) si sta concludendo.

In questo episodio abbiamo capito che le persone che non sanno controllare le proprie emozioni:

  • rischiano di farsi influenzare da eventi esterni che non sono sotto il proprio controllo;
  • tendono a vivere le ore successive all’evento spiecavole in uno stato d’animo negativo;
  • hanno difficoltà a ritrovare lo stato d’animo ideale per portare avanti il proprio lavoro.

 

Emozioni al lavoro e stati d'animo

 

 

Per riuscire a prendere il controllo delle proprie emozioni, i vostri collaboratori potranno utilizzare il Cerchio del Controllo. Per farlo dovranno percorrere 6 passi principali:

  1. Raffigurare un cerchio con dei pallini al suo interno.
  2. Fare un elenco delle azioni che sono sotto il proprio controllo.
  3. Raffigurare i pallini all’esterno del cerchio disegnato precedentemente.
  4. Fare un elenco delle azioni che non sono sotto il proprio controllo.
  5. Comprendere il tempo che spendono nelle attività che non sono sotto il proprio controllo.
  6. Identificare delle attività (es. brano musicale, camminata al parco...) che possano aiutarle a cambiare stato d'animo e a vivere quei momenti (e i momenti precedenti e successivi) in modo più funzionale

 

Sei passi per gestire le emozioni al lavoro

 

 

Tutto ciò avrà permesso ai vostri collaboratori di diventare delle persone:

  • più capaci di gestire le proprie emozioni al lavoro (e al di fuori di esso);
  • più intelligenti dal punto di vista emotivo (EQ);
  • più empatici nel comprendere le proprie emozioni, e le emozioni dei propri colleghi.

 

L'importanza dell'intelligenza emotiva al lavoro

 


Grazie a questa loro responsabilità acquisita (responsabilità = abilità di dare una risposta agli eventi) si sentiranno:

  • delle persone indipendenti di gestire le proprie emozioni;
  • delle persone libere di gestire gli eventi della vita;
  • delle persone realizzate nel poter aiutare oltre che se stesse, anche i propri colleghi.

Risultati gestione emozioni al lavoro

 


Tutto ciò vi avrà fatto diventare:

  • un’azienda unica (agli occhi dei vostri collaboratori)
  • un’azienda unica (agli occhi dei vostri clienti)
  • un’azienda unica (agli occhi dei vostri futuri talenti)

 

 


Benefici per l'azienda grazie all'intelligenza emotiva




Congratulazioni per aver terminato il 24° episodio di Moonly TRAINING.

Spero che le strategie che ti abbiamo offerto potranno esserti d'aiuto.

Ti sarei davvero grato se investissi 30 secondi del tuo tempo per lasciarci un tuo feedback anonimo qui (nessuna mail richiesta).

Inoltre, sentiti libero/a di condividere il link di questo episodio con tutte le persone che sai già potranno beneficiarne.

Avrai contribuito alla nostra missione.

Grazie, e a presto.

Ciao.

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"Tutto questo per esaltare l'unicità delle persone, facendovi diventare un'azienda unica."

 

Moonly

 

 

 

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