Come aiutare i propri collaboratori a gestire le emozioni e i pensieri.

 

A quanto ammonta il quoziente di intelligenza emotiva dei vostri collaboratori?

Quanto sono in grado di gestire le proprie emozioni?

Sono a conoscenza dei pensieri associati alle proprie emozioni?

Che si parli di Web Developer, Data Scientist, Marketing Specialist, Sales Manager o Responsabili del Customer Service, chiunque deve saper gestire le proprie emozioni.

Se vogliamo fare in modo che i vostri collaboratori non rimangano bloccati in emozioni spiacevoli dobbiamo dare a loro un modello da utilizzare in piena autonomia.

Un modello che li permetta di uscire da quell’emozione spiacevole, non prima però di averla compresa e metabolizzata.

Vediamo ora un esercizio di intelligenza emotiva che potrete offrire ai vostri collaboratori per gestire al meglio le emozioni al lavoro.

Un esercizio che li avrà fatti sentire più responsabili, più autonomi e più empatici.

Stiamo per immergerci nel 32° episodio di Moonly TRAINING.

Partiamo.

 

 

Intelligenza emotiva al lavoro

 

 

 

 

In questo 32° episodio risponderemo alle seguenti domande.

  1. Come aiutare i propri collaboratori a gestire le proprie emozioni al lavoro?
  2. In che modo l’era della responsabilità sta facendo vivere alle persone una moltitudine di emozioni?
  3. Qual è un esercizio di intelligenza emotiva da offrire ai propri collaboratori?
  4. Che correlazione c’è tra le emozioni dei vostri collaboratori e i loro pensieri?
  5. In che modo le emozioni costruiscono la personalità dei vostri collaboratori?
  6. Quali sono i principali vantaggi che le persone otterranno una volta che sapranno gestire le proprie emozioni e i propri pensieri?

 

 

 

luna moonly

Moonly

 

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Responsabilità e intelligenza emotiva.

Sappiamo tutti quanto la gestione (e la consapevolezza) delle proprie emozioni stia diventando sempre più cruciale nel mondo del lavoro.

Questo perché il grado di responsabilità delle persone sta diventando sempre più alto.

Se fino a qualche decina di anni fa la maggior parte della responsabilità era nelle mani del Top Managament, oggi la responsabilità è spalmata su tutta la popolazione aziendale.

 

Intelligenza emotiva e responsabilità al lavoro

 

 

Le persone non sono più viste come delle risorse, bensì come la marcia trainante del business.

Di conseguenza, qualsiasi persona in azienda ha delle importanti responsabilità da portare avanti.

La parola “responsabilità” sta a significare “abilità di dare una risposta”.

In sostanza, tutte le persone in azienda devono diventare abili nel dare una risposta a ciò che le accade.

 

Significato e responsabilità

 

 

Questa respons-abilità porta con sé una moltitudine di emozioni.

La responsabilità fa vivere emozioni quali la soddisfazione, la gratificazione, l’entusiasmo, la fierezza.

Ma può far vivere anche la paura, l’ansia il timore, il nervosismo, l’esitazione, la tensione.

 

Emozioni al lavoro

 

 

Questo ci deve far capire che dietro alla responsabilità vi sono una serie di emozioni che le persone vivono quotidianamente.

È quindi necessario aiutare i propri collaboratori a gestire in autonomia questi momenti delicati, comprendendo fin da subito come approcciarsi con  l’emozione.

Come vedremo poi, l’emozione non deve essere scacciata.

Bisogna invece capire come approcciarci con quell'emozione specifica.

E soprattutto, bisogna capire quali sono i pensieri che danno vita alle proprie emozioni.

 

Pensieri collegati a emozioni

 

 

Come ben sai, le emozioni che i vostri collaboratori vivono al lavoro non sono altro che il frutto dei loro pensieri

Ciò significa che dal momento in cui avranno compreso i propri pensieri riusciranno a comprendere meglio quelle che sono le proprie emozioni.

Di conseguenza riusciranno a dare loro un significato più profondo e costruttivo.

Dico “costruttivo" perché sì, le emozioni “costruiscono”.

Costruiscono la personalità della persona.

Comprendendo le proprie emozioni la persona riuscirà a costruire l’immagine che essa avrà di sé.

 

Personalità

 

 

Detto ciò, vediamo un esercizio da offrire ai vostri collaboratori per aiutarli a gestire al meglio le proprie emozioni.

Prima vedremo la parte teorica, poi passeremo alla parte pratica.

 

      

     

     

    Esercizio intelligenza emotiva - Teoria

    Abbiamo capito che i vostri collaboratori sono continuamente avvolti da emozioni.

    Emozioni che molto spesso nascono dai loro pensieri.

    Ogni pensiero negativo li porta a vivere un’emozione spiacevole.

     

    Pensieri negativi ed emozioni spiacevoli

     

     

    Abbiamo inoltre detto che la chiave sta nel capire quale sia il pensiero che genera l’emozione.

    Questo però non significa che i vostri collaboratori dovranno iniziare a riflettere sul pensiero che genera ogni singola emozione.

    Esistono infatti emozioni molto intense, e altre che invece hanno un'intensità minore.

     

     

    Intensità emotiva

     

     

    L’errore che non bisogna commettere in questa prima fase è quello di voler comprendere i pensieri che generano qualsiasi emozione.

    Il rischio infatti è quello di diventare paranoici o di stressarci ancor di più nell’identificare ogni singolo pensiero che genera un’emozione. 

    La prima cosa che i vostri collaboratori dovranno iniziare a fare è quindi comprendere quale sia il livello di intensità emotiva.

     

    Livello di intensità emotiva

     

     

    Mi spiego meglio.

    Immagina che un vostro collaboratore viva della leggera tristezza. 

    Non sto parlando di un’emozione di tristezza prolungata nel tempo, bensì di qualche attimo di lieve tristezza.

    Quello che potrebbe voler fare la persona è capire in profondità cosa le stia recando tale tristezza.

    Questo gesto però rischierebbe di farla concentrare su qualcosa di poco conto, rischiando addirittura di peggiorare la situazione che sta vivendo. 

     

    Peggiorare situazione emozioni al lavoro

     

     

    Detto ciò, se l’emozione che la persona sta vivendo è bassa, le basterà semplicemente portare l’attenzione su altri pensieri, andare a farsi una passeggiata o farsi una chiacchierata con un collega. 

    È inutile effettuare un’introspezione profonda per un’emozione leggera. 

    Questo potrebbe far entrare la persona in un ciclo di auto-analisi che rischierebbe di immetterla in uno stato d’animo ancor peggiore.

     

     

    Soluzioni emozioni piacevoli e positive

     

     

    Cosa ben diversa se l’emozione che sta vivendo ha un’intensità medio-alta

    In questi casi - soprattutto quando l’emozione si fa viva in modo regolare durante il lavoro - è molto meglio che la persona comprenda ciò che stia davvero accadendo dentro di sé, piuttosto che deviare il pensiero su qualcos’altro.

     

     

    Domanda intelligenza emotiva

     

     

    Per far comprendere in profondità l’emozione che i vostri collaboratori stanno vivendo offrirete loro questo semplice esercizio caratterizzato da tre step.

    Vediamo i tre step uno a uno.

    Al termine vedremo un esempio pratico.

     

    Tre step esercizio intelligenza emotiva

     

     

     

     

     

    Primo step: auto-analisi dei propri pensieri.

    La prima cosa che i vostri collaboratori dovranno fare è effettuare un’auto-analisi dei propri pensieri.

     

    Analisi emozioni al lavoro 

     

     

    Per fare ciò la persona dovrà prendere un foglio di carta (o le note del proprio smartphone) e rispondere a queste domande:

    • A cosa stavo pensando poco prima che iniziassi a sentirmi in quel modo? 
    • C’è qualche pensiero che nei minuti o nei giorni precedenti ha iniziato a farsi vivo nella mia mente?

      

     

    Pensieri associati a emozioni

     

     

    È fondamentale che la persona si prenda del tempo per riflettere, e che porti nero su bianco le risposte a queste domande.

     

    Nero su bianco

     

     

    Non è bene che le risposte vengano tenute a mente

    Esse devono essere trascritte.

    In questo modo riuscirà a vedere con i propri occhi le idee che ha in testa.

    La scrittura è uno strumento potentissimo per fare chiarezza mentale e per imparare a conoscerci in profondità.

     

    Intelligenza emotiva e scrittura 

     

     

    Il vostro collaboratore, ad esempio, potrebbe sentirsi in ansia per un importante appuntamento in programma nei giorni successivi.

    Grazie a queste domande potrebbe rendersi conto che prima di vivere quell’emozione spiacevole ha un pensiero specifico: "ha paura di fare brutta figura durante l’appuntamento".

     

    Emozione della paura al lavoro

     

     

    Nell'esempio pratico che vedremo tra poco approfondiremo il tutto in modo più dettagliato.

    Veniamo ora al secondo step.

     

     

     

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    Momento di riflessione: in che modo le attività quotidiane dei vostri collaboratori sono collegate alle loro emozioni?

    Al minuto 02:14 (del video che trovi qui sotto) vediamo il Cerchio del Controllo: un esercizio di intelligenza emotiva che potrai portare in azienda.

     

     

    Qui troverai l'episodio completo.

     

     

     

     

     

     

    Secondo step: Collocazione dei propri pensieri nel tempo.

    Una volta che i vostri collaboratori avranno analizzato i propri pensieri dovranno capire dove essi sono collocati nel tempo.

     

    Emozioni presenti e future

     

     

    La domanda che la persona dovrà farsi è la seguente.

    "Il pensiero che ha fatto nascere in me l’emozione spiacevole è un pensiero rivolto al passato o al futuro?"

     

    Emozioni collegate a passato e futuro

     

     

    La maggior parte delle emozioni che i vostri collaboratori vivono al lavoro nascono da pensieri rivolti al passato o al futuro.

    Alcuni dei vostri collaboratori potrebbero provare:

    • rabbia nei confronti di un cliente per qualcosa che è accaduto qualche giorno prima;
    • risentimento nei confronti di un collega per un avvenimento passato;
    • paura riflettendo a ciò che è successo il mese scorso;
    • timore di ripetere un errore passato;

     

    Emozioni spiacevoli collegate al passato

     

     

    Altre persone potrebbero provare:

    • ansia per qualcosa che dovrà accadere in futuro;
    • timore per l'appuntamento in programma i giorni seguenti;
    • agitazione per la riunione di domani;
    • stress, pensando alle conseguenze negative che potranno accadere da lì a qualche settimana;

     

    Emozioni spiacevoli collegate al futuro

     

     

    Questo ci fa capire che la maggior parte delle emozioni spiacevoli che i vostri collaboratori vivono al lavoro sono dettate da pensieri rivolti o al passato o al futuro.

    Una volta che la persona avrà capito se il pensiero è rivolto al passato o al futuro dovrà portare attenzione al momento presente.

     

    Emozioni e momento presente

     

     

    In sostanza, dovrà rendersi conto che l’emozione che sta vivendo non ha nulla a che fare con la realtà che sta vivendo in quel momento.

     

    Consapevolezza emotiva

     

     

    Il passato non può essere cambiato.

    Il futuro deve ancora arrivare.

     

    Intelligenza emotiva passato e futuro

     

     

    L’unica cosa che la persona può fare è riportare il focus sul momento presente e capire come migliorare l’attuale situazione.

    Finché i vostri collaboratori avranno la mente nel passato o nel futuro non potranno migliorare il presente.

    Per portare il focus nel momento presente le opzioni sono diverse.

    La persona potrebbe concentrarsi per qualche minuto sulla propria respirazione.

    Potrebbe percepire il proprio corpo.

    Potrebbe sentire il proprio respiro.

    In ogni caso, l'obiettivo è portare i propri pensieri nel momento presente.

     

     

    Momento presente emozioni al lavoro

     

     

    In questo modo la persona andrà ad eliminare gran parte dell’energia negativa che quel pensiero le stava trasmettendo.

    Di conseguenza, anche l’emozione spiacevole ridurrà la sua intensità.

    Una volta fatto ciò, la persona potrà passare al terzo step.

     

      

     

     

    Terzo step: Azione collegata ai pensieri.

    Ora che la persona è riuscita a staccarsi dal passato (o dal futuro) e ha portato il focus sul momento presente dovrà identificare l’azione collegata ai propri pensieri.

     

    Azione collegata a emozioni

     

     

    Mi spiego meglio.

    La persona dovrà farsi questa domanda.

    "L’emozione che sto vivendo mi sta consigliando di svolgere una determinata azione?"

     

    Azione ed emozioni

     

     

    A questa domanda la persona potrà rispondere in uno dei seguenti modi:

    • No

     

    Prima di rispondere no, la persona dovrà riflettere a lungo.

    Spesso infatti, le emozioni che viviamo contengono già l’azione che è bene svolgere.

    Quell’azione che dal momento in cui l’avremo svolta ci sentiremo più in pace con noi stessi.

     

    Emozioni e sensazione di pace con se stessi

     

     

    Pensa a tutte le volte nelle quali ti sei sentito/a in ansia o in apprensione per qualcosa che dovevi fare, e che sapevi che una volta svolta quell’azione specifica, tutto si sarebbe tranquillizzato.

    Quindi, ciò che dovrà fare il vostro collaboratore è identificare l’azione specifica e portarla a compimento il prima possibile.

    Prima riuscirà a portarla a termine, prima riuscirà a sentirsi meglio.

     

    Emozioni e sensazione di stare meglio

     

     

    Nel caso in cui quell’azione non possa essere svolta immediatamente andrà semplicemente a segnarla a calendario.

    Il solo fatto di averla messa a calendario andrà già ad affievolire l’emozione.

    In sostanza è come se una piccola percentuale dell’azione sia già stata fatta.

     

    Affievolire l'emozione

     

     

    Naturalmente l’azione da compiere deve essere lecita, e deve rispettare l’etica.

    Se la persona si trova in una situazione di forte rabbia e sente che l’azione da compiere è picchiare il proprio collega, potrebbe non essere il caso di compiere quell’azione.

     

     

    Etica al lavoro

     

     

    A questo punto potresti chiederti: “Cosa dovrà fare la persona nel caso in cui l’emozione che sta provando non le stia consigliando alcuna azione da compiere?”

     

    Domanda emozioni al lavoro

     

     

    Ottima domanda. 

    Se infatti la persona alla domanda “L’emozione che sto vivendo mi sta consigliando di svolgere una determinata azione?” ha risposta "no", dovrà guardare l’emozione, e chiedersi:

    • Cosa mi vuole dire quest’emozione? 
    • In che modo mi sta aiutando
    • Cosa avrò imparato dalla situazione che sto vivendo? 
    • Qual è il segnale d’allarme che quest’emozione vuole offrirmi?

     

    Significato delle emozioni

     

     

    Tutte queste domande hanno il semplice obiettivo di far vedere alla persona il lato positivo dell’emozione che sta vivendo in quel momento.

     

    Lato positivo emozione spiacevole

     

     

    Sì lo so cosa stai pensando: "è difficile far comprendere alla persona che vi è un lato positivo dietro la rabbia, la collera, la paura, il rimpianto."

     

    Comprensione emozione

     

     

    Ti capisco.

    La realtà è che se quell’emozione non ha consigliato alla persona di svolgere un’azione specifica, significa che è giusto che quell’emozione sia lì in quel momento.

    Potrebbe essere spiacevole come risposta, ma purtroppo (o per fortuna) è la realtà.

    La persona dovrà “semplicemente” iniziare a dialogare con l'emozione e comprenderla in modo profondo.

     

    Dialogo interno con emozioni

     

     

    Se l’emozione che la persona sta vivendo sembra non volersene andare significa che è lì per aiutarla.

    La persona dovrà iniziare a parlare con l'emozione che sta vivendo.

    Più la farà parlare più il suo livello di intensità si abbasserà.

    Più la farà sfogare più essa ridurrà la sua intensità.

     

    Riduzione intensita emotiva

     

     

    A volte sono sufficienti qualche minuto di “chiacchierata”.

    Altre volte c’è bisogno di attendere qualche giorno o qualche settimana.

    L’importante è non reprimerla.

    L’importante è farla parlare.

     

    Dialogare con le emozioni 

     

     

    Vediamo ora un esempio pratico



     

     

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    Momento di riflessione: in che modo le emozioni possono influire sulla capacità di gestire i conflitti da parte dei vostri collaboratori?

    Al minuto 02:00 (del video che trovi qui sotto) vediamo le 9 persone che tendono a istigare il conflitto al lavoro.

     

    Qui troverai l'episodio completo.

     

     

     

     

     

    Esercizio Intelligenza Emotiva - Pratica

    Ora che abbiamo capito come potrai aiutare i vostri collaboratori a controllare al meglio le proprie emozioni (e i propri pensieri) vediamo un esempio pratico.

     

    Esempio pratico intelligenza emotiva

     

     

    Immagina Luna, una Software Engineer in un’azienda Tech.

     

    Esempio intelligenza emotiva

     

     

    Negli ultimi giorni Luna ha iniziato a vivere un’emozione non particolarmente piacevole.

    Luna non sa esattamente che emozione sia, ma una cosa è certa: non la fa lavorare in modo sereno.

     

    Emozioni e serenità

     

     

    A questo punto Luna, in quanto persona autonoma, si prende qualche minuto di tempo e si chiede: "l’emozione che sto vivendo in questo periodo ha un livello di intensità alto, medio-alto, medio, medio-basso o basso?"

    A questa domanda risponde: medio-alto”.

     

    Livello intensità delle emozioni

     

     

    Bene, ora che Luna ha compreso il livello dell’emozione che sta vivendo si fa una seconda domanda: “che tipologia di emozione sto vivendo?”


    Luna riflette per alcuni minuti e dà una risposta.

    La sua risposta è la seguente.

    “Secondo me, l’emozione che sto vivendo è la paura”.

     

    Paura e intelligenza emotiva

     

     

    Ottimo, ora Luna può iniziare il primo step dell'esercizio.




     

    Primo step: auto-analisi dei propri pensieri.

    Luna ora si fa due domande:

    • A cosa stavo pensando poco prima che iniziassi a sentirmi in quel modo? 
    • C’è qualche pensiero che nei minuti o nei giorni precedenti ha iniziato a farsi vivo nella mia mente?



    Analizzare le proprie emozioni

     

     

    Luna riflette per qualche minuto.

    Dopo alcuni minuti la sua risposta è la seguente.


    Tra qualche giorno dovremo lanciare una nuova app e ho paura di non riuscire a completare tutte le attività prestabilite.

    Più penso al giorno del lancio più la paura si fa viva in me.

    Il pensiero che mi fa vivere la paura è il fatto di non riuscire a completare tutte le attività da compiere.”



    Paura di non riuscire al lavoro

     

     

     

    Secondo step: Collocazione dei propri pensieri nel tempo.

    A questo punto Luna si chiede: "il pensiero che ha fatto nascere in me l’emozione spiacevole è un pensiero rivolto al passato o al futuro?"

     

    Collocare le emozioni nel tempo 

     

     

    Luna si rende conto che la paura che sta vivendo proviene esclusivamente dal futuro.

     

    Emozioni e futuro

     

     

    Luna quindi decide di prendersi qualche minuto di tempo e di praticare della semplice respirazione diaframmatica.

    Questo l’aiuterà a portare il focus nel momento presente, e a non pensare al futuro.


    Respirazione diaframmatica emozioni


     

     

    Terzo step: Azione collegata ai pensieri.

    Ora che Luna ha riportato il focus nel momento presente si pone una domanda“l’emozione che sto vivendo mi sta consigliando di svolgere una determinata azione?”

     

    Azioni e intelligenza emotiva

     

     

    Dopo alcuni minuti di riflessione (in mezzo alla natura) la sua risposta è la seguente.


    , l’emozione che sto vivendo mi sta consigliando di svolgere un'azione.

    Mi sta invitando a focalizzarmi sulle attività lavorative che sono davvero importanti per il lancio dell’app.

    Le attività meno importanti le svolgerò nei giorni precedenti al lancio, quando ormai le attività importanti saranno già state svolte.”

     

    Focus e intelligenza emotiva 

     

     

    Luna, grazie a questa sua consapevolezza, andrà a riprogrammare le proprie attività lavorative in base al grado di importanza

    Questo la farà affrontare i giorni successivi con maggior serenità e meno paura.




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    Momento di riflessione: in che modo alcuni manager tendono a influenzare le emozioni dei propri colleghi?

    Al minuto 03:50 (del video che trovi qui sotto) vediamo come alcuni manager tendono involontariamente a calpestare l'identità dei propri colleghi.

     



    Qui troverai l'episodio completo.

     

     

     

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    Prima di concludere l'episodio

    Prima di passare alla parte conclusiva di questo episodio ti invito a scaricare il nostro Moonly PLAYBOOK, il manuale strategico da leggere in 1 minuto

    Scaricandolo ora:

    • avrai cristallizzate tutte le strategie pratiche che abbiamo trattato in questo episodio, senza correre il pericolo di dimenticartele
    • potrai tenere sempre con te le strategie pratiche da applicare in azienda, senza dover tornare nuovamente in questo episodio per rileggerle;
    • potrai condividere le strategie appena apprese direttamente con i tuoi colleghi, senza rischiare di dimenticarti ciò che hai appena letto. 

     

    Intelligenza emotiva: Playbook

     

     

     

    Conclusioni

    Anche questo episodio (come gli altri) sta per concludersi.

    In questo 32° episodio abbiamo capito che:

    • siamo entrati nell’era della responsabilità (e dell'empatia);
    • la responsabilità porta con sé una moltitudine di emozioni;
    • le emozioni possono essere gestite tramite la consapevolezza dei propri pensieri.

     


    Responsabilità emozioni pensieri

     

     

    Per aiutare i vostri collaboratori a gestire al meglio le proprie emozioni potete offrire loro un piccolo esercizio di intelligenza emotiva.

    Dopo aver capito il livello dell’emozione che stanno provando e aver compreso l’esatta emozione che stanno vivendo, i vostri collaboratori potranno seguire 3 step.

    1. Auto-analisi dei propri pensieri.
    2. Collocazione dei propri pensieri nel tempo.
    3. Azione collegata ai pensieri.



    Modello esercizio intelligenza emotiva eq

     

     

     

    Questo semplice esercizio avrà aiutato i vostri collaboratori:

    • a gestire al meglio le proprie emozioni;
    • ad essere consapevoli dei propri pensieri;
    • a ridurre l’impatto delle proprie emozioni spiacevoli.

     


    Gestione emozioni consapevolezza e riduzione dell'impatto negativo

     

     

    Di conseguenza diventeranno:

    • delle persone ancor più responsabili.
    • delle persone ancor più autonome.
    • delle persone ancor più empatiche.



    Empatia ed emozioni




    Congratulazioni per aver terminato il 16° episodio di Moonly TRAINING.

    Spero che le strategie che ti abbiamo offerto potranno esserti d'aiuto.

    Ti sarei davvero grato se investissi 30 secondi del tuo tempo per lasciarci un tuo feedback anonimo qui (nessuna mail richiesta).

    Inoltre, sentiti libero/a di condividere il link di questo episodio con tutte le persone che sai già potranno beneficiarne.

    Avrai contribuito alla nostra missione.

    Grazie, e a presto.

    Ciao.

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    "Tutto questo per esaltare l'unicità delle persone, facendovi diventare un'azienda unica."

     

    Moonly

     

     

     

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