Wellbeing aziendale: la guida pratica per un'alimentazione energetica.

 

Wellbeing aziendale: strategia o trend passeggero?

È possibile parlare di wellbeing aziendale senza parlare di alimentazione?

Le persone si stanno finalmente rendendo conto di quanto l’alimentazione sia fondamentale per il proprio benessere e per la propria energia.

Allo stesso tempo, le aziende hanno capito che il wellbeing deve essere visto come una strategia, e non come un semplice trend passeggero.

 

Sì, l’alimentazione e il benessere avranno permesso ai vostri collaboratori di essere più energici e di vivere il clima aziendale sotto un’altra luce.

Di conseguenza si sentiranno più performanti, più produttivi e più fieri di se stessi (oltre che dell’azienda).

Capiamo quindi come il wellbeing aziendale può ridurre i costi legati al burnout.

Capiamo come il benessere organizzativo renderà la vostra azienda unica sul mercato.

Tutto ciò tramite un modello pratico che potrai portare in azienda.

Il 27° episodio di Moonly TRAINING sta per iniziare.

Partiamo.



Wellbeing aziendale che cos'è?



 

 

In questo episodio risponderemo alle seguenti domande:

  1. Quali sono i rischi che le aziende stanno correndo in termini di benessere organizzativo?
  2. Quali sono alcune soluzioni di wellbeing da implementare in azienda?
  3. Perché l’alimentazione è un pilastro cardine del wellbeing aziendale?
  4. In che modo il wellbeing avrà reso più energiche le persone?
  5. Quali sono due fattori discriminanti quando si parla di wellbeing aziendale e di alimentazione?
  6. Quali sono 3 esercizi pratici per portare una sana alimentazione in azienda?
  7. A cosa bisogna fare attenzione quando si parla di wellbeing ai propri collaboratori?
  8. Per quale motivo la comunicazione interna è il fattore critico di successo nelle pratiche di wellbeing aziendale?

 

 

 moonly luna

Moonly

 

Come sempre, massima trasparenza.

  • L'episodio che stiamo per iniziare non contiene alcuna pubblicità o link di affiliazione.
  • Abbiamo scelto lo sfondo nero per non stancare i tuoi occhi.
  • Più il luogo nel quale ti trovi è buio migliore sarà la tua esperienza di apprendimento.
  • Ci piacerà leggere il tuo feedback anonimo qui.
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  • La maggior parte degli episodi sono realizzati in collaborazione con il nostro pool di Psicologi, Business Coach e Data Scientist che stanno portando avanti il nostro progetto di Auto-leadership.

 

 

 

 

  

Wellbeing aziendale e alimentazione.

Si parla sempre più spesso di wellbeing aziendale.

Non c’è da stupirsi se finalmente le aziende stanno capendo l’importanza del benessere e dell'energia dei propri collaboratori.

 

Come migliorare il benessere organizzativo

 

 

Secondo uno studio effettuato da Gallup, le persone che soffrono di burnout hanno il 13% di fiducia in meno nelle proprie prestazioni.

Harvard Business Review stima che il costo annuale della spesa sanitaria a causa del burnout sul posto di lavoro sia compreso tra 125 e 190 miliardi di dollari.

Infine, hrdrive ci ricorda che il turnover dei dipendenti costa alle organizzazioni $15.000 per dipendente.

Insomma, è arrivato il momento di affrontare questo problema.

 

Il momento di portare il wellbeing in azienda

 

 

Prima di iniziare questo episodio vorrei fare un’importante premessa.

Lì fuori ci sono sempre più persone che parlano di wellbeing.

Se in questo momento ti stai chiedendo: “chi sei tu per parlare di questo argomento?” ti capisco.

 

Wellbeing aziendale: a cosa serve?

 

 

Ti risponderò nel modo più umile possibile.

Prima di tutto non sono un medico.

Sono però una persona appassionata di benessere a 360°.

Oltre ad aver praticato sci di fondo a livello agonistico, ho avuto il piacere di svolgere per 5 anni l’attività di Personal Trainer nel secondo Centro Wellness più grande di Verona.

In quei 5 anni ho avuto il piacere di seguire oltre 500 persone (per lo più manager) e il risultato che li ha accomunati tutti è stato proprio l'aumento della propria energia

Ce lo racconta Elisabetta, nel video qui sotto.

Se hai poco tempo guarda solamente dal minuto 0:59 al minuto 01:20

(ps. solitamente non sono solito far vedere video-testimonianze personali. Non le amo particolarmente. In questo caso però, essendo un tema delicato, credo sia necessario).

 

 

 

 

 

 

Svolgendo il lavoro come Personal Trainer (prima) e come Coach (poi) ho avuto poi il piacere di lavorare a stretto contatto con nutrizionisti, dietisti, medici dello sport e psicologi.

 

 

 

Figure professionali wellbeing aziendale

 

 

Sono stato il più giovane certificato da SANIS, l’unica scuola italiana di Nutrizione Sportiva riconosciuta da European Sport Nutrition Society.

Non ti dico questo per vantarmi.

Assolutamente.

Te lo dico solamente per accertarmi che tu non prosegua questo episodio con il dubbio “sarà vero ciò che mi sta dicendo?”

È normale dubitare quando si trattano temi delicati come l'alimentazione.

 

Soluzioni wellbeing in azienda

 


Fatta questa breve parentesi, in questo episodio vedremo 3 esercizi pratici da poter consigliare ai vostri collaboratori per migliorare il proprio benessere.

Nello specifico andremo ad affrontare il tema dell'energia al lavoro.

 

Prima di approfondire i tre esercizi pratici ci focalizzeremo su due parole.

Le parole sono:

  • Perché
  • Qualità 

 

Due parole fondamentali nel wellbeing aziendale 

 

 

Ora vediamo tutto.

 

  

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Momento di riflessione: il livello di benessere dei vostri collaboratori può essere correlato alle loro convinzioni interne?

Al minuto 01:35 (del video che trovi qui sotto) capirai se vi è correlazione.

 

Qui troverai l'episodio completo.

 

 

 

 

 

 

Wellbeing aziendale e la parola “perché”.

Prima di creare qualsiasi programma di wellbeing aziendale bisogna partire dalla parola perché.

 

Perché è importante il wellbeing in azienda 

 

 

Perché i vostri collaboratori dovrebbero migliorare il proprio benessere?

Questa è una domanda alla quale dovrete rispondere:

  •  sia voi (come azienda) 
  •  sia i vostri collaboratori.

 

Partiamo da voi, come azienda.

 

Benessere organizzativo responsabilità dell'azienda

 

  

Quali sono i motivi che dovrebbero spingervi a migliorare il wellbeing dei vostri collaboratori?

Qual è la motivazione che dovrebbe farvi portare una sana alimentazione sul posto di lavoro? 

Le motivazioni sono davvero molte.

Ogni azienda, in base ai propri obiettivi, può essere spronata da uno o più dei seguenti fattori.

Vediamo 5 principali motivazioni.

  

 

I motivi per portare il benessere in azienda 

Il wellbeing (nello specifico l’alimentazione) avrà aumentato la produttività dei vostri collaboratori rendendoli più focalizzati, più energici e più efficienti durante la giornata.

Una sana alimentazione infatti, permette di mantenere alta l’energia per tutto il giorno. 

 

 

 

A cosa serve il wellbeing in azienda?

 

Il wellbeing (nello specifico l’alimentazione) avrà aumentato la motivazione delle singole persone e di conseguenza la motivazione del team

Questo porterà a un più forte senso di appartenenza in azienda.

  

 

 

Perché migliorare il benessere organizzativo?

 

Il wellbeing (nello specifico l’alimentazione) avrà aiutato i vostri collaboratori a gestire al meglio il proprio tempo.

Uno stile alimentare salutistico infatti, permette di avere quella freschezza mentale che aiuta a mantenere la concentrazione durante l'orario di lavoro.

 

 

 

Perché serve il benessere in azienda?

 

Il wellbeing (nello specifico l’alimentazione) avrà aiutato i vostri collaboratori a gestire al meglio le proprie emozioni.

Quando ci si trova in momenti emotivamente delicati, è molto più facile uscirne se il nostro corpo ha assunto i giusti alimenti (e la giusta quantità di acqua).

L’alimentazione e l'idratazione permettono infatti di affrontare i momenti delicati con maggior lucidità mentale

  

 

Per quale motivo il wellbeing aziendale funziona?

 

Infine, il wellbeing migliorerà inevitabilmente quello che è il vostro Employer Brand.

Di conseguenza, con una strategia aziendale basata sul wellbeing, sarà più facile attrarre i migliori talenti. 



Tutte queste motivazioni però, non bastano.

 

Cosa non basta nel wellbeing aziendale?

 

 

Se i vostri collaboratori non ne vogliono sapere di alimentazione e di benessere sarà inutile portare dei programmi di benessere in azienda.

Ciò che ho potuto notare negli ultimi anni (sia quando facevo il Personal Trainer sia poi nel campo del Coaching) è che senza una motivazione valida l’alimentazione non può essere affrontata.

Lavorare sulla vera motivazione per la quale si vuole intraprendere un percorso di benessere aziendale è il miglior investimento che si possa fare.

  

Investimento in wellbeing aziendale

 

 

A volte sembra che le persone non siano motivate dal migliorare un determinato aspetto della propria vita (personale o professionale). 

In realtà, quando si parla di alimentazione, il problema non è la mancanza di motivazione.

Molto spesso il problema sta nel fatto che le persone si appoggiano sulla leva motivazionale sbagliata

 

Leve motivazionali miglioramento benessere organizzativo

 

 

Ciò che motiva Clara a intraprendere un percorso di wellbeing potrebbe non motivare il suo collega Markus.

 

Esempio wellbeing aziendale

 

 

Per questo motivo, prima di portare qualsiasi programma di wellbeing in azienda è necessario dare la possibilità alle persone di scovare il proprio perché.

Basterà semplicemente farle riflettere sul vero motivo per il quale vorrebbero migliorare la propria condizione di benessere.

 

I motivi legati alle soluzioni di wellbeing aziendale

 

 

Ricordati che tutto ciò lo stai facendo sia per loro, che per voi.

Il wellbeing è una strategia aziendale che riduce i costi e aumenta il fatturato.

Non vederlo solamente come un benefit da dare ai vostri collaboratori.

 

Il wellbeing come strategia aziendale



 

Tra i vostri collaboratori c’è chi potrebbe essere più motivato dal migliorare la propria salute.

Chi dal voler migliorare fisicamente.

Chi dal voler avere più energia.

Chi dal voler fargliela pagare all’ex partner (sì, questa è una delle motivazioni più frequenti, te lo assicuro).

Qualsiasi motivazione (se etica) va bene.

L’importante è trovare la molla che ti spinge a iniziare

 

Molla motivazionale legata al benessere dei dipendenti

 

 

Ricordo come se fosse ieri il giorno esatto in cui trovai la mia molla motivazione.

Era il 2015.

In quel periodo il mio stile alimentare era già molto buono.

Avendo fatto sci di fondo a livello agonistico il mio stile alimentare aveva subito un forte cambiamento (positivo) già nel 2008.

Nel 2015 però mangiavo in modo salutare solamente dal lunedì al sabato.

La domenica invece, sentivo di dovermi sfogare sul cibo.

Di conseguenza lasciavo completamente perdere qualsiasi regola (in modo esagerato). 

 

Alimentazione esagerata

 

 

Da notare che ho sempre puntato su uno “stile alimentare” non su una dieta ferrea.

Credo più in un bilanciamento di stile di vita piuttosto che su diete drastiche o restrittive

 

Wellbeing aziendale e alimentazione

 

 

Detto ciò, era una domenica del 2015.

Erano circa le 8:00 del mattino e mi trovavo seduto in cucina.

Davanti a me il classico pacchetto di biscotti che accompagnava le mie colazioni domenicali.

Ad un certo punto (non so come) mi sono chiesto: “cos’è che mi spingerebbe a nutrirmi in modo corretto anche la domenica?

 

Alimentazione e benessere organizzativo

 

 

La risposta fu immediata: “L’energia.”

 

Più energia grazie al wellbeing aziendale

 

 

Per anni, avevo associato l’alimentazione al miglioramento del mio fisico.

Il fatto è che la leva motivazionale “miglioramento fisico” non era abbastanza forte, per me.

Sotto sotto sapevo che potevo migliorare fisicamente mangiando bene 6 giorni su 7.

Di conseguenza non ero motivato nel prendermi cura dell’alimentazione anche la domenica.

 

Quella domenica del 2015 capii ciò che veramente era importante per me.

L’energia.

 

Motivazione energia e alimentazione in azienda

 


Ti assicuro che quella fu l’ultima domenica che esagerai con il cibo.

Fu sufficiente quella "consapevolezza" per farmi cambiare idea.

 

Consapevolezza wellbeing dei propri collaboratori

 


Naturalmente gli “sgarri” ci possono stare, eccome.

Non sono contrario ai peccati di gola, ci mancherebbe.

Tuttora però, grazie a quella consapevolezza, collego l’alimentazione alla possibilità di vivere la giornata con energia.

Questo mi sta aiutando tuttora a mantenere un ottimo stile alimentare

 

Stile alimentare e benessere organizzativo

 

 

Ho voluto raccontarti ciò per farti capire la potenza della parola “perché”.

Finché i vostri collaboratori non avranno compreso il loro perché (associato all’alimentazione) non varrà la pena introdurre soluzioni di wellbeing aziendale.

 

Perché alimentazione e wellbeing organizzativo

 

 

Ora che abbiamo capito l’impatto che la parola “perché” avrà nei risultati dei vostri programmi di wellbeing, passiamo alla seconda parola.

La parola “qualità”.


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Momento di riflessione: è possibile parlare di wellbeing senza parlare di emozioni?

Al minuto 01:38 (del video che trovi qui sotto) vediamo un esercizio di intelligenza emotiva.

  

Qui troverai l'episodio completo.

 

 

 

 

 

Wellbeing aziendale e la parola “qualità”.

Purtroppo siamo bombardati ogni giorno da pubblicità ingannovoli che manipolano le persone riguardo l’alimentazione.

Di conseguenza, un errore che spesso le persone commettono è quello di focalizzarsi principalmente sulla quantità di calorie che assumono.

 

 

Quantità di calorie e alimentazione in ufficio

 

 

La vera differenza però non la fa la quantità di calorie assunte, bensì la qualità degli alimenti che assumiamo. 

Certo anche la quantità è importante, ma viene dopo (molto dopo) la qualità degli alimenti.

 

Wellbeing: quantità degli alimenti e qualità

 

 

Ti faccio subito un esempio.

Se utilizzassi la classica mentalità del “meno calorie assumo meglio è” potrei pensare che assumere 200 calorie dalle patatine fritte sia meglio che assumerne 300 dalle mandorle

Potrei infatti credere che sia meglio assumere 200 calorie piuttosto che 300

 

Esempio di soluzioni wellbeing

 

 

Questo però è vero in parte.

Se da un lato 200 calorie sono inferiori a 300, dall’altro lato la qualità delle patatine fritte è sicuramente inferiore alla qualità delle mandorle.

Cosa voglio dire con tutto ciò?

Molto semplicemente, se vogliamo migliorare definitivamente il nostro approccio con il cibo dobbiamo prima di tutto focalizzarci sulla qualità degli alimenti.

Solamente quando avremo portato i migliori alimenti sulle nostre tavole potremo pensare alla quantità

 

Wellbeing e nutrizione qualitativa

 



Per te che stai leggendo queste parole, tutto ciò potrebbe sembrare scontato.

Ti assicuro però che lì fuori ci sono molte persone che negli anni si sono fatte manipolare (non per colpa loro) dalla pubblicità ingannevole.

 

Alimentazione ingannevole pubblicità

 

 

Quindi, prima di introdurre qualsiasi soluzione di wellbeing in azienda, assicurati che i vostri collaboratori sappiano questa sottile (ma fondamentale) differenza

La differenza che c’è tra quantità e qualità degli alimenti.

 

Quantità e qualità dell'alimentazione

 

 


Bene, ora che abbiamo analizzato le parole "perché" e "qualità" veniamo ai tre esercizi pratici da portare in azienda.

I tre esercizi riguarderanno i tre macronutrienti principali dell'alimentazione.

Ciò che mangiamo durante la giornata infatti, rientra principalmente in una di queste tre categorie:

  • carboidrati
  • proteine 
  • grassi

 

Carboidrati, proteine e grassi: alimentazione in azienda

 

 

Questi tre si chiamano appunto “macronutrienti”.

Ciò non significa che gli alimenti siano costituiti da “solo carboidrati”, “solo proteine” o “solo grassi”.

A volte sì, ma la maggior parte delle volte parliamo di:

  • carboidrati” quando l’alimento è costituito principalmente (non esclusivamente) da carboidrati;
  • proteine” quando l’alimento è costituito principalmente (non esclusivamente) da proteine;
  • grassi” quando l’alimento è costituito principalmente (non esclusivamente) da grassi.

 

Elemento principale alimentazione in azienda

 

 

Ad esempio, la pasta è un carboidrato.

Questo però non significa che essa contenga solamente carboidrati.

In essa è contenuta anche una piccola percentuale di proteine.

Ciò che però a noi interessa è classificare gli alimenti in base alla loro maggior percentuale di un determinato macronutriente.

 

Wellbeing e percentuale carboidrati



Prima di iniziare, vediamo alcuni punti importanti.

Tutto ciò che vedremo non può sostituire in nessun caso un consulto, una visita o una diagnosi formula da un medico o da uno psicologo.

Ciò che ti dirò non deve essere consederato un suggerimento per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o la sospensione di un farmaco senza che prima venga consultato un medico di medicina generale o uno specialista.

Inoltre, tutto ciò che vedremo non è focalizzato sul miglioramento fisico, bensì su ciò che le persone necessitano realmente al lavoro: l’energia.


Partiamo quindi con il primo dei macronutrienti: i carboidrati.



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Momento di riflessione: la gestione dei conflitti può influire sul benessere dei vostri collaboratori?

Al minuto 08:35 (del video che trovi qui sotto) iniziamo a dare una risposta.

 


Qui troverai l'episodio completo.

 

 

 

 

 

I carboidrati

Ora che abbiamo una panoramica generale di quali sono i tre macronutrienti, iniziamo a parlare di carboidrati

 

L'importanza dei carboidrati nel wellbeing

 

 

In questa parte approfondiremo tre concetti.

  1. Che cosa sono i carboidrati e a che cosa servono.
  2. Quali sono i "carboidrati cattivi”, ossia quegli alimenti che è consigliato limitare o eliminare.
  3. Quali sono i "carboidrati buoni” ossia quegli alimenti che è consigliato utilizzare in alternativa a quelli cattivi. 

Carboidrati: alimentazione e benessere aziendale

 



Partiamo quindi con il capire in modo chiaro cosa sono i carboidrati e a cosa servono.

Diciamo che i carboidrati sono per il nostro corpo ciò che la benzina è per la nostra macchina (autovettura).

Sono il combustibile con il quale possiamo funzionare durante la giornata. 

 

Benzina alimentazione azienda

 

 

Essi sono principalmente i cereali, le farine, gli zuccheri, la frutta e la verdura.

L'obiettivo principale dei carboidrati è quello di fornirci energia.

Alcuni di questi alimenti possiamo considerarli "carboidrati buoni”.

Altri invece li consideriamo "carboidrati cattivi”.

 

Carboidrati buoni e cattivi

 


Partiamo proprio dai "carboidrati cattivi”, ossia quegli alimenti che è consigliato limitare o eliminare

Con il termine “eliminare” non intendiamo eliminarli per sempre

Gli sgarri ci stanno, pur che non siano all’ordine del giorno.

 

I "carboidrati cattivi" sono principalmente due.

Il primo è lo zucchero

 

Benessere aziendale e zucchero

 

 

Lo zucchero è veramente deleterio, tanto che sta portando il diabete a un livello sempre più alto nel mondo.

Lo zucchero, ormai, si trova un po’ dappertutto: dai cibi preconfezionati alle bevande gassate

Dobbiamo stare molto attenti a quello che acquistiamo perché lo zucchero si trova anche dove non ce lo potremmo immaginare.

 

Portare attenzione all'alimentazione

 

 

Offri quindi questo consiglio ai vostri collaboratori.

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“Ogni volta che vai a fare la spesa e decidi di acquistare un prodotto che non hai mai comprato prima, leggi l’etichetta e nota se contiene degli elementi che danneggiano la tua salute".

___

 

Ciò non significa che dovranno controllare ogni alimento, assolutamente.

È un’azione che andrebbe fatta solamente la prima volta che si acquista un nuovo alimento.

 

Alimenti e benessere aziendale

 

 

Lo zucchero lo troviamo inoltre nella maggior parte delle merendine e nei dolci.

Un primo consiglio che potresti offrire ai vostri collaboratori è quello di ridurlo o eliminarlo anche dal caffè

 

Il caffè

 



Il secondo carboidrato cattivo sono le farine bianche non integrali

Le farine bianche infatti, contengono glutine (un vero e proprio killer per la nostra salute).

 

Glutine fa male alla salute

 

 

Per farine bianche si intende anche la pasta non integrale e il pane non integrale

Ora ti starai chiedendo: "per quale motivo dovrei consigliare ai miei collaboratori di eliminare questi alimenti?"

I motivi possono essere molti, ma il motivo principale è che essi sono la principale causa dei cali di energia dei vostri collaboratori. 

 

Calo di energia al lavoro

 

 

Sì è vero, in precedenza abbiamo detto che i carboidrati portano energia

Esistono però due "tipi" di energia: un’energia immediata e un’energia duratura.

Se i vostri collaboratori assumeranno "carboidrati cattivi” avranno un’impennata iniziale di energia (oltre che della glicemia) che poi scenderà velocemente nei minuti seguenti (vedi abbiocco).

Questa è l'energia immediata (ma non duratura).

 

Abbiocco e wellbeing

 

 

Se invece i vostri collaboratori assumeranno "carboidrati buoni” manterranno un livello di energia costante per tutta la giornata (oltre che un livello glicemico regolare).

Questa è l'energia duratura e costante.

 


Avere energia costante al lavoro

 


 

Veniamo ora ai cosiddetti "carboidrati buoni".

I "carboidrati buoni" sono tutti quei carboidrati con un indice glicemico medio-basso.

A differenza dei "carboidrati cattivi", questi alimenti non fanno impennare la glicemia (a meno che non se ne mangino una quantità smoderata). 


I "carboidrati buoni" possiamo dividerli in tre

  • cereali "buoni"
  • frutta 
  • verdura.

 

Alimentazione corretta e benessere aziendale

 

 

I cereali "buoni" sono ad esempio la pasta integrale, la pasta di grano saraceno, la pasta d’avena, il riso integrale, il riso basmati, il riso venere, l’amaranto, il grano saraceno

Anche la quinoa è ottima.

Essa in realtà è una verdura, ma può essere utilizzata come cous cous.

 

Cereali salutistici benessere

 

 

Per frutta invece si intende praticamente qualsiasi frutto (sempre assunto con moderazione).

Come saprai la frutta contiene zucchero.

Di conseguenza, più il frutto è ricco di zuccheri più è bene andarci con cautela

Un esempio di frutto molto zuccherato è l’ananas.

Esso fa molto bene, ma se assunto in modo esagerato può portare dei cali di energia a causa del picco glicemico

 

Alimentazione e frutta

 

 

Per quanto riguarda la verdura - a meno che non vi siano delle intolleranze particolari - è bene assumerla più volte al giorno.

  

Mangiare le verdure più volte al giorno

 

 

Detto ciò, i "carboidrati cattivi” che è consigliato eliminare (o limitare) per avere più energia sono:

  • i cereali e le farine bianche
  • gli alimenti ricchi di zuccheri aggiunti

In sostituzione a questi alimenti, i vostri collaboratori potrebbero assumere:

  • cereali buoni (per lo più integrali)
  • frutta
  • verdura.

 

Tipi di alimentazione benessere organizzativo

 



Una volta che i vostri collaboratori saranno consapevoli di questo primo macronutriente, potrete offrire loro il primo esercizio di questo episodio.

L'esercizio si chiama: "Carboidrati cattivi - Carboidrati buoni"

 

Esercizio wellbeing aziendale

 

 

È un esercizio divertente (se glielo proporrai in modo divertente).

Nei successivi 3 giorni ogni persona dovrà trascrivere su un foglio (o sulle note del proprio smartphone)  quelli che sono i carboidrati che assume durante la giornata.

Sia i "carboidrati buoni" che i "carboidrati cattivi".


Immagina Gabriele, un addetto al Customer Service.

 

Esempio pratico benessere aziendale

 

 

La sua giornata alimentare è la seguente:

  • Ore 8:00 | Cappuccino e brioche
  • Ore 10:30 | Caffè con zucchero
  • Ore 13:00 | Pizza
  • Ore 16:00 | Una mela
  • Ore 20:30 | Salmone, verdure e pane bianco

Una volta che Gabriele avrà trascritto anche il secondo e terzo giorno, farà una freccia a fianco dei "carboidrati cattivi" e ipotizzerà una possibile alternativa tra i "carboidrati buoni”.

 

Alternativa all'alimentazione solita

 

 

Se Gabriele è molto motivato potrà sostituire tutti i "carboidrati cattivi".

Se invece è poco motivato inizierà con il sostituire un solo "carboidrato cattivo".


Ipotizziamo che Gabriele sia mediamente motivato.

Deciderà quindi di apportare (per ora) solamente due modifiche:

  • eliminerà lo zucchero dal caffè
  • sostituirà il pane bianco con una fetta di pane di segale.

 

Nutrizione e wellbeing

 

 

Perché stiamo facendo tutto questo?

Semplicemente per rendere Gabriele autonomo.

Credo profondamente che le persone debbano diventare autonome e indipendenti nella gestione del proprio benessere.

Veniamo ora al secondo macronutriente: le proteine.




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Momento di riflessione: l'energia è correlata alla produttività dei vostri collaboratori?

Al minuto 09:14 (del video che trovi qui sotto) vediamo il 2° lato del Triangolo della Produttività.

 

Qui troverai l'episodio completo.

 

 

 

 

 

Le proteine

Una volta che i vostri collaboratori avranno svolto l'esercizio "Carboidrati cattivi - Carboidrati buoni" potranno passare alle proteine

 

Benessere aziendale e proteine

 



Anche per quanto riguarda le proteine approfondiremo tre concetti:

  1. Che cosa sono le proteine e a che cosa servono.
  2. Quali sono le "proteine cattive”, ossia quegli alimenti che è consigliato limitare o eliminare.
  3. Quali sono le "proteine buone” ossia quegli alimenti che possono essere assunti in alternativa alle "proteine cattive". 

 

Proteine e wellbeing collaboratori

 



Abbiamo detto che i carboidrati possono essere visti come la benzina.

Le proteine invece sono per il nostro corpo ciò che i vari componenti dell'auto sono per la nostra macchina

I vari componenti dell'auto possono essere il volante, le marce, i finestrini, le porte.

Essi costituiscono la macchina.

Le proteine costituiscono invece la nostra muscolatura e i nostri tessuti.

 

Il ruolo delle proteine nel benessere organizzativo

 

 

Le proteine si trovano principalmente nella carne, nel pesce, nelle uova, nei legumi e nei semi.

 

Tipi di proteine e wellbeing

 

 

Abbiamo appena detto che possiamo vedere la proteina come un componente di un auto, ad esempio il volante.

Il volante, a sua volta, può essere costituito da diversi materiali.

In base al materiale che verrà utilizzato, il volante (e quindi la macchina) potrà essere più o meno performante.

 

Wellbeing e performance

 

 

Bene, la stessa cosa vale per le proteine

ll nostro volante che noi chiamiamo “Proteina” può essere costituito da diverse tipologie di materiali, che noi chiameremo “Amminoacidi”.

Quindi, come il tessuto forma il volante di una macchina, gli amminoacidi formano una proteina.

 

Proteine e amminoacidi

 

 

Dove voglio arrivare con tutto ciò?

Molto semplice.

Più la qualità degli amminoacidi sarà ottimale più la proteina sarà efficace.

 

Qualità alimenti e benessere

 

 

Ti dico ciò perché, ad esempio, c’è differenza tra le proteine che troviamo nel pesce e nei legumi.

Le proteine del pesce, della carne e delle uova hanno tutti gli amminoacidi essenziali che rendono la proteina completa.

Le proteine che invece troviamo nei legumi e nei semi non li contengono tutti, e ciò rende la proteina meno completa.

Ciò non significa che i legumi e i semi non vadano bene, anzi

Dobbiamo però renderci conto che hanno un'efficacia diversa.

 

Efficacia wellbeing aziendale

 



Iniziamo quindi ad analizzare le "proteine cattive".

 

Proteine non efficaci benessere organizzativo

 


Le "proteine cattive" sono principalmente le carni grasse, come ad esempio il maiale. 

Anche gli affettati non sono l'ottimale.

Essi vengono spesso imbottiti di sale per renderli più gustosi

Inoltre è bene fare attenzione a tutte quelle carni alle quali viene aggiunto lo zucchero per renderle più appetitose. 


Veniamo ora alle "proteine buone". 

Sicuramente una delle proteine migliori da assumere sono le uova

 

Le uova e il wellbeing in azienda

 

 

Questo alimento è stato demonizzato per anni, pensando che a causa del grasso contenuto nel tuorlo esse non facessero bene.

In realtà le uova non fanno male, se assunti in modo intelligente.

 

Un’altra proteina "buona" è il pesce

 

Il pesce e il benessere organizzativo

 

 

Il pesce è uno degli alimenti con più concentrazione di omega 3 (funzionali per il nostro cervello).

Ottimo il salmone, il tonno, il merluzzo, l’orata, il branzino, lo sgombro, il pesce spada.

 

L’ultima proteina tra quelle considerate "nobili" è la carne (soprattutto la carne bianca).

ps. (Nobili = costituite da tutti gli amminoacidi essenziali)

 

Alimentazione in ufficio e carne

 

 

La carne è spesso demonizzata a causa di tutti gli antibiotici che vengono utilizzati.

Qui non voglio schierarmi da una o dall’altra parte.

Ti riporto solamente ciò che dicono gli studi.

Gli studi dicono che la carne bianca è una proteine nobile.


Altre due proteine (però "non nobili") ottime soprattutto per coloro che vogliono seguire un'alimentazione vegetariana o vegana, sono i legumi e i semi

È possibile abbinarli in unico pasto così da fare in modo che l'apporto proteico sia più completo.

Attenzione però perché essi contengono anche un'importante percentuale di carboidrati che potrebbero scombussolare il pasto. 

 

Alimentazione in ufficio: legumi e semi

 


Detto ciò, le "proteine cattive” che è consigliato eliminare (o limitare) sono principalmente le carni grasse o ricche di zucchero aggiunto.


In sostituzione, i vostri collaboratori potrebbero assumere:

  • la carne magra
  • il pesce
  • le uova
  • i legumi e i semi

 

Le proteine legate al wellbeing aziendale

 

 

Una volta che i vostri collaboratori saranno consapevoli di cosa sono le proteine potranno svolgere un esercizio simile a quello svolto precedentemente.

L'esercizio si chiama "Proteine cattive - Proteine buone"

 

Esercizio pratico alimentazione e wellbeing aziendale

 

 

Nei successivi 3 giorni ogni persona dovrà trascrivere su un foglio (o sulle note del proprio smartphone) quelle che sono le proteine che assume durante la giornata.

Sia le "proteine buone" che le "proteine cattive".

Attenzione: è meglio che questo esercizio non venga svolto contemporaneamente a quello precedente.

Fatelo svolgere separatamente, magari la settimana successiva.

 


Esercizi wellbeing separati

 

 

Una volta trascorsi i tre giorni, la persona farà una freccia a fianco delle "proteine cattive” e ipotizzerà una possibile alternativa tra le "proteine buone”.

La persona potrebbe ad esempio sostituire l’affettato con del salmone.

Oppure potrebbe sostituire la costata di maiale con un uovo all’occhio di bue.

O ancora, potrebbe sostituire la salsiccia con del branzino.

 

Alternative wellbeing

 

  

L’esercizio è praticamente uguale a quello svolto precedentemente, solamente che questa volta parliamo di proteine e non di carboidrati.

Veniamo ora al terzo macronutriente: i grassi.

 

 

 

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Momento di riflessione: le soluzioni di wellbeing possono apportare maggior creatività in azienda?

Al minuto 3:00 (del video che trovi qui sotto) ti racconto un aneddoto.

 

Qui troverai l'episodio completo. 

 

 

 

 

 

I grassi

Una volta che i vostri collaboratori avranno svolto l'esercizio "Proteine cattive - Proteine buone" potranno passare ai grassi

A differenza di ciò che si credeva fino a qualche anno fa, l'apporto di grassi è fondamentale.

 

Grassi e benessere in azienda

 

 

Anche per quanto riguarda i grassi approfondiremo tre concetti

  1. Che cosa sono i grassi e a che cosa servono
  2. Quali sono i "grassi cattivi”, ossia quegli alimenti che è consigliato limitare o eliminare.
  3. Quali sono i "grassi buoni” ossia quegli alimenti che possono essere assunti in alternativa ai "grassi cattivi". 

 

Benessere organizzativo e funzionalità dei grassi

 


Abbiamo detto che i carboidrati e le proteine sono per il nostro corpo ciò che la benzina e i componenti meccanici sono per un auto.

Bene, i grassi possiamo vederli come l’olio che mettiamo nel motore della nostra auto.

I grassi infatti, oltre a fornirci continua energia e quindi a permetterci di funzionare in modo ottimale, servono proprio a oliare tutti i nostri tessuti e regolare gli ormoni. 

 

Funzione dei grassi per il benessere

 

 

I grassi sono ad esempio il burro, l’olio, l'avocado, la frutta secca - come mandorle, noci, nocciole e anacardi - e tutti i grassi contenuti principalmente nei dolci e nelle carni.

Naturalmente alcuni di questi sono considerati "buoni", altri invece "cattivi".  

Grassi e wellbeing aziendale

 


I "grassi cattivi" sono principalmente tutti i grassi cosiddetti “trans” o “idrogenati” che troviamo nelle carni grasse o in alcuni dolci o merendine

Altri grassi che non fanno particolarmente bene sono quelli contenuti nel formaggio

 


Grassi nocivi

 

 


I "grassi buoni "sono invece l’olio extravergine d’oliva, l’avocado e la frutta secca oleata (mandorle, noci, nocciole e anacardi).

Anche il tuorlo può essere considerato un "grasso buono", se assunto con intelligenza

 


Tipologie di alimenti e benessere

 

 


Una volta che i vostri collaboratori saranno consapevoli di cosa sono i grassi potranno svolgere il terzo esercizio.  

L'esercizio è simile ai precedenti.

Il suo nome è "Grassi buoni - Grassi cattivi"

 

Esercizio wellbeing aziendale per dipendenti

 

 


Ogni persona, per 3 giorni, dovrà trascrivere su un foglio (o sulle note del proprio smartphone) quelli che sono i grassi che assume durante la giornata.

Sia i "grassi buoni" che i "grassi cattivi".

Una volta trascorsi i tre giorni, la persona farà una freccia a fianco dei "grassi cattivi" e ipotizzerà una possibile alternativa tra i "grassi buoni”.


 

Alternative benessere organizzativo

 


Se ad esempio la persona ama preparare (e mangiare) le torte, potrebbe iniziare a sostituire il burro con l’olio extravergine d'oliva.

Fu proprio ciò che fece mia madre quando ero piccolo.

Avendo lei il colesterolo alto le era stato consigliato di sostituire il burro con l’olio.

Ed ecco che dal giorno dopo preparò solamente torte con olio, eliminando il burro.

 

Oppure, una persona potrebbe sostituire il formaggio con un altro alimento, come ad esempio l’avocado.

L’importante è trovare un alimento buono che sostituisca quello cattivo. 





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Momento di riflessione: in che modo il Weekly Coaching avrà reso i vostri collaboratori più performanti e in benessere?

Al minuto 04:28 (del video che trovi qui sotto) vediamo come funziona il modello.

 

Qui troverai l'episodio completo. 




 

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Prima di concludere l'episodio

Prima di passare alla parte conclusiva di questo episodio ti invito a scaricare il nostro Moonly PLAYBOOK, il manuale strategico da leggere in 1 minuto

Scaricandolo ora:

  • avrai cristallizzate tutte le strategie pratiche che abbiamo trattato in questo episodio, senza correre il pericolo di dimenticartele
  • potrai tenere sempre con te le strategie pratiche da applicare in azienda, senza dover tornare nuovamente in questo episodio per rileggerle;
  • potrai condividere le strategie appena apprese direttamente con i tuoi colleghi, senza rischiare di dimenticarti ciò che hai appena letto. 

 

Benessere aziendale - Playbook

 

 

 

 

 

Conclusione

Anche questo episodio (come gli altri) sta per terminare.

In questo episodio abbiamo capito che:

  • il wellbeing aziendale è una strategia per ridurre i costi aziendali legati al burnout, all’assenteismo e al turnover;
  • il wellbeing aziendale è una strategia di employer branding che vi avrà permesso di attrarre i migliori talenti;
  • il wellbeing aziendale è una filosofia che renderà i vostri collaboratori più partecipi in azienda.

 

Risultati wellbeing aziendale

 

 

 

Abbiamo poi visto che per iniziare a introdurre delle pratiche di wellbeing in azienda è necessario che i vostri collaboratori comprendano:

  • l’importanza della parola perché (leva motivazionale);
  • l’importanza della qualità degli alimenti;
  • l’importanza dei tre macronutrienti (carboidrati, proteine e grassi).

 


Una volta fatto ciò, potrete far sperimentare tre esercizi pratici:

  • sostituire i carboidrati cattivi con i carboidrati buoni;
  • sostituire le proteine cattive con le proteine buone;
  • sostituire i grassi cattivi con i grassi buoni.

 

Modello esercizio wellbeing aziendale

 



Questo avrà permesso ai vostri collaboratori di:

  • vivere in benessere;
  • lavorare in benessere;
  • condividere i propri risultati con i propri colleghi e familiari.


In questo modo si sentiranno:

  • più indipendenti nel prendersi cura del proprio benessere;
  • più liberi di esprimere la propria reale energia (le persone non si accorgono della propria reale energia finché non scoprono il vero benessere);
  • più realizzati nel ottenere risultati che potranno condividere con i propri colleghi e familiari.

 

Benefici wellbeing aziendale

 

 

Grazie alle vostre persone riuscirete a far crescere la vostra azienda:

  • in modo rapido: più energia = più rapidità decisionale e più produttività;
  • in modo sostenibile: una volta che i vostri collaboratori avranno imparato a gestire l’energia non torneranno più indietro;
  • in modo eccellente: un’azienda è eccellente quando i propri collaboratori riescono ad eccellere.

 

Risultati economici wellbeing aziendale




 

Congratulazioni per aver terminato il 27° episodio di Moonly TRAINING.

Spero che le strategie che ti abbiamo offerto potranno esserti d'aiuto.

Ti sarei davvero grato se investissi 30 secondi del tuo tempo per lasciarci un tuo feedback anonimo qui (nessuna mail richiesta).

Inoltre, sentiti libero/a di condividere il link di questo episodio con tutte le persone che sai già potranno beneficiarne.

Avrai contribuito alla nostra missione.

Grazie, e a presto.

Ciao.

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"Tutto questo per esaltare l'unicità delle persone, facendovi diventare un'azienda unica."

 

Moonly

 

 

 

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