Come coltivare la resilienza nei propri collaboratori in 4 passaggi.

 

Friedrich Nietzsche diceva “ciò che non ti uccide ti rende più forte.

Riusciremo a portare questo concetto nella vostra azienda?

La risposta è .

In questo episodio capiremo quali sono i rischi associati alla mancanza di resilienza al lavoro e scopriremo come coltivarla nei propri collaboratori.

 

Dopo che avremo dato una prima definizione al termine "resilienza" inizieremo a immergerci in un modello pratico che potrete portare in azienda.

Un modello che avrà permesso ai vostri collaboratori di diventare più resilienti, e di conseguenza più empatici e più intelligenti emotivamente.

Stiamo per iniziare il 37° episodio di Moonly TRAINING.

Partiamo.



Resilienza al lavoro




In questo 37° episodio risponderemo alle seguenti domande:

  1. Che cos’è la resilienza e perché è importante nel mondo del lavoro?
  2. Che correlazione c’è tra paura e resilienza?
  3. Quali sono i rischi associati alla mancanza di resilienza al lavoro?
  4. In che modo la resilienza acquisita in altre aree della vita permette ai propri collaboratori di accrescerla anche al lavoro?
  5. Qual è un modello pratico per portare maggior resilienza nella vita dei propri collaboratori?
  6. In che modo la resilienza influenza l’intelligenza emotiva e l’empatia?
  7. Qual è il più importante vantaggio nell'avere colleghi resilienti?

 

 

luna moonly

Moonly

 

Come sempre, massima trasparenza.

  • L'episodio che stiamo per iniziare non contiene alcuna pubblicità o link di affiliazione.
  • Abbiamo scelto lo sfondo nero per non stancare i tuoi occhi.
  • Più il luogo nel quale ti trovi è buio migliore sarà la tua esperienza di apprendimento.
  • Ci piacerà leggere il tuo feedback anonimo qui.
  • Se vuoi ottimizzare il tuo tempo puoi scaricare l'estratto dell'episodio qui.
  • La maggior parte degli episodi sono realizzati in collaborazione con il nostro pool di Psicologi, Business Coach e Data Scientist che stanno portando avanti il nostro progetto di Auto-leadership

 

 

 

Resilienza: che cos'è e come coltivarla.

Le situazioni stressanti che le persone vivono al lavoro e i continui momenti di sconforto hanno fatto sì che la resilienza diventi una delle skill più richieste nel mondo del lavoro.

Come ben sai, gli ostacoli che i vostri collaboratori devono superare quotidianamente sono di gran lunga aumentati negli ultimi anni.

 

Ostacoli e resilienza al lavoro

 

 

L’era tecnologica che stiamo vivendo ci sta offrendo una serie di sfide che rischiano di far vivere alle persone dei momenti emotivamente difficili e frustranti.

Ecco che a venirci incontro vi è la nostra capacità di essere resilienti davanti a questi ostacoli.

 

Caratteristiche persone resilienti

 

 

Prima di vedere un modello pratico che potrai offrire ai vostri collaboratori per aumentare la propria resilienza, facciamo un po’ di chiarezza.

Che cos’è la resilienza?

 

Che cos'è la resilienza

 


La parola “resilienza” deriva dal lato “resalio”.

“Resalio” è un verbo che indicava coloro che in passato riuscivano a “saltare” fuori da un’imbarcazione che si era da poco capovolta in mare.

Da questo concetto nasce la definizione moderna di resilienza: “la resilienza è la proprietà dei materiali di resistere agli urti senza spezzarsi”.

 

Significato resilienza e psicologia

 

 

Ok, iniziamo a utilizzare dei termini un po’ più semplici.

Immagina una persona che si trova a dover affrontare un evento negativo.

 

Resilienza e eventi negativi

 

 

Bene, la resilienza aiuterà la persona:

  • a resistere a quel periodo difficile;
  • a gestire al meglio le difficoltà che quell’evento le sta offrendo;
  • a ridurre il più possibile lo stress derivato dall’evento;
  • a riorganizzare positivamente la propria vita.

La psicologia infatti ci ricorda che la resilienza è la nostra capacità di resistere, fronteggiare e riorganizzare positivamente la propria vita in seguito a un evento negativo e spiacevole. 

 

 

Cosa significa resilienza?

 

 

La resilienza è quindi una reazione proattiva agli ostacoli, alle difficoltà e agli impedimenti che la vita ci mette davanti.

 

Cos'è la resilienza

 


Dal punto di vista lavorativo, i risultati che la resilienza può portare sono innumerevoli.

La resilienza avrà aiutato i vostri collaboratori a comunicare in modo più efficace rafforzando la relazione con i propri colleghi.

La resilienza avrà permesso ai vostri collaboratori di gestire al meglio le eventuali situazioni di burnout che si sono create nel tempo.

La resilienza avrà aiutato i vostri collaboratori a ricevere in modo più funzionale i feedback da parte dei propri colleghi.

Insomma, la resilienza è una Human skill fondamentale nel mondo del lavoro.

 

Resilienza: human skills e soft skills

 

 

Per questo motivo è necessario capire come poter aiutare i propri collaboratori a coltivarla.

Nel modello pratico che vedremo fra poco avrai gli strumenti necessari per portare più resilienza nella vostra azienda.

Essere resilienti al lavoro infatti non significa vivere una vita lavorativa senza problemi.

Significa piuttosto avere gli strumenti necessari per far fronte a questi problemi.

In sostanza, una volta che i vostri collaboratori conosceranno le basi della resilienza sapranno coltivare in autonomia questa skill fondamentale.

 

Strumenti per aumentare la resilienza

 

 

Uno dei tanti aspetti positivi della resilienza è l’evoluzione che essa riesce ad offrirti.

Il motivo è molto semplice.

La resilienza passa obbligatoriamente attraverso un periodo difficile.

 

Superare periodi difficili con resilienza

 

 

Saper affrontare questo periodo al meglio avrà permesso alla persona di fare un salto di qualità nettamente superiore rispetto a coloro che quei momenti non hanno ancora avuto la “fortuna” di viverli.

Lo so che la parola “fortuna” potrebbe sembrare fuori luogo ma ti assicuro che non è così.

 

Visione periodi difficili resilienza

 

 

Te lo dico non per sentito dire, ma perché l’ho provato sulla mia pelle.

Se forse già mi conosci saprai che sono nato in mezzo alle Dolomiti e i miei primi 19 anni sono stati anni vissuti in mezzo ai boschi e fra le montagne.

Una vita molto basilare, in una famiglia che mi ha trasmesso poche “competenze tecniche” ma molte “competenze umane” (soft skills). 

 

Competenze umane e resilienza

 

 

All’età di 19 anni, grazie al mio passato come sportivo, ebbi l’occasione di lavorare per alcuni anni come Personal Trainer nel secondo Centro Wellness più grande di tutta Verona.

Ebbi la fortuna di poter lavorare con oltre 500 manager, e di ottenere dei risultati economici (oltre che di soddisfazione personale) che mai mi sarei aspettato.

Tutto sembrava andare per il meglio.

Periodo di crisi e resilienza

 


Dopo alcuni anni vissuti in modo straordinario ebbi però un momento di fortissima crisi che mi portò nel giro di poco a investire “male” tutto ciò che avevo.

Buio totale.

Ho vissuto qualche mese di forte crisi.

 

Affrontare momenti difficili con resilienza

 


Se c’è però una frase che mi ha sempre accompagnato in quel periodo quella è stata: “se non va, significa che sei destinato a qualcosa di più grande.

Non saprei dirti il motivo per il quale questa frase si era installate in me.

Forse grazie all’identità che i miei genitori mi hanno installato involontariamente fin da piccolo.

Forse grazie al fatto che i successi passati avevano creato in me un alto livello di autostima.

Sta di fatto che ringrazio ogni giorno quel periodo difficile.

Quella finestra temporale mi ha permesso di entrare nel periodo più creativo della mia vita.

Mi ha permesso di tornare per un breve periodo nelle mie Dolomiti e di ritornare a contatto con la natura che mi aveva coccolato nei miei primi 19 anni.

Mi ha permesso di ritrovare me stesso e di trasformare una difficoltà in un’opportunità.

 

Difficoltà e opportunità legate alla capacità di essere resilienti

 


Questo è solo uno dei tanti momenti nei quali la resilienza ha fatto la differenza nella mia vita.

Non ti parlo di me per raccontarti la mia vita.

Te lo dico perché credo profondamente nella coerenza.

Di conseguenza credo sia rispettoso farti capire la potenza della resilienza.

 

Coerenza rispetto

 


Ognuno di noi vive momenti di questo tipo.

Il problema è che poche volte ci fermiamo a riflettere.

Pensa a tutte quelle persone che devono affrontare la fine di un rapporto di coppia.

Quante di loro si prendono davvero il tempo per fermarsi e riflettere sull’accaduto?

Quante di loro hanno la giusta resilienza per trasformare una difficoltà in un'opportunità?

Molte persone ad esempio rimangono rancorose nei confronti dell'ex partner, e non danno a quell’evento un significato profondo.

 

Significato profondo esperienze di vita

 


Nella mia vita ho avuto una sola relazione veramente importante.

Una relazione durata oltre due anni nella quale, io e lei, abbiamo convissuto per quasi tutti e due gli anni.

Per farti capire il potere della resilienza ti dico solo che il periodo nel quale ci siamo lasciati (il lontano 2017) è stato uno dei periodi più profondi e intensi della mia vita.

È stato il periodo nel quale ho potuto accrescere in modo esponenziale la mia intelligenza emotiva.

 

Intelligenza emotiva e resilienza

 

 

Non sarei chi sono senza quel periodo di difficoltà.

E ne sono grato: sia a me stesso che all’altra persona.

 

Correlazione tra gratitudine e resilienza

 


Detto ciò, dal momento in cui avrai permesso ai vostri collaboratori di coltivare la resilienza in loro essi diventeranno:

  • delle persone più intelligenti emotivamente;
  • delle persone più empatiche;
  • delle persone più autentiche;
  • delle persone che comprendono il significato profondo di ciò che svolgono al lavoro;
  • delle persone più immerse in quella che è la vostra cultura aziendale;
  • delle persone più rispettose nei confronti dei vostri valori aziendali;
  • dei Leader vulnerabili.



Vulnerabilità e leadership

 

 

Vediamo quindi un modello pratico che potrai portare in azienda per aumentare la resilienza dei vostri collaboratori. 

Il modello è suddiviso in tre fasi:

  1. Fase di consapevolezza
  2. Fase di preparazione
  3. Fase di azione.

 

Tre fasi aumento resilienza

 



Vediamo le tre fasi una a una.





 

 

Fase di consapevolezza.

La prima fase del modello è la fase di consapevolezza.

 

Consapevolezza e resilienza

 



Prima di iniziare qualsiasi percorso per aumentare la propria resilienza i vostri collaboratori dovranno diventare consapevoli di se stessi.

Nello specifico dovranno diventare consapevoli del binomio “paura - resilienza”.

Sì, c’è una correlazione stretta tra l’emozione della paura e la resilienza.

Quando vi è paura, molto spesso non vi è resilienza

Quando vi è resilienza, molto spesso non vi è paura

 

Correlazione fra paura e resilienza 

 

 

I due termini “paura” e “resilienza” sono spesso visti in contrapposizione. 

Se da un lato essere sempre resilienti potrebbe sembrare la scelta più opportuna, dall'altro lato dobbiamo ricordarci che la paura non sempre è una nemica.

Nonostante ciò, vivere nella paura non è sicuramente il miglior modo di vivere la vita.

Quando abbiamo paura infatti, tendiamo a non essere resilienti.

Di conseguenza facciamo difficoltà a prendere quelle decisioni che ci potrebbero aiutare a risolvere un determinato problema

 

Processo decisionale influenzato dalla resilienza

 

 

È bene quindi che i vostri collaboratori riflettano sul loro binomio “paura - resilienza”.

Per farlo potranno riflettere su quattro tipologie di personalità.

Ovverosia quelle personalità che caratterizzano le persone che vivono con quel velo di paura che impedisce loro di agire.


 


La prima tipologia è il “perfezionista”.

 

Perfezionismo e resilienza

 

 

Il “perfezionista” è quella persona che fa difficoltà ad accontentarsi del proprio lavoro e del lavoro di coloro che la circondano. 

Questa persona tende ad avere degli standard estremamente elevati ed è ipercritica nei confronti delle mansioni che vengono svolte.



 

La seconda tipologia è il “sabotatore”.

 

Il sabotatore e la resilienza

 

 

Il “sabotatore” è quella persona che all’inizio di un progetto si sente incredibilmente euforica e pronta per affrontarlo, ma che poi, con l’avanzare del tempo perde la maggior parte dell’entusiasmo iniziale.



 

La terza tipologia è il “martire”.

 

Il martire e la resilienza

 

Il “martire” è quella persona che per paura di fare brutta figura con gli altri rinuncia ai propri obiettivi e preferisce aiutare le altre persone a raggiungere i loro.



 

La quarta tipologia è il “pessimista”.

 

Pessimismo e resilienza

 

 

Il “pessimista” è quella persona avvolta da un velo di negatività che le impedisce di raggiungere i propri obiettivi.

 

Queste personalità non hanno l’obiettivo di creare una nuova identità nelle persone.

Servono solamente per rendere le persone più consapevoli dei loro comportamenti.

Le persone dovranno chiedersi: “tendo a comportarmi come un perfezionista, un sabotatore, un martire o un pessimista?”

Una volta che le persone si saranno fatte queste domande riusciranno ad affrontare nel migliore dei modi la seconda fase.

 

 

_

Momento di riflessione: qual è la correlazione tra resilienza ed emozioni?

Al minuto 2:00 (del video che trovi qui sotto) vediamo un esercizio di intelligenza emotiva da offrire ai vostri collaboratori per gestire al meglio le proprie emozioni.

 

Qui troverai l'episodio completo. 

 

 

 

 

 

 

Fase di preparazione.

La seconda fase è la fase di preparazione.

 

Fase di preparazione esercizio resilienza

 


Partiamo subito con una domanda: se i vostri collaboratori dovessero dare un punteggio da 1 a 10 al proprio livello di resilienza che punteggio darebbero?

Prova a pensare alle persone del tuo team.

Secondo te, che punteggio darebbero al proprio livello di resilienza?

E tu, che punteggio dai alla tua resilienza?

 

Analisi resilienza

 

 

Sì lo so che dare un punteggio a una competenza così importante potrebbe non essere l’ottimale per diventare consapevoli della propria resilienza.

La parola “consapevolezza” è infatti fondamentale in questa seconda fase.

Per questo motivo è necessario che i vostri collaboratori diventino consapevoli del proprio livello di resilienza.

Senza consapevolezza non è possibile aumentare alcuna competenza.

"Nulla può essere migliorato se non viene misurato."

 

Monitoraggio resilienza

 


Capiamo quindi come misurare il livello di resilienza dei vostri collaboratori.

Il mio consiglio è quello di offrire ai vostri Team Leader (o manager) questo semplice protocollo affinché essi possano portarlo all’interno dei propri team.

In questa fase di preparazione le persone dovranno rispondere a quattro domande.

Vediamole una a una.

 

Step esercizio resilienza

 




 

 

Prima domanda・ Quali sono le aree della mia vita nelle quali mi sento maggiormente resiliente?

Questa domanda ha l’obiettivo di far comprendere alla persona se vi sono delle aree nelle quali riesce ad affrontare gli eventi difficili con maggior resilienza.

 

Aree con maggior resilienza

 

 

In questo modo riuscirà a fare un paragone rispetto alle altre aree (relazioni, salute, lavoro, spiritualità, benessere economico...).



 

 

Seconda domanda・Quali sono le aree della mia vita nelle quali mi sento meno resiliente?

Grazie alla risposta a questa seconda domanda la persona riuscirà a fare il paragone con la risposta alla prima domanda.

Potrà quindi capire quali sono i diversi comportamenti che essa attua tra le aree che affronta con maggior resilienza e le aree che invece affronta con minor resilienza

 

Aree con minor resilienza

 

 

Un tuo collaboratore infatti potrebbe essere resiliente nell’area “relazioni” ma potrebbe non esserlo nell’area “lavoro”.

Ecco che potrà comprendere quali sono i diversi comportamenti che mette in atto nelle due aree (o le diverse convinzioni che ha in queste due aree).

Oppure, una persona potrebbe essere resiliente dopo un avvenimento spiacevole riguardo la propria salute, ma non esserlo durante le sfide lavorative quotidiane.



 

 

Terza domanda・Quali sono le aree della mia vita nelle quali voglio essere più resiliente?

Questa domanda ha l’obiettivo di far fare chiarezza alla persona su quali siano le aree nelle quali vorrà focalizzarsi.

 Resilienza e focalizzazione

 

 

Ci potrebbero infatti essere delle aree nelle quali nonostante il suo basso livello di resilienza non abbia interesse ad accrescerla.

Al contrario potrebbero esserci delle aree nelle quali la persona sente l’urgenza di aumentare la propria resilienza.


Immagina James, un Sales Manager.

 

Esempio esercizio resilienza

 

 

James è abituato a vendere i prodotti dell'azienda nel mercato italiano.

Il mercato è ormai collaudato e le vendite vanno a gonfie vele.

Un bel giorno l’amministratore delegato lo avvisa che dovrà spostarsi in Francia per internazionalizzare parte dell'azienda.

 

Esempio resilienza collaboratore

 

Sono in arrivo un bel po' di sfide per James.

Le porte in faccia che James dovrà prendersi saranno molte e la sua resilienza farà la differenza tra il successo e l'insuccesso dell’azienda.

James quindi dovrà prevedere nella sua “preparazione” anche una buona dose di resilienza.

Ciò significa che oltre a rispolverare la lingua francese e a studiare il nuovo mercato dovrà effettuare un percorso per coltivare maggior resilienza

 

Come coltivare resilienza

 


Ora tocchiamo un aspetto importante.

Abbiamo detto che questa terza domanda si basa sul chiedersi quale sia l'area nella quale la persona vuole coltivare resilienza.

L’aspetto positivo della resilienza (come della maggior parte delle human skills) è che se la persona decide di coltivarla nell’area “salute” o nell’area “relazioni” avrà comunque dei riscontri positivi anche al lavoro.

Quindi non preoccuparti se alcuni vostri collaboratori risponderanno “vorrei diventare più resiliente nell’area relazioni”.

L'aumento di resilienza che avrà ottenuto nelle proprie relazioni porterà riscontri positivi anche nel mondo lavorativo.

 

Aree della vita

 


Torniamo per un attimo all'esempio di prima.

Il fatto di aver vissuto un periodo difficile dopo la rottura con la mia ex mi ha permesso di diventare sorprendentemente più empatico con i miei clienti.

Questa empatia si è trasformata in maggior fidelizzazione e maggior acquisizione di nuovi clienti.

Quindi , la resilienza può essere collegata anche al fatturato della vostra azienda.

Bisognerà semplicemente portare le prove tangibili al vostro temuto CFO.

 

Prove tangibili risultati resilienza



 

 

 

Quarta domanda・Qual è il singolo obiettivo che voglio pormi?

Una volta che la persona avrà identificato l’area sulla quale vorrà focalizzarsi dovrà porsi un obiettivo specifico.

 

Obiettivo miglioramento resilienza

 

 

James quindi, non basterà che dica “voglio migliorare la resilienza nell’area lavoro”.

Dovrà invece fissarsi un obiettivo tangibile e verificabile che vorrà raggiungere da lì ai successivi 3-6 mesi.

 

Obiettivo a 3-6 mesi resilienza



Ottimo, veniamo ora alla terza fase.






_

Momento di riflessione: in che modo la resilienza può aiutare i vostri collaboratori a gestire al meglio i conflitti?

Al minuto 2:01 (del video che trovi qui sotto) capiamo quali sono le 9 tipologie di persone che tendono a istigare il confitto.

 

 

Qui troverai l'episodio completo.

 

 

 

 

 

 

Fase di azione.

La terza fase è la fase di azione.

 

Azione

 

 

In questa terza fase l’obiettivo è quello di far diventare la resilienza una vera e propria abitudine nei vostri collaboratori.

Questa terza fase si divide in quattro step e verrà naturalmente insegnata da parte dei vostri Team Leader ai propri colleghi di team.

Ovviamente, per una questione di coerenza, è bene che il Team Leader svolga prima su se stesso questa pratica.

Vediamo quindi i quattro step.

 

Resilienza quattro step




 

 

 

Prima step・Sintonizza il corpo.

Il primo step si chiama “sintonizza il corpo”.

 

Sintonizzare il corpo resilienza

 

 

Sappiamo entrambi quanto la resilienza sia strettamente connessa con le proprie emozioni.

Abbiamo inoltre detto che esiste una connessione importanti tra resilienza e paura.

Quando i vostri collaboratori non riescono ad essere resilienti (e la paura si fa viva in loro) essi tendono a non ascoltare il proprio corpo.

Ascoltarlo invece permetterà loro di comprendere meglio la paura e accettarla dentro di essi, facendo di conseguenza strada alla propria resilienza

 

Comprensione e accettazione

 

 

Per imparare a sintonizzare il proprio corpo alla paura puoi consigliare ai vostri collaboratori di effettuare giornalmente una scansione del proprio corpo.

Per farlo basterà effettuare della semplice mindfulness (nello specifico la pratica “Body Scan").

Questa pratica ha proprio l’obiettivo di andare a scansionare parte per parte il nostro corpo e di farci connettere con noi stessi. 

Durante questa meditazione infatti, oltre a percepire le varie componenti del corpo si vanno a percepire anche le emozioni che queste parti ci vogliono offrire, tra cui la paura

I vostri collaboratori potrebbero ad esempio accorgersi di percepire la paura a livello dello stomaco, o magari a livello del petto

 

Scansione del corpo tecnica resilienza

 

 

Un’altra metodologia un po’ più attiva potrebbe essere quella di farsi una camminata giornaliera di 5-10 minuti, nella quale ci si concentra sulla percezione del proprio corpo. 

Io ad esempio, in quanto “montanaro” e “molto attivo” preferisco di gran lunga questa tecnica

Le persone iperattive potrebbero avere difficoltà a pratica della mindfulness statica.

 

Camminata consapevole esercizio resilienza

 


Un altro metodo efficace potrebbe essere quello di praticare dello yoga o del pilates

Queste pratiche hanno fra i vari obiettivi anche quello di diventare più consapevoli del proprio corpo e di comprendere dove sfociano le varie emozioni.

 

Yoga pilates esercizio resilienza



 

Qualsiasi metodo verrà scelto da parte dei vostri collaboratori l'importante è che diventi una vera e propria abitudine giornaliera.

Durante questa pratica - che essa sia la meditazione, una camminata all’aperto, dello yoga o del pilates - i vostri collaboratori dovranno sintonizzarsi sull’area specifica che reca in loro tensione a causa della paura

Una volta sintonizzati dovranno iniziare a dialogare con essa.

Potrebbe sembrare inverosimile ma chiedere alla paura di cosa avrebbe bisogno per placarsi li avrà aiutati a capire di cosa hanno realmente bisogno.


 

Dialogo con la propria voce per aumentare la resilienza





 

 

Secondo step・Ascolta la voce senza giudicarla.

Ora che i vostri collaboratori avranno iniziato a dialogare con il proprio corpo, è bene che inizino a dialogare anche con la propria voce interiore

 

Ascoltare la voce-senza-giudicarla.jpeg

 

 

Come ben saprai, ognuno di noi ha dentro di sé una piccola voce che ci accompagna durante la giornata. 

Ci sono volte nelle quali essa ci aiuta ad essere resilienti, e altre volte invece nelle quali il suo tono è tutto fuorché motivazionale.

Quello che dobbiamo fare in questa seconda fase non è quello di demotivarci ogni volta che questa voce non ci trasmette resilienza

Non possiamo infatti pensare di essere sempre resilienti e pieni di energia. Dobbiamo iniziare quindi ad ascoltare questa voce interiore e comprendere che cosa ci vuole insegnare. 

 

Cosa ci insegna la voce interiore

 

 

La maggior parte delle volte essa ci vuole proteggere da una situazione stressante in atto. 

Quindi, nelle prossime settimane, ogni volta che i vostri collaboratori sentiranno la propria voce interiore raccontargli qualcosa di non particolarmente positivo, non consigliare loro di ignorarla. 

Consiglia a loro invece di trascrivere ciò che la voce interiore gli sta dicendo sul proprio diario personale (o sulle note del proprio smartphone).

 

Diario personale per resilienza

 

 

 

Quando i loro pensieri non saranno più solo pensieri ma diventeranno frasi scritte, potranno leggerle a mente fredda e diventare maggiormente consapevoli.

Riusciranno a capire se ciò che la voce gli sta consigliando sia in linea o meno con i propri valori.

 

Allineamento valori personali





 

Terzo step・Riformula la storie interiori.

Ora che i vostri collaboratori avranno preso consapevolezza con il proprio corpo e avranno iniziato a dialogare con la propria voce interiore, dovranno iniziare a riformulare le proprie storie interiori.

 

Resilienza e storie interiori

 

 

In sostanza dovranno modificare le storie che si raccontato nella propria mente e che impediscono ad essi di raggiungere l’obiettivo che si sono prefissati.

Ti ricordi l’obiettivo che si sono posti nella fase della preparazione?

Bene, ora dovranno chiedersi: “quali sono le storie che mi racconto e che bloccano il raggiungimento di quell’obiettivo?"

Tornando all’esempio di James, esso dovrà chiedersi: “quali sono le storie che mi racconto e che bloccano il raggiungimento del mio obiettivo?

 

Storie interiori e obiettivi

 

 

Ora ti faccio una domanda: secondo te, una volta che James avrà capito quali sono le storie che lo stanno limitando che cosa dovrà fare?

Prova a riflettere.

Che cosa faresti tu se fossi in James?

 

Domanda resilienza

 

 

Bè molto probabilmente vorrai trasformare quelle storie “negative” in storie più “positive”.

Quindi, come farà James a fare ciò?

Semplice: prenderà il suo bel diario personale e scriverà al suo interno le storie limitanti che popolano la sua mente.

 

Storie limitanti resilienza

 

 

Una volta che le avrà scritte, dovrà riformularle con tonalità positiva.

 

Riformulare le storie limitanti

 

 

Ipotizziamo che la storia interiore “negativa” di James sia la seguente.

“Non sono all’altezza di diventare il responsabile dell’internazionalizzazione della nostra azienda”.

 

Convinzione non sono all'altezza

 

 

Una volta che James avrà scritto questa frase nel suo diario dovrà riformularla con tonalità positiva

La nuova frase potrebbe essere la seguente.

“Nonostante creda di non sentirmi all’altezza ho tutte le capacità per affrontare la sfida che mi sta aspettando”.

 

Convinzione potenziante

 

 

James ha attuato due modifiche importanti.

  • Ha spostato il focus dalla propria identità alla propria sensazione (prima credeva di essere “non all’altezza”, ora utilizza la frase “non mi sento all’altezza”).
  • Ha riformulato la frase in positivo senza stravolgerla completamente, rendendola quindi credibile ai propri occhi (non sarebbe stato credibile se la sua frase si fosse trasformata in “sono la persona più abile di tutto il pianeta”).

 

Identità, sensazioni, credibilità e resilienza

 

 

James avrà la piena libertà di scegliere se utilizzare un classico diario o se optare per una soluzione più innovativa.

 

Luna moonly





 

 

Quarto step・Scova tre persone resilienti.

Una volta che i vostri collaboratori avranno fatto un lavoro su se stessi sarà il momento di creare la propria cerchia di persone resilienti.

 

Chi sono le persone resilienti

 

 

In sostanza dovranno scovare tre persone che essi reputano resilienti, e iniziare a frequentarle.

Potrebbero essere amici, colleghi, familiari, conoscenti.

L’importante è che inizino a frequentare queste tre persone a cadenza settimanale.

In questo modo riusciranno ad avere quella contaminazione di resilienza che li permetterà di raggiungere con più facilità l’obiettivo fissato nella fase della preparazione.

 

 

Contaminazione di resilienza

 


Tornando all’esempio di James, esso non farà altro che scovare tre colleghi, amici, parenti o familiari che possano infondere in lui la loro resilienza.

Il fatto di frequentarli anche solamente 10 minuti alla settimana avrà permesso a James di raggiungere più velocemente il suo obiettivo.

Questo ci fa capire quanto sia fondamentale per James abbia dei colleghi anch’essi resilienti.



 

_

Momento di riflessione: come può il Coaching coltivare la resilienza nei vostri collaboratori?

Al minuto 2:00 (del video che trovi qui sotto) vediamo il modello Weekly Coaching che potrai sperimentare in azienda.



Qui troverai l'episodio completo.

 

 

 

 

 

___

Prima di concludere l'episodio

Prima di passare alla parte conclusiva di questo episodio ti invito a scaricare il nostro Moonly PLAYBOOK, il manuale strategico da leggere in 1 minuto

Scaricandolo ora:

  • avrai cristallizzate tutte le strategie pratiche che abbiamo trattato in questo episodio, senza correre il pericolo di dimenticartele
  • potrai tenere sempre con te le strategie pratiche da applicare in azienda, senza dover tornare nuovamente in questo episodio per rileggerle;
  • potrai condividere le strategie appena apprese direttamente con i tuoi colleghi, senza rischiare di dimenticarti ciò che hai appena letto. 

 

Resilienza al lavoro

 

 

 

 

 

 

Conclusione

Anche questo episodio (come gli altri) sta per concludersi.

In questo 37° episodio abbiamo capito che le persone poco resilienti:

  • affrontano le difficoltà con uno stato d’animo negativo;
  • hanno difficoltà ad agire a causa della paura;
  • tendono a influenzare negativamente i propri colleghi.


Rischi poca resilienza al lavoro

 

 

Abbiamo poi capito che:

  • la resilienza è strettamente connessa con l’intelligenza emotiva;
  • la resilienza è strettamente connessa con l’empatia;
  • la resilienza è strettamente connessa con l’autenticità;
  • la resilienza è strettamente connessa con la vulnerabilità.



Human skills, soft skills e resilienza

 

 

Abbiamo poi visto un modello che potrete portare in azienda per aumentare la resilienza dei vostri collaboratori.

Esso è caratterizzato da tre fasi

  1. Fase di consapevolezza
  2. Fase di preparazione
  3. Fase di azione.


Fasi per aumentare la resilienza

 

 

Delle tre fasi, la più articolata è sicuramente la fase di azione.

Essa si divide in quattro step:

  1. Sintonizza il corpo
  2. Ascolta la voce senza giudicarla
  3. Riformula le storie interiori
  4. Scova tre persone risilienti


Step resilienza

 

 

 

Una volta che avrete portato questo modello in azienda i vostri collaboratori diventeranno:

  • più resilienti e quindi più propensi ad affrontare le sfide lavorative;
  • meno vittime delle proprie emozioni;
  • più capaci di esaltare la propria unicità.

 

Benefici resilienza

 

 

 

Congratulazioni per aver terminato il 37° episodio di Moonly TRAINING.

Spero che le strategie che ti abbiamo offerto potranno esserti d'aiuto.

Ti sarei davvero grato se investissi 30 secondi del tuo tempo per lasciarci un tuo feedback anonimo qui (nessuna mail richiesta).

Inoltre, sentiti libero/a di condividere il link di questo episodio con tutte le persone che sai già potranno beneficiarne.

Avrai contribuito alla nostra missione.

Grazie, e a presto.

Ciao.

_

"Tutto questo per esaltare l'unicità delle persone, facendovi diventare un'azienda unica."

 

Moonly

 

 

 

_

 Accedi a Moonly TV. Gratis.

Le migliori strategie pratiche utilizzate dalle aziende più innovative al mondo per esaltare l'unicità delle persone attraendo, potenziando e motivando talenti unici.Moonly TV: attrarre, potenziare e motivare i propri collaboratori